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Escalation del racket. Caccia ai dinamitardi

E’ caccia aperta agli autori dell’attentato dinamitardo che ha messo fuori uso il ristorante “Le Piccole ore” di Campomarino di Maruggio.

Indagini serrate da parte dei carabinieri della Compagnia di Manduria e dei loro colleghi del Comando provinciale. Gli investigatori dell’Arma attendono l’esito della perizia tecnica che in queste ore viene eseguita dagli specialisti del Nucleo artificieri del Reparto investigativo di Taranto.

I carabinieri vogliono accertare il tipo di esplosivo utilizzato nel devastante attentato e compararlo con quello usato in analoghi raid messi a segno nella stessa zona. L’attentato che ha distrutto il locale di Campomarino di Maruggio segue quello di martedì scorso ai danni di un o stabilimento balneare della litoranea salentina.

Un incendio ha, infatti, distrutto il gazebo della struttura ricettiva situata nella marina di Lizzano.

C’è allarme nel versante orientale della provincia jonica per le incursioni di una banda dedita alle estorsioni e che potrebbe avere legami anche con la mala che opera nel brindisino. Nei giorni scorsi, ad esempio, a Manduria colpi di fucile caricati a pallettoni sono stati esplosi contro la vetrata di un esercizio commerciale. Episodi che fanno alzare la tensione tra commercianti e imprenditori che temono una escalation del racket.L’ultimo pesante avvertimento proprio a Campomarino di Maruggio. Gli attentatori hanno lanciato un ordigno di medio potenziale, attraverso una finestra, da una strada secondaria adiacente il viale di accesso al ristorante “Le Piccole Ore” che è ritenuto il locale dei vip da oltre trent’anni.