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​Orano, la Taranto del Nord Africa che ha già vinto i Giochi​ del Mediterraneo

In Puglia ricordiamo essenzialmente
l’edizione del 1997, a Bari.
L’ultima volta in Italia è stata nel 2009, a
Pescara. Nel 2025 i Giochi del Mediterraneo
potrebbero ritornare nel nostro Paese,
con la candidatura di Taranto che è stata
‘benedetta’ anche dal governo, tramite il
sottosegretario Giorgetti. È quindi partita
la corsa del capoluogo ionico ad ospitare
un evento sportivo per certi versi sui
generis, un po’ Olimpiade un po’ Giochi
senza Frontiere, ma dal profilo comunque
internazionale. Sono diciotto le edizioni
già disputate, l’ultima delle quali si è svolta
a Tarragona, in Spagna, questa estate.

Nel
2021 i Giochi si terrano a Orano, in Algeria;
dopo – almeno, nei desiderata di Comune
e governo – dovrebbe toccare a Taranto,
anche se la corsa si annuncia non semplice,
a partire dai deficit infrastrutturali della
città a livello di impiantistica sportiva, con
diverse strutture da costruire da zero. Dalla
vicina Policoro è già arrivata una richiesta
di partnership a livello proprio di impianti
(il PalaErcole) e di strutture ricettive. Ma,
oltre alla competizione con le altre eventuali
candidate city per la XX Edizione, sullo
sfondo c’è il confronto con chi ha già ospitato
l’evento e chi, come Orano, si prepara
a farlo. La città algerina – 600.000 abitanti –
ospita industrie siderurgiche, chimiche ed un
importante porto commerciale. Sì, ricorda
Taranto. Ma, a differenza di quest’ultima, ha
un background culturale importante, fatto di
una Università strutturata, del “Centro nazionale
per la ricerca in antropologia sociale e
culturale” e, prima del forzoso trasferimento
nella capitale Algeri, di un famoso e quotato
festival di musica folk “Raï”.

Ad Orano
soggiornò lo scrittore francese Camus, che lì
ambientò il suo La Peste. In questo senso, lo
sforzo da fare in previsione di una ipotetica
Taranto 2025 sarebbe anche – o soprattutto –
nell’implementazione di eventi e manifestazioni
sportive e culturali. Discorso diverso
quello relativo alla più piccola Tarragona,
poco più di 130.000 abitanti, in Catalogna,
il cui patrimonio archeologico dal 2000 è
patrimonio dell’Unesco. I Mediterranean
Games 2018 si sono inseriti nel contesto di
una città che già fa del turismo la sua risorsa
maggiore – e pure sono stati un’edizione con
più ombre che luci, soprattutto dal punto di
vista organizzativo. Deludente il numero degli
spettatori, mentre la copertura mediatica
è stata scarsa anche in relazione al grande
evento sportivo svoltosi questa estate, la
Coppa del Mondo di calcio, a cui i Giochi
si sono accavallati dopo essere slittati (erano
in programma nel 2017) a causa delle inadempienze
dell’organizzazione. Insomma,
i Giochi del Mediterraneo per Tarragona si
sono rilevati un boomerang.

Dopo aver ricevuto
l’avallo del Comitato Internazionale,
la città a 80 chilometri da Barcellona aveva
chiesto 15 milioni di euro al Governo per
il completamento delle infrastrutture, dopo
un primo versamento di 6 milioni. Finanziamento
reso impossibile dall’empasse politica
in Spagna – da qui, lo slittamento di un anno.
Dal punto di vista sportivo, i Giochi non
hanno un programma fisso: l’elenco delle
discipline viene stabilito e comunicato dal
comitato organizzatore, su proposta della
commissione tecnica, tredici mesi prima
dell’apertura. Il numero di sport è variato
nel corso delle edizioni tra i 14 del 1951 e i
27 delle edizioni 2005 e 2009; hanno trovato
spazio anche discipline non olimpiche quali
rugby, golf, karate, bocce. Le nazioni che
hanno ospitato più edizioni dei giochi sono
l’Italia – la prima volta a Napoli – e la Spagna,
che ne hanno organizzate tre. Seguono poi
Turchia e Tunisia con due e infine Egitto,
Libano, Grecia, Algeria, Croazia, Marocco,
Siria e Francia con una edizione ciascuno.

La candidatura ai XX Giochi del Mediterraneo
2025 a Taranto nasce nell’ambito del
Piano Strategico, promosso dalla Regione e
dal Comune di Taranto, “per contribuire a
definire una nuova visione di sviluppo ecosostenibile
della città e dell’intero territorio
jonico-salentino” si legge in una nota della
Regione. “Come è già successo per altre
esperienze positive di riconversione di aree
urbane in crisi (Glasgow, Bilbao, Barcellona,
Torino) un grande evento di rilevanza mediatica
e di forte aggregazione identitaria e
territoriale può costituire un obiettivo fondamentale
per dare fiducia e unitarietà al lavoro
di squadra”.

“Abbiamo ottenuto dal Governo
il via libera a lavorare per i Giochi del Mediterraneo
a Taranto, che rappresentano una
opportunità straordinaria. Un evento che
consente di integrare la mobilità, i trasporti,
il turismo, l’industria ricettiva e, soprattutto,
una visione di sviluppo eco-sostenibile per
l’intero territorio” ha dichiarato Elio Sannicandro,
Commissario straordinario Asset
Puglia, l’Agenzia Regionale Strategica per
lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio:
“Abbiamo ottenuto dal Governo il via libera
a lavorare per i Giochi del Mediterraneo a
Taranto, che rappresentano una opportunità
straordinaria per la città. Un evento che
consente di integrare la mobilità, i trasporti,
il turismo, l’industria ricettiva e, soprattutto,
una visione di sviluppo eco-sostenibile per
l’intero territorio”. “Il via libera alla candidatura
di Taranto rappresenta senz’altro
una bellissima notizia che merita di essere
adeguatamente valorizzata. Ciò premesso,
per sperare di concretizzare questa importante
opportunità abbiamo il dovere di fare
nel migliore dei modi tutto ciò che è nella
responsabilità del civico ente. A partire dalla
composizione del Comitato Promotore e
dalla redazione del dossier che dovrà supportare
la candidatura.

Dobbiamo essere
all’altezza dell’ambiziosa sfida. Sotto questo
profilo, le dichiarazioni del sindaco Melucci
ci fanno ben sperare. La candidatura va perciò
promossa attingendo al contributo delle
migliori risorse del territorio. Per altro verso,
riteniamo che i Giochi del Mediterraneo
vadano inquadrati in un’ottica di rilancio
economico e culturale della città a livello
internazionale. Taranto, lo abbiamo più volte
sottolineato, deve diventare una città di profilo
europeo, accogliente e solidale, dotata
di servizi pubblici efficienti. Il capoluogo
ionico e l’intera provincia devono inoltre
diventare un polo culturale di alto livello. Le
idee, come anche le iniziative, non mancano.
In tal senso, crediamo che il Festival Internazionale
del Buon Ambiente Taranto possa
fornire un contributo rilevante” le parole dei
consiglieri comunali Piero Bitetti, Mimmo
Cotugno e Vittorio Mele.