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E’ Bondi il commissario per salvare l’Ilva

Enrico Bondi è il commissario straordinario chiamato a risanare l’Ilva per i prossimi 36 mesi. Ieri sera è arrivata la firma del Capo dello Stato che ha dato efficacia al Decreto del Governo, al termine di una giornata rovente. 

Il provvedimento ha valore per 12 mesi, rinnovabili al massimo per altre due volte. La decisione del commissariamento è stata presa per evitare i danni connessi ad una possibile chiusura degli impianti.

L’eventuale chiusura dell’Ilva di Taranto “avrebbe un impatto economico negativo per 8 miliardi di euro annui”, aveva detto il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, alla Camera.

La decisione, però, di nominare Bondi che già era nel Consiglio di amministrazione della stessa azienda ha provocato non pochi mal di pancia nella maggioranza che sostiene il governo Letta.

La nomina di Bondi è stata criticata anche in Puglia dal Governatore Nichi Vendola: 

“Il Commissariamento dell’Ilva, per come annunciato dal Governo, è un risultato importante, è il necessario punto di svolta che può consentire di avviare concretamente ed efficacemente il risanamento del grande siderurgico tarantino. Inquinatori, bonificatori, risanatori non possono essere tutti nello stesso mazzo. Per questo la nostra proposta dinanzi ai nuovi provvedimenti giudiziari è stata proprio quella del Commissariamento, una proposta suffragata dai giudizi del Garante e cresciuta nella consapevolezza collettiva dell’inaffidabilità della proprietà”.

“A maggior ragione – prosegue Vendola – lascia l’amaro in bocca la scelta, annunciata dalle agenzie di stampa, di nominare nel delicato ruolo di Commissario il Dott. Enrico Bondi che è attualmente Amministratore delegato dell’azienda nominato dalla famiglia Riva. Non portare alle estreme conseguenze la rottura col passato a me sembra una scelta di compromesso politico, sbagliata anche perché Taranto è oggi una città estenuata, vulnerabile, bisognosa di tornare a credere nello Stato. I parlamentari pugliesi che hanno disertato la riunione da me convocata nella giornata di ieri hanno perso l’occasione per comprendere quanto fosse necessario alzare la bandiera di un vero e profondo cambiamento, di forma e di sostanza. Una possibile pagina di futuro viene scritta solo a metà perché c’è un passato assai pesante che impedisce alla politica di agire con maggiore coraggio. Sia consentito a me di dire tutta la mia delusione”.

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