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Tributi comunali: ci sono tre indagati

TARANTO – “Usurpazione di pubblici poteri”: così il pubblico ministero Remo Epifani (nella foto) ha inquadrato la contestazione nei confronti di tre indagati per il caso Soget, la riscossione cioè da parte della società di alcuni tributi anche dopo la decadenza del contratto con il Comune. Destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini, datato 23 marzo 2013, sono Lina Di Lello, presidente del consiglio d’amministrazione della Soget dal 21 dicembre 2011, Maria Piccoli, che ha coperto la stessa carica sino al 20 dicembre del 2011, e Gaetano Monaco in quanto procuratore della società.

Ad essere contestata, come detto, è l’attività di riscossione da parte della Soget anche oltre la data del 14 settembre del 2011, quando con determina dirigenziale numero 178 l’ente civico ha rescisso ogni rapporto contrattuale con Soget quale concessionaria per la riscossione. Le decisione di Palazzo di Città di ‘troncare’ il rapporto fu motivata con una omissione da parte della società in merito ad un contratto stipulato e poi rescisso con il Comune di Oria. Un neo segnalato dalla Emmegi, altra società di riscossione, che aveva perso la corsa con la Soget per il lucroso appalto della riscossione tributi a Taranto. “Da una puntuale lettura dei detti provvedimenti adottati dal Comune di Oria emergevano delle irregolarità nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali espletate dalla Soget spa, tali da determinare la risoluzione dello stesso contratto con la predetta Soget spa (…) Dette attività di accertamento Tarsu, oggetto del contratto poi risolto, sono anche ricomprese tra quelle costituenti il servizio che questo civico ente intende ora affidare per effetto della esperita gara d’appalto. E dalla lettura dei provvedimenti emergeva che l’impresa Soget spa ben sapeva, già dalla data della notifica della raccomandata (n. 4133 di prot. del 22 febbraio 2010 Comune di Oria) di comunicazione dell’avvio del procedimento da parte del Comune di Oria per la risoluzione del contratto. La dichiarazione presentata in sede di gara e relativa alla insussistenza a carico dell’impresa di contratti precedentemente stipulati aventi ad oggetto attività identiche od analoghe a quelle oggetto del presente appalto risolti per inadempimenti contrattuali (…) è stata resa dalla Soget spa in data 10 novembre 2010, cioè in un periodo successivo a quello in cui sono stati adottati i provvedimenti di risoluzione contrattuale, che l’impresa non poteva non conoscere vista la data della comunicazione di avvio del procedimento di risoluzione (22 febbraio 2010); ciò nonostante l’operatore economico (Soget, ndr) nulla ha ritenuto di segnalare in merito alla controversia insorta con il Comune di Oria, sfociata poi nella risoluzione contrattuale”. Così scriveva la dirigente del servizio Appalti e Contratti nella revoca dell’affidamento provvisorio alla Soget del servizio di riscossione volontaria, dell’accertamento e della liquidazione della Tarsu e della riscossione coattiva di tutte le entrate patrimoniali, delle sanzioni amministrative e del codice della strada, dell’Ici e della stessa Tarsu. La bagarre è sfociata anche in una diatriba davanti ai giudici amministrativi e, quindi, in un’inchiesta penale che vede tre persone indagate.

Giovanni Di Meo