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​Spacciavano alla presenza di minorenni e disabili​

Lo spaccio di droga sarebbe avvenuto
anche alla presenza di minorenni e di disabili.

Gli investigatori dell’Arma hanno accertato,
durante le indagini, che le pertinenze abitative
in uso agli indagati erano in gravi carenze
igienico-sanitarie tali da richiedere l’intervento
dell’Asl, rinvenendo numerose siringhe utilizzate
ed abbandonate.
Tutti gli arrestati (ad eccezione di due) abitano
stabilmente nell’area compresa tra le vie Capecelatro
e d’Alò Alfieri e hanno operato con analogo
modus operandi.
Il tossicodipendente una volta entrato nel civico
18 di via Capecelatro, contattava gli spacciatori,
acquistava la droga e consegnava il denaro pattuito
allontanandosi immediatamente dal luogo; l’attività
di spaccio era adeguatamente “protetta” dalla
presenza di telecamere in uso ai pusher, attraverso
le quali hanno costantemente monitorato l’area,
individuando in tempo la presenza delle forze
dell’ordine; l’attività illegale veniva condotta tramite
il supporto di una rete di “vedette” e “pali”,
i quali, organizzati quasi “militarmente”, a piedi o
a bordo di scooter percorrevano incessantemente
il quadrilatero con l’evidente compito di verificare
la presenza di forze dell’ordine allertando gli spacciatori
e le altre “vedette” con segni convenzionali
come quello di togliersi il cappuccio e toccarsi il
capo, alternandosi con veri e propri turni.

Nel corso delle intercettazioni telefoniche è emersa
l’intenzione degli indagati di ricorrere dunque
all’uso di alias e soprannomi e soprattutto scambiandosi
anche i telefonini cellulari.