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​Confcommercio: No allo sviluppo in area Cimino​

«Speriamo che non vi
sia la tentazione di andare a riprendere ragionamenti che attengono ad
un passato vicino, e che non si guardi
con atteggiamento più che possibilista ad uno sviluppo urbanistico in
area Cimino». Così Confcommercio
alla vigilia della prima conferenza di
coopianificazione per la redazione
del Piano Urbanistico Generale ‘Pug‘
della città di Taranto, convocata per
oggi presso la Regione Puglia.

«La presentazione presso la Regione del Documento Programmatico
Preliminare Dpp di Taranto, è propedeutica alla presentazione in Consiglio comunale per l’approvazione
del Documento, ed è un passaggio
obbligato previsto dal Drag il Documento Regionale di Assetto Generale
che ‘armonizza’ i Piani Urbanistici
delle città – spiegano dall’associazione del commercio. Alla conferenza di
coopianificazione si è arrivati dopo
un lungo percorso iniziato nel 2007,
dunque undici anni per giungere al
DPP. Un tempo lunghissimo che impone ora di proseguire a grandi passi
verso la costruzione di una nuova
visione strategica di Taranto anche
in considerazione degli ambiziosi
obiettivi di rilancio economico e
sociale che il territorio si è dato in
direzione dello sviluppo alternativo.
Ad oggi è stato fatto un importante
lavoro tecnico, ma anche di consultazione e di confronto attraverso gli
incontri partecipativi svolti presso
l’Urban Center di Taranto, conferenze nelle quali è stato comunicato
alla città il lavoro dell’Ufficio Urbanistica e sono stati delineati i punti
di forza e le criticità del territorio, ed
illustrati gli scenari del futuro Piano
Urbanistico.

Un contesto che vede
il futuro delle attività commerciali
del Centro storico umbertino, e dei
quartieri Italia Montegnaro, Solito
Corvisea legato alla riqualificazione urbana e alla capacità di valorizzare
il patrimonio naturalistico, culturale
e edilizio esistente, ricucendo i pezzi
di una città smagliata, cresciuta in
modo disordinato. Speriamo – evidenziano dalla Confcommercio – che
non vi sia la tentazione di andare a
riprendere ragionamenti che attengono ad un passato vicino, e che non
si guardi con atteggiamento più che
possibilista ad uno sviluppo urbanistico in area Cimino. Sarebbe un macroscopico errore, come abbiamo in
più occasioni affermato. La città ha
bisogno di recuperare i pezzi di una
crescita non pianificata che ha prodotto isole urbane che ad oggi sono
ancora anonimi dormitori, arricchiti
semmai da un centro commerciale e
nulla più. Se l’obiettivo deve essere
quello di riconnettere la città dal
punto di vista paesaggistico, sociale
ed economico, non può esservi spazio per nuovi progetti -pensati per
una città che demograficamente si
è di molto ridimensionata rispetto al
passato- di investimento immobiliare in zone che hanno il solo merito
di essere vicine a grossi complessi
commerciali».