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​Ambiente Svenduto, salta l’udienza nell’aula bunker​

La prossima udienza del
processo “Ambiente Svenduto” non potrà
tenersi nell’aula bunker della vecchia Corte
d’Appello inutilizzabile a causa di un serio
guasto che ha mandato in tilt l’impianto
elettrico.

Di conseguenza, al fine di assicurare il
regolare svolgimento del processo, il presidente
del Tribunale di Taranto Franco
Lucafò ha chiesto alla presidente della
Corte d’Assise Stefania D’Errico di trasferire
l’udienza di mercoledì 28 in un’aula
della nuova sede della Corte d’Appello, in
sostanza nell’immobile sull’altro lato di
viale Cannata.
Nell’aula bunker si tornerà, comunque, il
28, alla ripresa del dibattimento dopo lo
sciopero dei penalisti di tutta Italia a causa
della prescrizione, ma soltanto per l’appello
dei presenti e per le disposizioni sulla prosecuzione
dell’attività processuale.
Il guasto all’impianto elettrico è soltanto
l’ultimo di una serie di problemi con i
quali deve fare i conti la vecchia aula bunker
mandata in pensione dopo la stagione
procedimenti antimafia celebrati a Taranto
e “riesumata” per il processo agli ex vertici
dell’Ilva sia per le dimensioni sia per
ragioni di sicurezza (durante le udienze
è presidiata dalle forze dell’ordine anche
all’esterno).

Le ondate di eccezionale maltempo abbattutesi
nei mesi scorsi hanno causato la
caduta di grossi rami dagli alberi e l’area
di parcheggio riservata ai difensori è stata
interdetta ai veicoli. Di conseguenza, gli
avvocati, numerosi considerando i 44 imputati
e le tre società, sono costretti a lasciare
altrove le auto.
All’esterno, in diversi punti, l’immobile
mostra non solo i suoi anni ma soprattutto
l’assenza di manutenzione da diversi anni,
con muri lesionati e strutture di acciaio completamente arrugginite. Senza considerare
erbacce e cespugli incolti che
circondano l’intera sede giudiziaria,
all’interno del recinto e all’esterno. Per
fortuna, all’interno l’aula dispone di servizi
efficienti ed è capiente.
Infatti, fra i banchi trovano posto senza
problemi avvocati e imputati. L’unica
zona vuota resta sempre quella riservata
al pubblico.