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“Il tocco di Persefone” di Angela Todaro

“Il tocco di Persefone” di Angela Todaro

“Si apre come un palcoscenico” agli occhi del lettore il quarto romanzo “Il tocco di Persefone” edito da Antonio Mandese Editore (novembre 2021) di Angela Giovanna Todaro, tarantina, scrittrice profonda dalla prosa accattivante. Un ricamo incalzante e curato nella narrazione, che si fa a tratti prosaico quando affonda nei rivoli di un passato che ci accomuna e di cui siamo tutti figli. Un giallo avvincente con epilogo a sorpresa, una missiva rivolta all’umanità intera: “tutte le donne che credono in qualcosa smuovono il mondo per fare la cosa giusta”.

La formazione classica dell’autrice, docente di materie letterarie, stilla tra le righe di un romanzo che ha “le donne”, appunto, uniche protagoniste, sia pur diverse tra loro, per credo ed età. Non una, non la prof. Sara Maiorino, comunque in rilievo nella narrazione, che smuove curiosità da un “diario” datato 1912; non la sua collega Miryam, vittima di un assassinio in vicolo dei Mercanti in città vecchia a Taranto. Ma tutte le donne, velo rosso sui visi e spighe tatuate: una figlia, una madre, un’antenata, una studentessa, una prof., una preside. Tuttavia donne, che ruotano concentriche in un viaggio nel passato, sospeso tra fede e mistero, gelose custodi di una sacralità femminile, forse troppo velocemente rinnegata dalla evangelizzazione cristiana, che ha segnato un divario eterno tra buio e luce. Al centro, su di un piedistallo immaginario, una Dea: Persefone, che riemerge non solo statuariamente dalla terra, ove l’hanno voluta celare ignoranza e paura. Il suo tocco etereo, dalle dita di marmo, è calore e bellezza, è impegno e condivisione di una missione-donna che vuole riunire la “metà spezzata”. Sorelle anziane e sacerdotesse neofite dell’Ordine di Persefone, sorelle oscure di un Ordine Nero, antagoniste di un falso che le pone eternamente in lotta Indagano sul giallo del liceo jonico “Leonida” un maresciallo dell’Arma dei Carabinieri e il suo Capitano Tommaso Sartori, uomo rigido e sottilmente romantico, che tra i vicoli della Città Vecchia di Taranto rimane incantato dalla “magia della lingua”, un dialetto divertente che sa indicare un concetto forte e complesso “con cinque sole parole”.

C’è amore per la Taranto magno greca che culla il lettore tra la “luce invadente” del borgo umbertino e il fresco profumo delle rose in fiore di una villa in San Vito, dolce ricordo di una spensierata fanciullezza. Non si azzarda nel definirlo un capolavoro di scrittura. L’autrice alterna l’abile arte della fantasia a cocci mitologici, provento nobile di uno studio appassionato e serio scavato nei meandri dell’archeologia, che la scrittrice mostra di dominare con eleganza sicura. A Penelope, la più piccola donna della scena, Angela Todaro affida il senso ultimo del romanzo, che qua e là fa capolino tra le pagine: “più che di un culto si tratta di una filosofia di vita, di un approccio più equilibrato all’elemento femminile della natura”. Perché in fondo, “tutte le donne sono figlie di Persefone.” Colei “che rappresenta la donna nella sua interezza: la sua parte generatrice di vita”. Un respiro di storia e bellezza, soffiato con il ricamo antico di una scrittura pulita. Questo è “Il tocco di Persefone” di Angela Giovanna Todaro.

Evelyn Zappimbulso