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A Palazzo Amati arrivano i cetacei

A Palazzo Amati arrivano i cetacei

Da lunedì 22 luglio Palazzo Amati, in Città Vecchia, ospita “Ketos”, il Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei ma anche servizi didattico-museali con un Museo Oceanografico, una strumentazione hi-tech tale da garantire percorsi sensoriali di ultima generazione, una sala-biblioteca virtuale dedicata al mare, un laboratorio chimico genetico. Inoltre ospiterà attività di promozione della lettura e del patrimonio culturale identitario legato al mare, alla Città Vecchia e alle tradizioni locali. Saranno anche offerti servizi turistici con la Officina Amati, con attività di consulenza e formazione di start-up, per lo sviluppo dell’imprenditoria sociale e dell’economia creativa.

Palazzo Amati fu costruito nella seconda metà del Settecento dal barone Giacomo Amati, mediante una complessa opera di unione di tre edifici minori di sua proprietà fin dal 1748. Nel 1869 fu espropriato ed in parte demolito dal Comune per fare posto alla strada delle mura, oggi corso Vittorio Emanuele II. Dopo il restauro del 1889 il Palazzo è stato utilizzato come edificio scolastico. A partire dal 1960 venne abbandonato perché inagibile. In anni più recenti stato anche sede universitaria del corso di laurea in Scienze della Maricultura. Il progetto ‘Ketos’ è realizzato da Jonian Dolphin Conservation, che già da un decennio svolge attività di ricerca scientifica e di tutela sui cetacei del Mar Ionio, grazie ad un progetto di citizen science finanziato da Fondazione con il Sud, con il patrocinio del Comune di Taranto, la collaborazione del CNR-IRSA, Istituto Talassografico di Taranto, Associazione Terra, Comunità Emmanuel, Associazione Marco Motolese, Crest e Manifesto della città vecchia e del Mare. L’idea è quella di far tornare e far conoscere Taranto al mondo come “città del mare e dei cetacei”. Al taglio inaugurale è seguita una visita guidata attraverso il palazzo con videoproiezioni, ologrammi, sala realtà virtuale e reperti del Museo Oceanografico del “Talassografico A. Cerruti”.

Dopo ci si è trasferiti al Molo Sant’Eligio per un dibattito che ha visto la presenza, tra gli altri, di Carmelo Fanizza, presidente della Jonian Dolphin Conservation, di Lucia Lazzaro, coordinatrice di progetto e dei presidenti delle associazioni partner del progetto. La serata si è conclusa con un mini tour in catamarano per osservare Palazzo Amati dal mare.