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Furto di tombini. Pericolo e danni a Grottaglie

GROTTAGLIE – Una quarantina tra tombini e griglie per lo scolo dell’acqua rubati nella notte nella cittadina delle Ceramiche.

 

I ladri hanno colpito in diverse zone e anche nei pressi del Commissariato di Polizia. I furti infatti sono stati messi a segno in via XXV luglio, via Fosse Ardeatine, viale Gramsci, creando ingenti danni e problemi per la circolazioni.

 

Amara sorpresa per i cittadini che di primo mattino hanno notate le voragini nella strada. Fortunatamente anche perché non c’era molta gente in giro a causa del maltempo, nessuno é rimasto e ferito. Le condizioni delle strade erano di vero pericolo.

 

Sul posto, dopo le segnalazioni dei cittadini, sono intervenuti i poliziotti ed i Vigili Urbani che hanno provveduto a transennare e mettere in sicurezza le aree interessate.

 

Purtroppo quello di questa notte non é certo un episodio isolato. La crisi fa rubare anche i tombini. A Taranto e provincia secondo i dati forniti dall’Acquedotto Pugliese in soli tre mesi ne sono spariti una sessantina.

E chi rischia grosso sono pedoni, motociclisti e automobilisti. La refurtiva viene poi venduta ai “robivecchi”. Stando, infatti, alle quotazioni attuali la ghisa si attesta più o meno a 500 euro alla tonnellata e quindi a circa 50 centesimi al chilo. Sul mercato nero dei rottamatori, il prezzo è inferiore. Un tombino che pesa fino a cento chili viene pagato tra i cinque e i dieci euro. Per fare la “giornata” i nuovi ladri ne dovrebbero rubare almeno dieci. Segno, questo, che i furfanti, oltre ad avere muscoli, hanno anche mezzi di trasporto efficaci. E per sollevarlo bisogna essere in più persone.

 

Il risultato è che oltre ai danni per enti pubblici e aziende private causano problemi alla sicurezza dei cittadini. La nuova “moda” dei ladri da strada passa per i tombini: una razzia che non conosce sosta e che negli ultimi mesi a Taranto, come si diceva, ha subìto una impennata: rubano di tutto ormai e in questo momento di crisi, dopo il rame, vanno per la maggiore chiusini e tubi idraulici. Rubare un tombino significa lasciare una voragine e, quindi, provocare una situazione di pericolo per pedoni e centauri. Non solo. Una volta trafugata la parte superiore, per prassi va sostituita anche l’intelaiatura metallica: una operazione che, in alcuni casi, arriva a costare un paio di centinaia di euro. Può diventare un pericolo ma anche uno sperpero di soldi.

 

Le strade diventano delle pericolose groviere e il fenomeno porta costi economici per le amministrazioni costrette a spendere fior di quattrini pubblici per la messa in sicurezza: tutto denaro che a lungo termine devono tirare fuori i contribuenti. “Raggirati” due volte: per la sicurezza stradale e per il portafogli. Non solo il rame, dunque, ma ora anche la ghisa entra ai primi posti nella speciale classifica dei più rubati.