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Autista aggredito, solidarietà bipartisan

Dopo l’episodio avvenuto sabato al rione Tamburi
Un mezzo Amat sul ponte girevole

«Gli episodi di intollerabile violenza cui sono sottoposti, soprattutto gli autisti trovano la nostra piena condanna e ci pongono inevitabilmente dalla parte di questi lavoratori, cui offriamo la nostra incondizionata solidarietà. Siamo di fronte all’iniziativa di una sparuta minoranza di cittadini che non rappresenta assolutamente la larga maggioranza che usufruisce ogni giorno di questo servizio».

Massima solidarietà da parte dell’amministrazione comunale agli operatori della società partecipata Kyma Mobilità, dopo l’ennesimo episodio di aggressione avvenuto ai danni di una autista Amat sabato mattina al rione Tamburi. «Un autobus di Kyma Mobilità, per evitare un’automobile a causa di una mancata precedenza, ha effettuato una brusca frenata. Ne è nato un diverbio tra l’autista e l’automobilista che, salito sull’autobus, ha spintonato il dipendente di Kyma Mobilità – si legge in una nota dell’azienda – Le forze dell’ordine, prontamente intervenute sul posto, hanno individuato e identificato l’autore dell’aggressione, mentre l’autista si è recato in ospedale per fare refertare le eventuali lesioni. Le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza, di cui sono dotati tutti gli autobus dell’azienda, sono a disposizione degli organi inquirenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto; Kyma Mobilità, come sempre accade in queste occasioni, sporgerà denuncia riservandosi di costituirsi parte civile nel processo. Il presidente di Kyma Mobilità Alfredo Spalluto ha seguito l’accaduto attraverso la sala operativa dell’azienda, che monitora la posizione di tutti gli autobus dell’azienda grazie a un sistema geolocalizzazione, confermando anche in questa occasione la propria vicinanza al personale e l’impegno di Kyma Mobilità per adottare tutti i dispositivi possibili per aumentare la protezione degli autisti».

«Gli episodi di intollerabile violenza cui sono sottoposti, soprattutto gli autisti – le parole del primo cittadino Rinaldo Melucci – trovano la nostra piena condanna e ci pongono inevitabilmente dalla parte di questi lavoratori, cui offriamo la nostra incondizionata solidarietà. Siamo di fronte all’iniziativa di una sparuta minoranza di cittadini che non rappresenta assolutamente la larga maggioranza che usufruisce ogni giorno di questo servizio». «Siamo in contatto con la dirigenza aziendale – ha aggiunto l’assessore alla Polizia Locale Cosimo Ciraci – e sappiamo di poter contare anche sul supporto delle altre forze dell’ordine e per questo resteremo vigili e vicini ai lavoratori, che devono poter svolgere le loro mansioni in un clima di normalità». «Il servizio di trasporto pubblico locale è un asset centrale nel percorso di rigenerazione che abbiamo immaginato per la città – ha concluso l’assessore ai Lavori Pubblici e Mobilità Sostenibile Mattia Giorno – e il successo degli investimenti fatti in questo settore passa anche attraverso il benessere degli operatori. Per questo esprimiamo ancora la nostra solidarietà nei loro confronti». Sull’argomento si registra anche l’intervento di Francesco Battista, consigliere comunale e segretario cittadino della Lega.

«Nella giornata di sabato si è verificato un’ulteriore aggressione al personale conducente di Kyma Mobilità. Questo è solo l’ultimo di una serie incresciosa di episodi che colpiscono moralmente e fisicamente il personale della partecipata. Questa situazione è stata più volte segnalata dai rappresentanti sindacali che nelle scorse ore avevano scioperato davanti alla sede di Kyma mobilità, per sensibilizzare il Cda e l’amministrazione comunale. Le stesse organizzazioni sindacali, tra l’altro, hanno prospettato delle soluzioni per risolvere il problema, come il red button per le emergenze sui bus e sollecitando una presenza maggiore delle forze dell’ordine e della polizia locale. Pertanto chiediamo un immediato intervento del Cda e dell’amministrazione comunale, che con alcuni esponenti politici hanno sostenuto le rivendicazioni dei lavoratori, partecipando con loro allo sciopero ma che in realtà sono pagati dai cittadini non per sostenere ma per risolvere i problemi dei lavoratori e dei tarantini».