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Il dissequestro dei prodotti Ilva finisce a Strasburgo

 

La vicenda Ilva torna all’attenzione dell’Unione europea. L’iniziativa, questa volta, è degli eurodeputati del PdL Raffaele Baldassarre ed Erminia Mazzoni e del rappresentante di Futuro e Libertà, Salvatore Tatarella.

I tre eurodeputati, durante la sessione plenaria del Parlamento di Strasburgo hanno chiesto di «Dissequestrare i beni prodotti dall’Ilva bloccati al porto di Taranto». Si tratta, hanno insistito, di provvedimento dovuto.

«Non capiamo perché – hanno proseguito – a distanza di una settimana dall’entrata in vigore del decreto, la Procura non abbia ancora proceduto a dissequestrare il prodotto finito e semilavorato tuttora giacente sulle banchine del porto di Taranto. Con l’entrata in vigore del decreto legge l’impresa, oltre ad essere autorizzata alla prosecuzione dell’attività produttiva e alla conseguente commercializzazione dei prodotti per un periodo di trentasei mesi, è stata riammessa al possesso dei propri beni».

Una situazione questa che sta producendo un «ingiustificato danno all’azienda, mentre il dissequestro e la sua commercializzazione, al pari della corretta produzione futura, potrà almeno contribuire ad alleviare la situazione sociale ed economica dei lavoratori dipendenti».