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Per Giulio Modeo condanna annullata

TARANTO – Condannato a quasi nove anni per due chili di cocaina: per Giulio Modeo il processo è da rifare.

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a carico del figlio trentenne del boss Claudio al quale in primo e secondo grado era stata inflitta una pena a otto anni e nove mesi di reclusione per detenzione finalizzata allo spaccio di due chili e cento grammi di cocaina. La sostanza stupefacente, dalla quale potevano essere ricavate ben 8.387 dosi, era stata sequestrata nell’ottobre del 2010 mentre veniva notificata a Modeo una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Lecce, a seguito dell’indagine della Dda salentina, nell’ambito della operazione denominata “Scarface”.

Durante una perquisizione eseguita nell’abitazione del giovane la Polizia aveva rinvenuto i due chili di cocaina sotto il lavabo della cucina.
Per quell’episodio Giulio Modeo è finito sotto processo. In primo grado gli è stata contestata l’aggravante dell’ingente quantitativo e quindi condannato a quasi nove anni di reclusione.

La pena è stata poi confermata in Appello.

La Corte di Cassazione, presieduta dal dottor Nicola Nilo, ieri ha annullato la sentenza di condanna escludendo l’aggravante dell’ingente quantità e rimettendo gli atti alla Corte di Appello di Lecce per un nuovo processo.

Modeo è assistito dall’avvocato Giuseppe Lecce che ha proposto il ricorso dinanzi alla Suprema Corte. Il difensore del figlio del boss ha annunciato che presenterà una istanza di scarcerazione.