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Buonasera

​«A Taranto abbiamo cancellato l’immunità»​

«Ma venga con me a
Taranto prima di dire certe cose!».
Un Luigi Di Maio visibilmente irritato replica a Lilli Gruber che nella
trasmissione “Otto e mezzo” andata
in onda su La7 il 2 maggio, ha incalzato il vicepremier sulal vicenda
Ilva.

La Gruber – con lei il direttore
dell’Espresso, Marco Damilano – ha
fatto cenno alle promesse «farlocche», con riferimento all’intervento,
diventato virale, di Alessandro Marescotti in occasione del confronto
avuto col ministro il 24 aprile scorso
in prefettura.
Di Maio si è giustificato, respingendo
l’accusa di aver mostrato imbarazzo
in quella circostanza e spiegando che
questo governo ha cancellato l’immunità penale. Un punto, questo, sul
quale il vice primo ministro incassa
il supporto dei parlamentari tarantini
del M5S e cioé Cassese, De Giorgi,
Ermellino, Turco, Vianello: «Lo
abbiamo detto e lo abbiamo fatto: il
Governo cancella l’immunità penale per l’affittuario/acquirente dello
stabilimento siderurgico di Taranto,
ossia Arcelor Mittal, abrogandola in
maniera definitiva già dal 6 settembre 2019, anticipando la scadenza di
ben quattro anni. Non solo: grazie
al correttivo introdotto dal Governo,
Mittal deve attuare il Piano ambientale nei modi e nei termini previsti
dal decreto, altrimenti incorrerà
comunque e subito in responsabilità
penale senza poter godere di alcuno
sconto! Responsabile penalmente risulterà anche se viola le norme poste
a tutela dell’ambiente, della salute e
dell’incolumità pubblica, che prima del nostro intervento erano state
aggiunte ai casi di esenzione penale.
Finalmente chi è responsabile pagherà a tutela dell’ambiente e della
salute dei cittadini di Taranto».

Per
i parlamentari tarantini pentastellati
si tratta di « altro passo avanti verso
una Taranto libera, verso la riconversione economica, una rivincita dei
diritti nei confronti della prepotenza
subita in oltre 60 anni di storia del
siderurgico».
Di avviso diametralmente opposto
è invece Angelo Bonelli (Europa
Verde): «Le dichiarazioni di Di
Maio e dei parlamentari tarantini del
M5S sono state peraltro smentite dal
Ministero dell’economia, il quale ha
confermato che la non responsabilità
penale rimane relativamente alle
condotte connesse all’attuazione
dell’autorizzazione integrata ambientale. Si è nascosto il vero obiettivo
di questa operazione: riscrivere una
norma che è oggetto di un ricorso di
legittimità costituzionale presentato
nel febbraio scorso dal gip di Taranto
Ruberto, in modo che la Consulta non
possa esaminare il ricorso sulla parte
relativa all’immunità per sopravvenuta modifica legislativa. Insomma
una “ammuina”. Pertanto chiedo e
sfido in un confronto pubblico a Taranto i parlamentari tarantini».

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