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Giornata degli studi classici, nel segno di Tommaso D’Aquino

TARANTO – A lui è intitolata la strada principale del Borgo Nuovo. Eppure in quanti, passando per il centro, sanno davvero chi è il poeta che ha prestato il nome a ‘via D’Aquino’?

Sicuramente l’iniziativa presentata stamattina dal Comitato per la qualità della vita può essere d’aiuto nella riscoperta delle radici e dei pezzi di città.

Il Comitato ha infatti organizzato la prima “Giornata jonica di studi classici: Tommaso Niccolò D’Aquino”. E la presentazione non poteva che avere come cornice il palazzo D’Aquino (nel Borgo antico). Si tratta di un progetto nel quale il Cqv ha coinvolto Scuola, Università, Comune, polo universitario jonico, Soprintendenza, associazioni.

Un progetto che tende non solo a “rivalutare l’opera straordinaria di un tarantino del 1700" ma anche i “luoghi della Taranto di D’Aquino e, conseguentemente i nostri Beni Culturali, gli studi di tarantini di ieri e giovani laureati a Taranto, l’impegno della Scuola dal volgare dei nostri padri al dialetto di oggi e all’italiano da rivalutare”.

Un “progetto certamente ambizioso” ma necessario per “una vera rivalutazione delle nostre radici nel segno non dell’estemporaneità ma della progettualità condivisa”.

La ‘Giornata’ è prevista per il 2 aprile, data in cui ricorre la morte di Tommaso Niccolò D’Aquino (2 aprile 1721).

La Giornata del prossimo 2 aprile – è stato spiegato alla stampa – non vuole essere la celebrazione, pur doverosa, di un anniversario: la morte nel 1721 di Tommaso Niccolò D’Aquino, ma una vera e propria strategia progettuale con la quale il Cqv chiama a confrontarsi Comune, Università, Scuola, Soprintendenza, Associazioni, uomini di cultura come Paolo De Stefano e Lucio Pierri, ma anche docenti che operano nel polo jonico come Nico Abene e laureati a Taranto come Cosimo Dellisanti. “Tutti impegnati per la valorizzazione delle eccellenze ma anche e soprattutto dei nostri tesori, delle nostre radici, delle prospettive di lavoro e di ricerca per i nostri giovani”.

Ma l’ambizioso progetto del Cqv punta anche ad una seria riflessione sul recupero degli studi classici a Taranto e, soprattutto, alla rivalutazione dell’italiano, lingua che ha unito il Paese e che oggi è “trascurata e offuscata dagli inglesismi, ma anche dalle sintesi alfabetiche dei cosiddetti messaggini”. E insieme all’italiano il dialetto, come patrimonio linguistico da non disperdere. Nel seminario di studi del 2 aprile saranno questi i temi del confronto partendo dall’opera di D’Aquino ‘Deliciae Tarantinae’ tradotta da De Stefano e Pierri e dalla tesi di laurea su Galeso di Dellisanti.

Un seminario nella prestigiosa sede universitaria di Taranto non poteva non mettere in evidenza le peculiarità dell’offerta formativa con particolare riferimento al Corso di studio in Scienze dei beni culturali per il turismo e, ovviamente, a Lettere a Bari affermando ancora una volta che “Taranto è un unicum con l’università Aldo Moro e, quindi, non sede decentrata”.

La Giornata si aprirà con i bambini dell’istituto San Giovanni Bosco che nell’ambito del progetto passeggiando con Erodoto per le vie della città, visiteranno, guidati da Antonio Fornaro, Anna Maria La Neve e Carmine Carlucci, i luoghi di Tommaso D’Aquino.