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Acciaierie d’Italia, nulla di fatto

Altra tappa interlocutoria tra Invitalia e Arcelor Mittal
L'ex Ilva ora Acciaierie d'Italia

Altra tappa interlocutoria tra Invitalia e Arcelor Mittal. L’assemblea dei soci, in aggiornamento di quella del 2 dicembre, resta aperta e proseguirà a breve. È evidente, quindi che tra il socio pubblico (Invitalia è una società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e quello privato non hanno ancora definito come procedere nel percorso sulla conclusione del colosso siderurgico.

L’ulteriore aggiornamento si terrà probabilmente già nei prossimi giorni. Intanto, rispondendo alle domande dei parlamentari ministro delle Imprese, Adolfo Urso, rispondendo ai parlamentari in occasione di una seduta congiunta di Camera e Senato ha dichiarato: «L’industria siderurgica è strategica, noi dobbiamo rafforzare la produzione di acciaio. Il nuovo patto prevede che lo Stato salga al 60% del capitale nel 2024, ma la statalizzazione dell’Ilva è stata decisa e programmata nel tempo. Noi riteniamo che lo Stato può intervenire, ma deve gestirla il privato. Il nostro obiettivo è di confrontarci per giungere ad una soluzione di ricapitalizzazione dell’impresa con la partecipazione privata per la riconversione green dell’azienda e con una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio». Intanto, è stato fatto il punto sui lavori di messa a norma ambientale con l’Osservatorio Ilva.

Al confronto hanno partecipato Ilva in amministrazione straordinaria, Acciaierie d’Italia, Regione Puglia, Comune di Taranto e Comuni dell’area di crisi ambientale e Arpa Puglia. È emerso che i lavori proseguono e si avviano al completamento così come previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale.