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Notte della Cultura, tutti gli appuntamenti ora per ora

Ecco il programma dettagliato di tutti gli eventi inseriti nella Notte della Cultura che proseguirà sino a sabato, 31 maggio e che animerà parte del Borgo e tutta la città vecchia, dalle Colonne Doriche in poi, con una serie di iniziative di arte varia. Il quotidiano Taranto BuonaSera ne è media partner.

Venerdì 30 Maggio

BIBLIOTECA COMUNALE CIVICA PIETRO ACCLAVIO

17.30 Presentazione del libro “Oltre il vetro” di Anna Elvira Cuomo in collaborazione con la Biblioteca civica Pietro Acclavio e con l’ass. La Casa delle Donne – sezione di Taranto

 

 SPAZIO INCONTRI DELLA LIBRERIA MONDADORI ore 20.00 Presentazione del Libro "Quando il gioco si fa duro" di Nadia Toffa (Inviata programma “Le Iene”) ed.: Rizzoli.     

 

“NOTTE DELLA CULTURA”

31 maggio 2014 Taranto

PROGRAMMA

 

PIAZZA DUOMO – LETTERATURACon interprete Lis

 

 19:30 Inaugurazione con autorità ed artisti

Incontro con l’editore (1 tavolino a disposizione di chi voglia presentare propri progetti agli editori presenti)

 

 20:00 “Tutto il bene che ti voglio” di Lia Stani, ed. Scorpione, 2014. L’autrice chiacchera con Caterina Bosco, educatrice.

Una sorta di reportage “sociale” realizzato da volontaria nel mondo del volontariato, viaggiando nella vita dei protagonisti, a cui è stato diagnosticato una leucemia o un tumore con l’intento semplice e sincero quanto realistico di raccontare attraverso le loro parole, le emozioni, i sentimenti, le difficoltà, le perplessità e la forza che hanno ritrovato nei momenti di dolore; grazie soprattutto all’impegno di molti volontari, mamme, uomini e donne di qualunque età che credono che la speranza possa risvegliare il coraggio nascosto dalla paura. Scritto per non far piangere nessuno, ma semplicemente per ringraziare i protagonisti per aver fatto conoscere il dono della gratitudine, ricevuta raccogliendo tutte le testimonianze e per testimoniare che ci sono libri che possono aiutare a cambiare qualche destino e possono arrivare a rasentare tante vite, spronandole per continuare caparbiamente il loro tortuoso cammino.

 20:20 “Angeli mandati all'inferno” di Fabio Mongelli, ed. Dellisanti 2013. Introduce la dott.ssa Stefania Baldassari. Partecipa il personale direttivo della Casa Circondariale di Taranto unitamente all’ass. di volontariato Il Ponte.

Il libro è diviso in tre parti: Purgatorio, Paradiso, Inferno. Questa scelta è sicuramente dettata dai nomi dei protagonisti: Dante e la sua amata Beatrice. Dante ci accompagna in tutto il libro attraverso le sue fasi di crescita introspettiva, dalla giovane età fino alla maturità consolidata da un lavoro fisso che si rivelerà l'inferno. Durante il percorso da' molto spazio ai suoi pensieri, al suo modo di vedere la realtà strettamente legata ai fatti a lui direttamente accaduti. Riprende molto da vicino la realtà delle nostre zone: il lavoro nei campi che rende vivi i paesi nelle ore notturne, la produzione del vino tutta casereccia, il lavoro nell'edilizia con tutti i pericoli che ne comporta, e la dura vita nell'acciaieria più grande d'Europa.

 

 20.40 “Se non matura la spiga” di Angelo Lippo (autore di Taranto), ed. Il Raggio verde – 2011.

Angelo Lippo. Autore raffinato ha consegnato alle edizioni Il Raggio Verde le sue poesie, diverse inedite, per inaugurare la collana “ConTesti Diversi” dedicata alla poesia contemporanea.

Il libro è strutturato in due sezioni. In Sparse sono raccolte 31 liriche, apparse negli anni su antologie e riviste: qui il poeta si racconta e racconta con levità il proprio tempo, le atmosfere tra l’eloquenza della luce che d’estate parla forte e le ombre che pesano come macigni e diluviano silenzi. La sezione Inediti 2009-2010 contiene 18 poesie ed è aperta con una Ballata per Aligi Sassu al quale rende omaggio inserendo nel volume la riproduzione di una sua opera che, insieme a quelle di Josè Ortega e Claudio Bonichi, impreziosiscono il libro. In esse troviamo gli inediti, appunto scritti nell’arco di un anno, un ricordo della poetessa Alda Merini e poi versi struggenti dedicati a Taranto “tre ponti, due mari, una città”. “La mia città ha un cuore tenero/ anche se produce acciaio…” scriveva nel poemetto Requiem bianco negli anni 70 denunciando le morti bianche dell’Italsider.

 21:00 “Una lunga protesta silenziosa” di Franco Merico, ed. Zane – 2014.

Il Volume raccoglie i contributi di un'analisi e di una riflessione sull'emigrazione meridionale e pugliese, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità nazionale. L'emigrazione, che ha accompagnato il cammino e lo sviluppo di queste Regioni in tutto il periodo esaminato, viene interpretata come "una lunga protesta silenziosa" rispetto agli errori ed alle disparità che hanno caratterizzato il processo di unificazione. La prima ribellione fu quella del brigantaggio e poi ci fu la fuga migratoria. Nel volume non si sostiene la tesi che il secondo fenomeno sia la diretta conseguenza del primo ma che i due processi di ribellione, quello con il fucile e quello con la valigia, siano due momenti importanti della protesta meridionale. Due reazioni diverse allo stesso atavico male: la fame. Malgrado tutto gli autori sostengono che l'Unità nazionale sia un valore positivo e le ipotesi separatiste siano un danno.

 

 21:20 “L’isola degli amanti perduti” di Angela Todaro, Mandese Editore.

Un noir mediterraneo che segue una narrazione di stile cinematografico, e di cui Taranto, con la sua storia presente e passata, diventa palcoscenico in due momenti temporali diversi: l'alto medioevo e i giorni nostri. L'amore, l'amicizia, la solitudine e il senso di appartenenza, sono sentimenti che danno profondità e rendono a tutto tondo i protagonisti di questa storia. Una cura particolare viene riservata agli elementi che connotano Taranto e i tarantini, presentandone difetti e pregi. Accanto al disagio ambientale generato dalla presenza del siderurgico, il cui effetto più drammatico si esplica nel cancro, di contraltare l'autrice mette in evidenza l'importanza che la storia conserva di una città come Taranto, e l'amenità del territorio. In primo piano è anche il carattere ospitale, tipico della gente del sud, dei tarantini, che traspare in particolare attraverso il personaggio di Nora.

La storia, che mettere in evidenza anche il medioevo tarantino (poco conosciuto rispetto al famoso periodo magnogreco), cerca di mettere sotto la lente luci e ombre di una città del sud, che però rispecchia per molti versi la realtà di buona parte del Paese Italia.

 

 21:40 ”Tacita mater. Il segreto di una donna” di Giulia Fonzone, ed. Edita Casa Editrice & Libraria  (collana Chicchi del melograno).

Madre tutelare di una numerosa famiglia, Amelia, aveva cercato di contrastare, durante la sua lunga vita, l'insolenza del patriarcato con strumenti che si erano rivelati manchevoli e inadeguati, perché presi in prestito dai maschi. Pertanto l'energia femminile era rimasta intrappolata nel suo destino, non si era evoluta abbastanza. Il lascito di Amelia, la sua ultima rivelazione, sconvolgendo equilibri apparentemente stabili, aveva prodotto in sua nipote Gemma emozioni e riflessioni importanti. Gemma si era sentita, da un lato sollevata, dall'altro ancora un po' confusa. Tutte le scelte compiute nella sua vita sembravano adesso, alla luce di questa scoperta, scelte obbligate da determinate condizioni. Il femminile che si piega, si accomoda, si adatta, per lasciare che il maschile prenda tutto lo spazio e il tempo del mondo è una storia antica che si ripete. 



 

 22:00 “Poesia, tempo presente. La parola e il tempo.” di Paola Mancinelli, ed. Print Me – 2014.

Paola Mancinelli è una giovane artista che ascolta, assimila e riproduce il suo sguardo interiore in modo naturale. La sua è una ricerca verbo-visuale e ciò che ci offre l’artista è una visione trasversale dai continui sconfinamenti, data da interazioni fra differenti codici espressivi e l’intro dell’esposizione ne preannuncia i contenuti. Le due stanze poetiche allestite si trovano a convivere in maniera equilibrata, compensandosi. Sono due metà dello stesso linguaggio, parlano la stessa lingua, ma in chiavi differenti  ed, entrambe, decidono di colmare la distanza che si crea tra la parola, immagine e spazio, anzi, tra i vari elementi è percepibile una vera simbiosi.

 22:20 “Raccontando Fornaro: l’altro mare di Emiliana” Pierfranco Bruni, responsabile, per conto del MiBAC, del progetto di studio sulle presenze minoritarie in Italia dialoga con Marilena Cavallo sul libro di Cosimo Fornaro.

Emiliana, ventitreenne portatrice d'handicap, vive parte dell'anno in famiglia e parte tra gli assistiti del centro medico-psicopedagogico "Oasi" di troina (Catania). Il padre di Emiliana, studioso di culture antiche e scrittore, in questo affettuoso, drammatico, coraggioso e poetico libro ci documenta i sofferti comportamenti individuali della ragazza ed il suo difficile apprendistato sociale: ciò nonostante, "Emiliana e l'Handicap" è un incantevole racconto che celebra il miracolo dei sentimenti e della vita. Un giorno il padre accompagna Emiliana in un lungo viaggio attraverso la Sicilia. Durante il viaggio mette a confronto due straordinari misteri: il mistero culturale di un'antica civiltà mitica e rituale da reinterpretare ed il mistero morale di una iovane fragile intelligenza umana da decifrare. L'opera di Cosimo Fornaro è un appassionato referto sulla dolorosa condizione bio-psichica e sulla difficile situazione socio-assistenziale dei portatotri di handicap (in Italia numerosi milioni: ma è anche la luminosa narrazione di un dialogo tra padre e filia che è innanzitutto dialogo tra due creature interrogative).

Prof. di lettere Liceo classico Archita, Presidente Società Dante Alighieri e Consigliere nazionale.

Collaboratore con saggi, articoli testimoniali e recensioni su, tra gli altri, "Osservatore Romano", "Corriere del giorno”.

 

 22:40 Presentazione del lavoro discorgrafico “SEGNI (E) PARTICOLARI” di Alberto Patrucco e Andrea Mirò

Segni (e) particolari è il frutto dell’emozionante percorso compiuto da Alberto Patrucco tra le parole e la musica di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso, un artista unico, dotato di genialità e ironia senza eguali. Il progetto si compone di tredici brani, per lo più mai tradotti in italiano prima d’ora e preservati nei loro contenuti da una traduzione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, col consenso degli eredi di Brassens. Dall’originaria proposta minimalista propria dell’autore – voce, chitarra e contrabbasso – si passa, senza travisamenti, a una lettura musicale più articolata e ampia curata da Andrea Miro’, elegante cantautrice, musicista e direttrice d’orchestra e Daniele Caldarini, storico musicista di riferimento di Alberto Patrucco che da anni affianca il percorso di ricerca brassensiano. I brani sono stati eseguiti coinvolgendo nell’interpretazione alcuni dei più significativi esponenti della canzone d'autore (Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Ricky Gianco), del teatro canzone (Enzo Iacchetti) e della comicità di classe (Ale e Franz). Nell’intera produzione hanno suonato musicisti, tra i nomi più noti e assidui nell'ambito della canzone d’autore in Italia. Una pluralità di prestigiosi esecutori che, grazie ad arrangiamenti freschi e originali, interpretano i brani dell’album restituendo la profondità musicale (forse mai adeguatamente riconosciuta) insita nell’opera di Brassens. Un percorso che mette in risalto, nonostante in taluni casi le canzoni originali siano state scritte più di mezzo secolo fa, una sorprendente sintonia col presente. Un punto d’equilibrio inaspettatamente attuale, il cui fulcro può essere individuato nell’immutabile incongruenza della società. Niente celebrazioni, quindi, bensì un'inderogabile necessità: far conoscere, in taluni casi riscoprire, emozioni forse dimenticate o semplicemente perse di vista.

 

 23:00 “Fratello Noia, Sorella Nulla” di Leo Tennariello (autore di Taranto), ed. Il Raggio Verde – 2013

“Inchiodare i pensieri in uno scritto. Questo il mestiere di chi produce idee. E le idee suscitano echi, creano terremoti, aprono canyon, burroni, esplodono, implodono, irrompono e rompono le nuvole… e tuona… e piove così forte da far cadere giù certezze, domande, impressioni a gran- dine, angosce e smarrimenti a raffica.” si legge nella prefazione di Mimmo Cavallo. Tutta la pro- duzione artistica di Leo Tenneriello ruota intorno alla parola-suono con la quale prova a raccontarsi e a raccontare il mondo tra certezze e contraddizioni, illusione e disincanto. La scrittura – e il pen- siero – sono la via di fuga dalla propria insicurezza, dai propri limiti. Ma anche voce critica sull’esi- stenza, che si fa urlo per svegliare coscienze sopite o peggio ancora rassegnate…

Con Sorella Noia Fratello Nulla Leo – menestrello contemporaneo – ha scritto il suo Zibaldone, una sorta di Torre di Babele costruita per sfuggire alla noia e al nulla, suoi compagni di sosta e di viag- gio. Versi e testi che aderiscono perfettamente al senso della collana ConTesti DiVersi dedicata alla poesia e alla narrativa contemporanea senza rinunciare né alla leggerezza della poesia-can- zone – in questo caso – né alla densità del pensiero che scava e indaga i contesti più diversi.

 

 23:20 “La Malapianta” di Rina Durante, ed. Zane editrice – 2014. Dialogano Massimo Melillo, giornalista, e Antonio Lucio Giannone, docente di letteratura italiana contemporanea dell’Università del Salento.

Torna nelle librerie questo romanzo di Rina Durante, una delle figure più importanti nel panorama culturale pugliese,  che come indicato su Repubblica “Racconta la storia pugliese del ‘900: emigrazione, scambio di culture, vocazione alla diversità” (Repubblica 22.4.2014). Presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino questo primo e unico romanzo di Rina Durante, “La malapianta” vide la luce nel 1964 presso Rizzoli nella collana “Zodiaco”, nella quale erano apparsi, tra l’altro, volumi di giornalisti-scrittori famosi, come Indro Montanelli e Oriana Fallaci. Ambientato nel Salento e, in particolare, in una ristretta area geografica che comprende tre piccoli comuni, Melendugno, Cannole e Calimera, il romanzo narra la storia della famiglia Ardito, composta da Teta e Rosa e dai loro rispettivi figli, in un arco di tempo che va dalla fine degli anni Trenta alla caduta del fascismo. “La mala pianta” si allontana dai canoni neorealistici e si avvicina a forme e modi più sperimentali e moderni’ di narrativa”.

 

 23:40 “Taranto, dagli ulivi agli altiforni- Ripensare il territorio riconsiderando la conoscenza della sua storia e la funzione della cultura” a cura di Antonio Mandese.

Seguendo il fluire di un’unica  lunga storia, Dagli ulivi agli altiforni vuole essere il coerente  prosieguo di un programma di ricerca  avviato con Taranto La città al borgo e Taranto da una Guerra all’altra riconosciute come pietre miliari nella storiografia della città di Taranto, ed a loro volta prosieguo della pubblicazione di opere come la Storia di Taranto del De Vincentiis, Taranto dalle Origini alla conquista Romana e Historiae Tarentine rispettivamente di Pierre Wuilleumieur e traduzione dal Francese curata dal prof. Giuseppe Ettorre e di Ambrogio Merodio  a cura di Cosimo Damiano Fonseca. 

Dagli ulivi agli altiforni è anche metafora del cambiamento della vocazione di un territorio in un momento cruciale della storia Italiana, e della sua trasformazione, apparentemente irreversibile in città dell’Acciaio. 

I titoli, pubblicati da Mandese Editore, danno un quadro d'insieme dell’articolata e delicata successione di vicende che il territorio ha vissuto, ed offrono notevoli spunti di conversazione per orientare le scelte future e la ricerca di alternative possibili e di unità che le classi dirigenti insieme a tutta la comunità devono perseguire affinché possa ritrovarsi con un’azione che riparta dal riconoscimento del passato e dei valori che lo uniscono. La funzione di chi opera nel campo della cultura deve pertanto essere riconosciuta come aggregatore e stimolo per la comunità tarantina a migliorare e a migliorarsi nel suo sviluppo. 

 

 24:00 “Quella sottile differenza” di Daniele Ninfole, ed. Edit@ Casa Editrice & Libraria, (collana Chicchi del melograno) 2014.

Nello squallido quartino al piano rialzato di una grande città, un evento inaspettato getta una vivida luce sulle mutevoli personalità delle tre studentesse appena giunte ad abitarlo. Sarà mettendo a nudo tutti i loro alibi e le loro debolezze che si sveleranno nuovi insospettabili percorsi. Sullo sfondo della opprimente condizione giovanile "Quella sottile differenza" è il racconto dell'identità che pone in primo piano il ruolo femminile nella ricerca catartica e disperata di una soluzione di vita soddisfacente.

