x

x

Il saluto dell’ammiraglio Vitiello

Al Castello Aragonese l’avvicendamento al Comando Marittimo Sud
L’Ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello

La voce si rompe per l’emozione due volte: quando pronuncia ufficialmente il saluto di commiato parlando della sua famiglia e quando davanti ai cronisti ricorda un episodio che forse più di altri gli ha lasciato il segno: l’aver portato il laccio di Gesù Morto alla processione dei Misteri: «Mi arrivò questo invito sigillato con la cera lacca, era qualcosa che sapeva di antico: la Confraternita del Carmine mi invitava a portare il laccio di Gesù Morto.

É stato un momento che mi ha toccato molto». Probabilmente è proprio questo episodio a simboleggiare il profondo rapporto che per cinque anni ha legato a Taranto l’ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello, che martedì 6 dicembre ha ceduto il Comando Marittimo Sud all’ammiraglio di divisione Flavio Biaggi. L’ammiraglio Vitiello assume ora il Comando Logistico della Marina Militare, a Napoli. La cerimonia di avvicendamento si è svolta nella Piazza d’Armi del Castello Aragonese, alla presenza di tutte le autorità civili, religiose e militari e del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Enrico Credendino. A portare il saluto della città all’ammiraglio Vitiello è stato il sindaco Rinaldo Melucci: «Con Salvatore la Marina Militare è stata protagonista del processo di transizione della città e i tarantini hanno assunto la consapevolezza dell’importanza della Marina Militare in questa città. Salvatore Vitiello ha abbracciato la città». «Le parole del sindaco – ha poi confidato ai giornalisti l’ammiraglio – mi hanno toccato il cuore.

Qui a Taranto con la mia lunga permanenza (cinque anni, il comandante più longevo, ndr) ho vissuto la vostra amicizia. Anzi, siete stati proprio voi giornalisti a introdurmi nella città con il vostro lavoro». La voce torna ad essere commossa quando ricorda anche i piccoli aneddoti che hanno costellato questa sua esperienza a Taranto: «Con la città abbiamo condiviso obiettivi che nascevano naturalmente. Ricordo che un giorno mi si presentò il maestro di pugilato Vincenzo Quero e mi disse che il suo sogno era quello di far svolgere alcuni incontri di pugilato qui al Castello. Io non sapevo chi fosse e diedi una risposta interlocutoria. Poi di eventi con lui ne abbiamo organizzati due… Tante collaborazioni sono nate così, con naturalezza e spontaneità». Uno dei momenti più diffiicli: la pandemia. Ma proprio in quel momento di estrema difficoltà la Marina Militare seppe essere al fianco dei cittadini e degli operatori sanitari: «Abbiamo allestito il reparto Covid al Centro Ospedaliero Militare e abbiamo creato l’hub vaccinale all’Arsenale. Tante persone mi hanno detto che proprio per l’occasione del vaccino avevano messo piede per la prima volta in Arsenale, oltre quel muro che ogni tanto ritorna alla ribalta».

Come a dire che oltre quel muro c’è un’anima che lavora anche per la città. «Tutto questo – ha detto ancora l’ammiraglio – lo abbiamo fatto in piena collaborazione con la Asl: gli operatori sono stati encomiabili, hanno somministrato duecentomila dosi di vaccino». Il suo rapporto con Taranto era cominciato già prima che fosse nominato al vertice del Comando Marittimo Sud: «A me Taranto aveva dato già tanto perché qui ho svolto tutti i comandi. Quando ero alla terza divisione non sapevo che il mio futuro potesse essere qui, invece ringrazio il capo di allora, l’ammiraglio Girardelli, che mi designò per questo incarico come ammiraglio di divisione appena promosso e questo mi ha anche consentito di avere una lunga permanenza qui a Taranto». E che città lascia dopo questi cinque anni? «Vedo una città dove è aumentato l’amore dei tarantini verso di essa, vedo molto più rispetto. Ora bisogna fare in modo che i giovani non vadano più via». La promozione a Napoli non svilirà il suo rapporto con Taranto: «Mia moglie è nata in Piazza Ebalia, mia figlia al Santissima Annunziata e qui ho la mia casa di proprietà. Taranto per me resta la mia base di riferimento».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile