x

x

​Amianto nei rifiuti, appello al Comune​

“Anche a Taranto, dove
sono numerosi i cumuli di rifiuti contenenti eternit disseminati nelle
campagne e dove mani criminali
continuano a lasciare questi pericolosi
rifiuti anche nei pressi delle abitazioni. E
del cimitero, come testimoniano le foto
che abbiamo trasmesso al Comune di
Taranto chiedendo che intervenga con
urgenz- dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto -i rischi
per la salute derivano prevalentemente
dall’inalazione delle fibre di amianto disperse nell’aria. L’esposizione alle fibre
causa patologie gravi come l’asbestosi
(colpisce i polmoni e causa insufficenza respiratoria) e tumori all’apparato
respiratorio (pleura e polmoni) ma non
solo (laringe e ovaie).

Non esiste una
concentrazione limite al di sotto della
quale si possa escludere il rischio di contrarre le malattie legate all’esposizione
all’amianto. Malattie che possono insorgere anche dopo molti anni, anche fino
a 40, e il periodo di latenza è talmente
lungo che gli epidemiologi prevedono
un picco delle malattie nei prossimi
anni, dovuto in larga parte all’esposizione professionale, ma anche a quella
domestica e ambientale.

”Legambiente
nel dossier “Liberi dall’amianto?” ,
sulla base delle risposte date dalle Regioni ha censito sul territorio nazionale
ben 370mila strutture dove è presente
amianto di cui 20.296 siti industriali ,
50.744 edifici pubblici 214.469 edifici privati. Il quadro complessivo che
emerge è abbastanza preoccupante,
anche a livello sanitario: stando agli
ultimi dati diffusi dall’Inail, in Italia
sono 21.463 i casi di mesotelioma
maligno tra il 1993 e il 2012, con
oltre 6mila morti all’anno.Di fronte
a questa situazione, le procedure di
bonifica e rimozione dall’amianto nel
nostro Paese sono ancora in forte ritardo: con circa 7mila edifici pubblici
e privati bonificati ad oggi . Sono tre
le questioni prioritarie – bonifiche,
smaltimento e leva economica – che
devono essere affrontate con urgenza. A partire dal numero esiguo di
discariche presenti nelle Regioni che
incide sia sui costi di smaltimento
che sui tempi di rimozione e senza
tralasciare la diffusa pratica dell’abbandono incontrollato dei rifiuti. Le
regioni dotate di almeno un impianto
specifico per l’amianto sono solo 8
per un totale di 18 impianti di cui
uno in Puglia”.