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La rivolta di Lizzano

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TARANTO – “Che sta succedendo? Che da ieri sera l’aria in paese è irrespirabile. Certo, non è la prima volta. Ma la gente è stanca, troppo stanca”. Angelo Delvecchio, del comitato AttivaLizzano, racconta in presa diretta quanto si vive, da ore, nel piccolo centro della provincia ionica. Da dove sono partite centinaia di segnalazioni – molte ‘arrabbiate’, tutte preoccupate, qualcuna rassegnata – al centralino dei vigili del fuoco, per evidenziare ciò che non si vede, ma in realtà è evidente: il tanfo, la puzza di gas, che rende l’aria pestilenziale. E fa paura. “Non ci sentiamo tutelati, non ce la facciamo più”.

Delvecchio si riferisce alla vicina discarica Vergine: “Chiediamo che si faccia chiarezza in merito alle procedure che vengono seguite, sull’arrivo ed il trattamento dei rifiuti”. Come è prassi, i vigili del fuoco hanno girato le segnalazioni all’Arpa Puglia, e l’agenzia regionale per la protezione ambientale ha inviato i suoi ispettori, per provare a mettere ordine nel ‘caso Lizzano’. I controlli interessano, ed interesseranno, la discarica ma anche il depuratore. Su cui si è espressa, con una nota, la Confcommercio. “Il sindaco del Comune di Lizzano, Dario Macripò, si prepara ad emanare una nuova ordinanza per vietare lo scarico a mare delle acque provenienti dall’impianto consortile di Lizzano, Fragagnano e San Marzano. E’ questa dunque la soluzione momentanea individuata al Tavolo Azzurro, convocato dal Sindaco, per scongiurare anche quest’anno il ripetersi del fenomeno della proliferazione di alghe e il degrado di località Bagnara, e salvare così la prossima stagione balneare. La ordinanza sindacale riproporrà il convogliamento in falda delle acque reflue del canale di scarico Ostone-Li Cupi, e lo farà in anticipo rispetto allo scorso anno onde evitare il ripetersi di quei fenomeni algali che l’estate scorsa misero in allarme la popolazione e i bagnanti. Si tratta di una soluzione momentanea che – commenta il presidente provinciale di Conf-commercio, Leonardo Giangrande – non risolve il problema, che è di competenza della Regione e dell’Acquedotto pugliese. La strada da percorrere è quella del riuso in agricoltura delle acque e non certo del loro convogliamento in falda”. Alla vicenda Lizzano è dedicata una parte consistente della ‘Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Puglia’, redatta dalla commissione parlamentare d’inchiesta.

Giovanni Di Meo