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Torniamo dalle “maestre”, i capolavori delle nonne

GROTTAGLIE – “Turnamo alla Méscia” (torniamo dalla maestra)  è il titolo della mostra che rimarrà aperta fino al 16 dicembre 2013 presso la galleria l’ “Acchiatura” in via Vittorio Emanuele II a Grottaglie. La mostra è promossa dalle Donne Creative per una Società Civile di Grottaglie, associazione nata con l’intento di dare ad ogni donna la possibilità di esprimere o riscoprire le proprie attitudini valorizzando le proprie abilità.


“L’Associazione Donne Creative è una delle prime Associazioni della Puglia che ha incominciato, anni fa, ad occuparsi di recupero dell’arte della creatività in rosa, quindi l’originale che non a caso vanta molte imitazioni.” A Grottaglie la mèscia era la maestra, la donna che aveva in casa delle allieve alle quali insegnava il cucito, il ricamo, la tessitura, ma era anche la donna, che previo compenso settimanale o mensile, aveva cura dei bambini altrui in casa propria.  In questi laboratori artigianali, oltre ad apprendere l’arte del fare, si insegnava anche l’arte del vivere attraverso racconti, esperienze, fatti avvenuti, notizie del momento, recita di preghiere e rosari.

Con questa mostra, le Donne Creative di Grottaglie e dintorni, vogliono far rivivere l’incanto di quando con pezzi di stoffa, ago, filo, ditale e cerchietto si realizzavano capolavori che adornavano le case delle nostre nonne e delle nostre mamme, ma che ancora oggi sono presenti nelle nostre case,  trattate come merce rara.

La mostra offre la possibilità di apprezzare tra le altre cose,  merletti lavorati con punto “chiacchierino” e ricami,  vere opere d’arte frutto di creatività, passione, abilità, dedizione e pazienza.

Prendete il “Chiacchierino Frivolitè” proposto da Carmela Pappadà: ci rimanda al 1750, quando il pizzo era molto in voga nell’epoca vittoriana. Il chiacchierino – spiega la stessa Pappadà – è un tipo di merletto costruito con una serie di anelli, nodi e catene. E’ un pizzo da decorazione adatto a bordure, serve a rifinire centrini, tende e colletti.

E il ricamo? Pezzo forte di Filomena Pinto, rimanda a un’attività antichissima che si sviluppa come lavoro artigianale (raro e molto costoso) o come hobby diffuso in tutto il mondo. Troviamo il ricamo su disegno e i ricami a fili contati. E non solo.

Alla mostra, che registra la presenza di altre rare creazioni e di oggetti (anche borse) particolari, partecipano la pittrice Angela De Florio, le ricamatrici Filomena Pinto e Carmela Pappadà, la ceramista Lucia Patronelli, la creatrice di gioielli Marilina Lombardi e la magliaia Nunzia Cafforio. Davvero una mostra da non perdere.