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​Dimissioni del sindaco Melucci, consiglieri in fila: «Ripensaci»​

«È evidente che nel Pd
esista un caso Emiliano. Mi auguro che
questa volta il partito possa assumere iniziative
nei confronti di chi ha contribuito
a far eleggere un presidente della Provincia
di centrodestra mettendo addirittura
in crisi l’amministrazione a guida Pd del
capoluogo». Giampiero Mancarelli,
che del Pd è segretario provinciale, non
nasconde il suo risentimento verso il
presidente della Regione, a cui attribuisce
la regìa di quanto accaduto alla Provincia
con l’elezione di Gugliotti e la sconfitta
di Melucci.

Sconfitta che ha determinato
le dimissioni del sindaco di Taranto.
Cominciano giornate cruciali per il Pd,
che ha riunito il suo gruppo dirigente per
valutare le azioni da intraprendere.
Intanto, si registrano le prime reazioni
in consiglio comunale dopo la decisione
del sindaco di dimettersi. In una nota firmata
genericamente dai gruppi consiliari
Pd, Taranto Bene Comune – Taranto
futuro prossimo – Psi – Per Taranto
– Centristi per Taranto – Mutavento,
«nel pieno rispetto della sua decisione (di
Melucci, ndr), a cui ribadiamo vicinanza
anche umana per gli attacchi personali
subiti, che nulla hanno di politica, esprimono
preoccupazione rispetto agli effetti
che l’anticipato scioglimento del consiglio
comunale avrà sull’amministrazione della
città».
«In questi mesi – si legge – pur tra molte
difficoltà, si è lavorato intensamente
rispetto agli obiettivi programmatici
per ridisegnare il futuro della città in
uno scenario complicato, tenuto conto
ad esempio della vicenda Ilva e dei suoi
riflessi». Nella nota vengono elencate
tutte le principali attività amministrative
promosse dall’amministrazione Melucci.

«Comprendiamo – scrivono i gruppi
consiliari – la voglia di riscatto di chi è
stato sconfitto alle ultime elezionicomunali,
che ha visto riunirsi nelle elezioni
provinciali in una coalizione “contro”, che cerca rivincite per riproporsi, ma
riteniamo altresì che le azioni in corso
e gli imminenti importanti scelte che la
città dovrà operare, che impatteranno
sul futuro dei nostri figli, hanno bisogno
di continuità e stabilità. Per questo, pur
comprendendo l’amarezza del nostro
Sindaco Rinaldo Melucci, e comunque
rispettando le sue decisioni, auspichiamo
che si possa rinnovare un patto di lealtà
e di maggioranza, rispetto al programma
amministrativo per continuare a governare
la città in un momento complicato e di
grande cambiamento».

Insomma, una sorta di “non torniamocene
a casa” firmato dai gruppi nei quali si
annidano proprio coloro i quali nel segreto
dell’urna hanno affondato Melucci.
Surreale.
Chi esprime soddisfazione per l’elezione
di Giovanni Gugliotti è il sindaco di Maruggio,
Alfredo Longo: «Sin dal primo
momento abbiamo creduto in questo progetto.
Un patto istituzionale che ha visto
anche il coinvolgimento totale dell’Unione
dei Comuni “Terre del Mare e del Sole”
che presiedo. Ora è necessario garantire
dignità politica e visibilità amministrativa
al versante orientale della provincia,
spesso trascurato e inascoltato».
Il segretario della Uil, Giancarlo Turi
scrive direttamente al neo presidente Gugliotti:
«Con la Tua elezione si completa
l’organigramma istituzionale del nostro
territorio, presupposto, questo, per avviare
il rilancio pieno della politica locale.
Troppo sfilacciata e involuta è apparsa
l’azione politica dell’Ente di Via Anfiteatro
nell’ultima parte della consiliatura,
sfibrata dai troppi contenziosi irrisolti».

L’auspicio: «Servirà un Presidente amministratore
che sappia dialogare efficacemente
– comunicatore prima ancora che
un Presidente – innanzitutto con il suo
personale (i dipendenti), oltreché con i
livelli istituzionali, politici e, soprattutto,
con una società civile composita e disarticolata.
Comune e Regione, da tempo,
dialogano poco e male, spetterà a Te svolgere
quell’essenziale funzione unificante,
di trait d’union, per finalizzare accordi
e intese per migliorare le performance
territoriali. Ma sarà ancor più complesso
dialogare e confrontarsi con il Governo
del Paese, la cui azione spesso collide e
contrasta con le politiche del territorio.
Il suggerimento: «Condividere, attraverso
un confronto ampio e democratico, le
politiche settoriali con il partenariato
economico e sociale può rappresentare
quell’elemento di novità in grado di far
ripartire le dinamiche relazionali sinora
condotte in maniera stentata, oltre che
frammentata».

Infine, Giustizia per Taranto: «Lo spettacolo
delle elezioni provinciali è stato il
triste atto di una politica autoreferenziale,
che non lascia esprimere i cittadini e nelle
stanze chiuse pratica giochi di retrobottega
e trasversalismi impensabili. In questo
scenario protagonista negativo è stato Rinaldo
Melucci che, in preda all’ingordigia
del potere, intendeva sommare alla carica
di Sindaco di Taranto quella di Presidente
della Provincia. Fare Il Partito Democratico
di Taranto si è dimostrato ancora
una volta incapace di leggere la realtà e
proporre progetti politici credibili, interpretati
da candidati affidabili e capaci.
Ne avrebbero avuto la possibilità. Si è
preferito, invece, percorrere la strada del
retrobottega della politica e dell’inciucio,
con l’aggravante del malcelato sostegno
a Melucci da parte dell’ex Presidente
della Provincia Tamburrano. Taranto
merita una guida credibile e preparata.
Per dare una possibilità di rinascita alla
città non vorremmo assistere ad altri
vergognosi tira e molla e auspichiamo
che le dimissioni del Sindaco Melucci
siano irrevocabili».

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