x

x

Buonasera

Il culto della Divinità femminile dalla preistoria al mondo cristiano

In mancanza della processione dell’Addolorata quest’anno abbiamo perlomeno potuto godere di una affascinante conferenza in streaming del Prof. Francesco D’Andria sul Culto della Divinità Femminile: dalla preistoria al mondo cristiano. Una carrellata lungo cinquemila anni, dalle primitive raffigurazioni neolitiche al Concilio di Efeso e all’arte medievale. E proprio sul Concilio di Efeso, 441 d.C. vorremmo soffermarci, perché quel Concilio segna il passaggio tra l’età antica e quella medievale e moderna. Quel Concilio è alla base della cultura europea.

Il precedente Concilio di Elvira nel 305 d.C. aveva proibito, secondo il dettato biblico, le pitture nelle chiese, che pur non diffusamente, in quei primi secoli erano presenti, soprattutto in forma simbolica, in luoghi di culto e cimiteri. Ribaltando quel concetto ad Efeso si stabilì che si innalzassero in tutta la cristianità chiese intitolate a Maria Santissima Madre di Dio, e che in ogni chiesa si raffigurasse la Vergine col bambino divino. Senza quella risoluzione non sarebbe nata l’arte europea. Le gravine avrebbero ospitato solo tetre spelonche prive di pitture e le chiese avrebbero solo decorazioni geometriche e simboliche, come le sinagoghe e le moschee. Artefice di questa risoluzione fu una donna straordinaria, Pulcheria, sorella dell’imperatore di Oriente Teodosio II , ed alla sua morte imperatrice. Teodosio era un inetto, lasciava che alla sua corte spadroneggiasse la moglie Eudosia, spalleggiata dall’eunuco Grisafio, prefetto della Camera Imperiale; partigiani entrambi del vescovo di Costantinopoli, Nestorio, abilissimo oratore, assertore di una dottrina che voleva Maria solo madre del Cristo, cioè dell’uomo Gesù, e non di Dio. Papa Celestino allarmato dal sorgere di questa nuova eresia, dopo aver condannato Nestorio in un concilio romano, mandò a Costantinopoli Cirillo, Vescovo di Alessandria, perchè intimasse a Nestorio una ritrattazione entro dieci giorni.

In caso contrario Cirillo era autorizzato a indire un generale concilio di condanna della eresia. La controversia, sia per le titubanze di Teodosio che per gli intrighi di corte, si trascinò per due anni. Un primo concilio indetto ad Alessandria non produce i suoi effetti perchè Nestorio non ritratta, chiede l’appoggio di Teodosio e accusa con una lettera spedita al Papa lo stesso Cirillo di eresia. Si arriva finalmente al grande Concilio di Efeso, convocato nella stessa città dove, secondo la tradizione, era avvenuta l’assunzione al cielo di Maria, ritiratasi in quella città dopo la morte di Cristo assieme all’evangelista Giovanni. Dopo vivace dibattito trionfa la parte cattolica guidata da Cirillo, Nestorio viene deposto dalla cattedra vescovile e condannato all’esilio.

Ma anche questa volta non si arriva a una conclusione, il capitano delle guardie imperiali, un certo Candidiano, intercetta le missive con le risoluzioni conciliari dirette a Teodosio, che rimane all’oscuro di tutto, informato sulle decisioni del Concilio solo dalla parte nestoriana. Vengono intercettate e impedite anche le comunicazioni tra Cirillo e il papa. Con la forza delle armi e le minacce si convoca un nuovo concilio che si svolge nella taverna che ospita i padri conciliari. Questi impauriti dalle armi e dai bastoni assolvono Nestorio e condannano come eretico il legato papale Cirillo. Finalmente Cirillo con uno stratagemma riesce ad informare l’imperatore su cosa avviene al Efeso. Un monaco travestito da mendicate nasconde all’interno del bastone le missive conciliari , arrivato a Costantinopoli si fa ospitare in un convento di frati. Per far entrare a corte le carte destinate a Teodosio, senza essere perquisiti all’ingresso, si affida il bastone a Dalmazio, un monaco venerato come santo che da 48 anni non usciva dal convento. Nessuno osa toccarlo e impedirgli di vedere l’imperatore Teodosio, ricevute le missive dal santo monaco, cade in una confusione totale, non sapendo a chi dare ragione.

