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Buonasera

​Appello allo Stato, serve senso di responsabilità​

Ormai mancano poche ore alla
scadenza dell’ultimatum che il sindaco Rinaldo Melucci ha intimato
ad Arpa, Asl, Ispra, Istituto Superiore di Sanità affinché producano un
quadro scientifico chiaro ed inequivocabile sulla situazione ambientale
di Taranto e sui rischi per la salute
dei cittadini.

Se queste informazioni
richieste non dovessero arrivare entro mezzogiorno di lunedì 8 aprile,
il sindaco emanerà l’ordinanza di
chiusura, presumibilmente delle sole
cokerie dello stabilimento siderurgico ex Ilva, ora Arcelor Mittal.
Siamo quindi ad un punto di non
ritorno. Ad un punto che potrebbe
aprire una crisi senza precedenti in
città e su tutto il territorio provinciale.

Scontata una guerra tra azienda
e Comune a colpi di ricorsi e controricorsi; altissimo il rischio di una
ricaduta negativa sull’occupazione
con il suo conseguente drammatico
impatto su un tessuto economico già
abbondantemente depresso.
In definitiva Taranto potrebbe essere
risucchiata nel vortice di un nuovo
scontro sociale tra lavoratori, da una
parte, e quanti vogliono che il siderurgico venga fermato a prescindere,
dall’altra. Ciò che in parte abbiamo
già vissuto nel 2012, quando scattarono sequestri e arresti.

Questa volta,
però, appare molto più complicato
tornare indietro e riacciuffare per i
capelli una situazione che è sfuggita
colpevolmente di mano a più livelli e
sulla quale non sono mancate riprovevoli strumentalizzazioni, giochi a
rimpiattino, sterili protagonismi.
In questa tumultuosa vicenda appaiono sconcertanti almeno due
elementi:

1) l’ambiguo silenzio o,
peggio, la contraddittorietà degli
organismi scientifici;

2) il silenzio
assoluto del governo centrale che
sulla questione Ilva-Arcelor Mittal è
letteralmente sparito dall’orizzonte,
abbandonando Taranto e i tarantini
al proprio destino.

Ora, è impensabile che il Comune
possa da solo affrontare un problema tanto enorme e che riguarda la
sorte di una intera comunità. Il delicatissimo momento storico richiede
uno sforzo istituzionale congiunto a
tutti i livelli. E allora, come giornale
della città, rivolgiamo un appello
allo Stato, che sul territorio vuol dire
Prefetto e Procuratore della Repubblica, affinché venga dato seguito alle
iniziative già intraprese nelle scorse
settimane: vengano riconvocate tutte
le parti in causa per dare certezze
e tracciare un percorso condiviso.
Proprio in questi giorni c’è stato
l’avvicendamento tra il vecchio e il
nuovo prefetto e pertanto è di buon
senso dare a chi è appena arrivato,
nei tempi più brevi, il modo di avere
contezza di quanto sta accadendo.
A tutti si richiede senso di responsabilità prima che Taranto precipiti
nel baratro.

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