 

 24:20 “Restare, partire” di Massimo Stragapede (autore di Taranto), ed. Lupo – 2013. Dialoga con l’autore l’attrice Daniela Colapinto.

Un interrogativo, un dilemma, un punto di partenza o di arrivo.Taranto, Italia del sud. Un territorio impoverito per decenni da un’industria parassita e da uno stato assistenzialista. Sospesa tra due mari, la città. Sospesa tra i suoi vicoli, la storia di due ragazzi qualunque. Mimmo, come in alcuni film, sogna di partire e andare via. Miriam, come in alcune canzoni, pensa di restare e cambiare le cose. Intorno a loro un sottobosco di personaggi di varia umanità: ignavi fancazzisti, spacconi del sabato sera, pseudo intellettuali, matrone da pianerottolo, aspiranti veline, filosofi in tuta blu. Personaggi e interpreti sul palcoscenico di un microcosmo ordinario e talvolta grottesco, sotto un cielo povero di aspettative e dai confini sempre a portata di sguardo. Su tutti, ansima il gigante siderurgico, disseminando veleni a norma di legge e promesse effimere di un futuro non sostenibile. Intorno, una meravigliosa natura che, nonostante tutto, resiste.

Taranto. Italia del sud. Ma che potrebbe essere Danzica, Mumbai, l’Avana o Jakarta. Il dilemma resta universalmente identico. Oggi come ieri. Come probabilmente domani.

 

LEGGERANNO BRANI DI LETTERATURA CONCERNENTI IL TEMA DE L’ALTRO: José Minervini  (Presidente della Società Dante Alighieri); Silvano Trevisani (curatore della pagina della cultura del Corriere del Giorno per 30 anni); Direttore dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Paisiello”; Clara Cottino (presidente Crest); Grazia Lodeserto (pittrice).

 

CITTA’ VECCHIA – ZONA ARTE

 dalle 18.00 Mostra personale della fotografa Rebecca Arnold “The Others Inside Me/L’altro dentro di me” a cura di Art and Ars Gallery. Con video messaggio della fotografa sottotitolato.

Rebecca Arnold è una prolifica fotografa che ama documentare natura e cultura dei 40 paesi nel mondo che ha visitato. In questo momento sta trasformando la sua passione per la fotografia in una professionalità a disposizione delle organizzazioni no-profit che lavorano nei paesi in via di sviluppo. Racconta il loro duro lavoro attraverso foto che dona affinché vengano riutilizzate a scopo promozionale o per la ricerca di fondi. Ha collaborato con il Nobel per la Pace Muhammad Yunis della Grameen Foundation nell’Africa dell’est e, grazie all’aiuto della Fondazione Clinton e del Gruppo per la Filantropia Globale, Rebecca ha fotografato il lavoro del St. Luke’s Hospital di Haiti vincitore del premio Opus. Recentemente è stata in Brasile a documentare il lavoro di C.A.R.E. e di altre associazioni vincitrici di riconoscimenti importanti nel settore del volontariato. Il suo progetto è di dare alla sua fotografia documentaristica sulla natura e l’arte una direzione socialmente consapevole, rebeccaarnoldphotography.com.

Parallelamente nel 2000 Rebecca ha fondato la sua compagnia che si occupa ad altissimi livelli di post produzione fotografica creando icone delle celebrità dello star system americano ed europeo. Milioni di persone hanno visto il suo lavoro in campagne pubblicitarie globali, copertine di album e riviste tra cui il famoso e gigantesco cartellone pubblicitario nella Times Square di New York. I suoi lavori sono stati pubblicati innumerevoli volte in riviste come Vanity Fair, Elle, Flaunt, Interview Magazine, Harper’s Bazaar Arabia, Allure ed alcune sue foto hanno avuto il riconoscimento delle riviste French e American Photo. Il lavoro di Rebecca è anche apparso in programmi tv come Oprah, Entertainment Tonight, Sex and the City e sulla copertina di una delle uscite più vendute della famosa rivista americana Us Magazine.

Rebecca vive a New York, lavora occasionalmente a Los Angeles e tiene conferenze per l’Istituto d’Arte di San Francisco.

Negli ultimi anni, il suo interesse per la psicologia, le scienze della conoscenza e le cause umanitarie, Rebecca ha preso un diploma in life coaching, rebeccaarnoldcoaching.com. Tiene conferenze e lavora come mentore per associazioni no-profit che sostengono lo svantaggio e ha appena tenuto una conferenza presso la New York University. Ha un piccolo studio a New York e nel 2011 ha fondato la New York Coaches Network. 