Prima dà ascolto ad un vecchio di 110 anni, un tale Acacio vescovo di Beerrea, che gli consiglia di dare esecuzione ad entrambi i deliberati conciliari. In forza di quelle due risoluzioni contrastanti entrambi i contendenti vengono dichiarati eretici: Nestorio condannato da Cirillo, e Cirillo condannato da Nestorio. Come eretici entrambi vengono carcerati. Per soprammercato Teodosio convoca sette vescovi nestoriani e sette cattolici per dirimere alla buona una controversia che durava da anni, le cui risoluzioni pur attinenti ad articoli di fede, col prevalere di una o un’altra parte , avrebbero riguardato il primato della chiesa di Roma su quella di Costantinopoli e più in genere i rapporti tra chiesa e potere temporale E’ a questo punto che interviene energicamente Pulcheria, che è sempre stata in contatto con papa Celestino. Assume di fatto le redini dell’impero, caccia i sette vescovi nestoriani convocati a corte e spedisce Nestorio in esilio. Impavida resiste alle accuse dei nestoriani, numerosi a corte e in città, che tramano per la sua morte e l’accusano di incesto col fratello L’impero è ormai in mani sicure, vengono banditi i nestoriani, bruciati i loro libri, confiscati i loro beni.

Cirillo, che dopo la morte, sarà fatto santo, torna trionfante ad Alessandria, Nestorio morirà in esilio con la lingua corrosa dai vermi, almeno così vuole la leggenda. E’ Pulcheria stessa a volere che all’interno della reggia di Costantinopoli si innalzi un sontuoso tempio in cui venerare l’immagine della vergine Maria Santissima Madre di Dio. La Christotokos, madre del Cristo, diviene la Theotokos, madre del Verbo incarnato, raffigurata da quel momento in poi in mille e mille immagini. Vuole anche la tradizione che in quella occasione sia stata composta la preghiera più recitata dalla cristianità, l’Ave Maria, aggiungendo alla Annunciazione evangelica la seconda parte: Santa Maria Madre di Dio prega per noi peccatori nell’ora della nostra morte. Anche Pulcheria, sposa verginale, aveva contratto matrimonio con voto di castità col tribuno Marziale associato al trono, sarà fatta santa dalla Chiesa romana.

Lucio Pierri

Angelina Jolie nel nostro “week end”

Angelina Jolie in Valle d’Itria, proprio a Martina Franca: è lei, l’attrice e regista statunitense, la protagonista di copertina dell’inserto “Week end”, oggi all’interno del nostro giornale. Dodici pagine dedicate agli eventi dell’estate pugliese, una guida per conoscere date e luoghi di spettacoli, concerti, mostre, incontri culturali o di semplice svago per trascorrere in allegria […]

“Essencials”, il nuovo album del tarantino Daniele Ippolito, irlandese di adozione

“Essencials” è un album di musica elettronica fuori dal tempo creato da Daniele Ippolito, un artista decisamente originale. Pugliese d’origine e cittadino del mondo (originario di Taranto vive a Dublino, in Irlanda) ha 28 anni e propone un viaggio musicale in 6 intensi brani molto diversi tra loro. Il disco è disponibile su K-Noiz, su […]

Dalla letteratura alla poesia, alla musica e all’economia: nuova veste per “L’Arengo”

Fresco di stampa è nelle nostre mani l’ultimo in ordine di tempo (ma non ultimo per importanza numero de I Quaderni de L’Arengo nella sua solita, sobria ed elegante veste tipografica curata, come sempre da par suo, dalla Casa Editrice Scorpione di Piero Massafra. Il titolo: I contemporanei. La prestigiosa rivista, come è noto, è […]

MAP: ospiti internazionali alla II edizione del Festival. Arriva anche John Rutter

«È sempre più evidente che il welfare culturale abbracci una quantità di competenze sempre più ampie. È vero per l’intera Puglia, ma soprattutto per Taranto che mette al centro dei suoi interessi una ricca programmazione culturale, facendo di questo un modello di sviluppo alternativo: confermata la strategia sul mare come grande attrattore, la città punta […]