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Corsia ciclopedonale sotto il Punta Penna

Il progetto presentato alla biblioteca nel corso dell’evento “Aldo Moro, il pensiero del ponte”
Il rendering del progetto di camminamento ciclopedonale sotto il Ponte Punta Penna

«Immaginare un’opera di eccezionale bellezza anche nel Mezzogiorno d’Italia. Mettere al centro del futuro i successi del passato. Rendere il ponte di Punta Penna – Pizzone crocevia di una grande opera da mostrare a tutto il mondo durante i Giochi del Mediterraneo 2026».

Il centro studi iArchitettura di Alfredo Foresta ha realizzato un progetto «in grado di unire due epoche, così come il ponte ha unito i due mari. Il 1977 quando la cassa del Mezzogiorno durante il governo Moro stanziò i fondi e i giorni nostri, dove il Pnrr è pronto a sostenere i grandi progetti architettonici». Si chiama “Q.45 – Dna dei due mari” il progetto che vuole un camminamento ciclopedonale sospeso a quarantacinque metri d’altezza. Due chilometri di balcone che affacciano su entrambi i lati. La presentazione del progetto è avvenuta ieri, lunedì 5 dicembre, presso la biblioteca comunale Acclavio di Taranto, nell’ambito dell’evento “Aldo Moro, il pensiero del ponte” promosso dall’associazione Unire Taranto e patrocinato dal Comune di Taranto, alla presenza del rettore dell’Università di Bari Stefano Bronzini, dell’architetto Alfredo Foresta, del presidente Confindustria Taranto Salvatore Toma, del presidente Confcommercio Taranto stato aggiornato ma nuovi stalli a pagamento sono stati posti ovunque senza sentire alcun cittadino e alcuna associazione di categoria.

In merito alla regolamentazione della sosta restano irrisolti inoltre, perché mai affrontati, i disagi dei residenti del borgo possessori di un solo permesso gratuito limitato a una sola specifica e ridotta zona che non consente a tutti di trovar posto nelle aree assegnate. In conclusione l’amministrazione comunale non dice quale beneficio al commercio e ai cittadini abbiano portato in quest’anno le nuove strisce blu ma afferma, falsamente, di essere Leonardo Giangrande e del presidente Lega Coop Puglia Carmelo Rollo. «L’idea è quella di realizzare un parallelepipedo panoramico che si sviluppa sotto l’intradosso del ponte esistente – spiegano dal centro studi – La struttura avvolge e si ancora ai piloni attraverso un doppio nastro in carpenteria metallica, dove pavimento e tetto corrono paralleli a mezza costa sorretti da un doppio sistema di ancoraggio. Così da creare nella sua interezza, un suggestivo e snello percorso pedonale e ciclabile.

Un sistema a bilanciere che attraversa il vuoto tra le due carreggiate e definisce il nuovo skyline della città di Taranto. Il tetto e il pavimento del lungo e sinuoso parallelepipedo, poi, sono irrigiditi da una struttura ad esagoni che richiama le forme della Concattedrale di Gio Ponti, fascia gli affacci, disegna le facciate, si lascia attraversare dal vento, impone la sosta al viaggio e permette lo sguardo sul paesaggio. Regalando un’esperienza emotiva e sensoriale di straordinario impatto. Una geometria, dove gli elementi strutturali, pavimenti e specchiature, contengono al loro interno sistemi tecnologici dai vetri colorati, garantendone l’autonomia energetica. Un andamento morbido e una pendenza minima assicurano, infine, sicurezza e accessibilità e mettono a sistema la Concattedrale di viale Magna Grecia, il quartiere Tamburi e, a seguire, il quartiere Paolo VI. Aldo Moro aveva profetizzato: “Mediterraneo Mare d’Europa” e propose la realizzazione di un “balcone”. Oggi l’obiettivo è che quella struttura vada oltre la carrabilità. Diventi attrazione. Un simbolo da presentare a tutto il mondo nel 2026, quando i giochi del Mediterraneo dovranno essere vetrina per le Puglie: non la regione dei trulli e dei pasticciotti. Casa delle grandi menti. Abbandonare il concetto di resilienza, sposando la vogli essere protagonisti. Non vittime sacrificali».