Rebecca è nata da madre tedesca e padre Americano e ha vissuto I suoi primi anni in Europa; questo ha creato in lei una naturale inclinazione a costruire il proprio lavoro attraverso le relazioni internazionali.

 

MuDI – MUSEO DIOCESANO DI ARTE SACRA ¿ dal 24 maggio all’8 giugno dalle 17 alle 21. Sabato 31 maggio dalle 18.00 Mostra fotografica “F.F.F. – Franco Fontana Fotografie”

La manifestazione, ideata dal circolo fotografico “Il Castello” di Taranto, dall’anno scorso ha abbandonato i confini della provincia ionica per allargarsi ad altre città della Puglia. L’obiettivo è quello di creare una rete di associazioni fotografiche che offrano eventi e iniziative di qualità per attrarre fotografi e fotoamatori da ogni parte d’Italia, formando quel polo fotografico mancante nel Sud della nostra Penisola.

Oltre al circolo “Il Castello”, condividono l’edizione del 2014 altre 8 associazioni pugliesi. La manifestazione è realizzata con il patrocinio della Fiaf – Federazione italiana associazioni fotografiche – e in gemellaggio con il NettutoPhotoFestival 2014, le cui opere saranno esposte a Taranto, nell’ambito di FotoArte 2015.

La mostra raccoglierà le immagini più note di 40 anni di attività del grande “maestro del colore”. Oltre alle immagini di Franco Fontana sarà possibile visitare un’esposizione delle fotografie più belle realizzate dai suoi allievi dei workshop tenuti in tutta Italia, dal titolo “Quelli di Franco Fontana”.

 

PALAZZO PANTALEO ¿ dalle 18.30 N-GRAMMA – Collettiva di arte contemporanea a cura di Cosessantuno. Glia artisti: Giulio De Mitri, Danilo De Mitri, Tamara Repetto, Ezia Mitolo, Paola Mancinelli.

 

 dalle 19.00 Mostra di video arte contemporanea a cura di Rosso Contemporaneo (Taranto)

Due chiese, inizio e fine, di un percorso artistico tra città a confronto: il Borgo e l’Isola. Linguaggi espressivi che rivelano la rappresentazione nella storia dell’arte.

Dalla tradizione pittorica, quale unico mezzo espressivo pre-tecnologico, all’evoluzione fotografica di fine ‘800, fino ad arrivare alla video art di fine anni sessanta con Nam June Paik, artista statunitense di origini sudcoreane.

Epidermide è una pelle in continua mutazione, un’opera dinamica che sottolinea la trasformazione del fare arte attraverso la multicanalità contemporanea.

Un momento di confronto e di interazione sensoriale, dove le emozioni si mescolano attraverso l’uso, e quindi la percezione, di linguaggi differenti, lungo un raccordo narrativo video che si svolgerà sulle superfici interne delle chiese simulando il concetto contemporaneo di affresco.

La novità è qui: riproporre il mezzo artistico come narrazione, tra Bellezza e Spiritualità dei luoghi. Le pareti, il soffitto, le concavità dell’intradosso delle volte, sono elementi architettonici di chiusura e di delimitazione di uno spazio, una pelle, una membrana viva, nella quale si concentrano le energie dinamiche di spinte e pesi del costruito. Un luogo fisico dinamico, concentrato di tensioni, ansie, speranze, racconti, palesati dalla figurazione che si muove e che trascende verso l’alto.

La volta è il cielo.

L’EPIDERMIDE, come lo strato più esterno e delicato della pelle, diventa limite tra terra e cielo, tra ciò che è materia e ciò che trasuda spiritualità. Limite impalpabile tra uomo e ultraterreno, tra sentimento e sublimazione.

La pelle quale confine che delimita ogni essere come marchio indelebile della propria unità ed unicità. Unicità amplificata dal tatuaggio che il tempo imprime su di essa illustrando, ogni giorno che passa, le nostre imprese. Le impronte digitali, le cicatrici, le rughe sono l’opera unica del nostro essere. Epidermide è l’identità, rappresentazione di un IO possibilista, capace di cambiare.

Spogliarsi della propria pelle significa dunque rinunciare alla propria identità, ma appare anche come atto liberatorio che può servire ad ampliare la propria coscienza per raggiungere uno stato comparabile a quello divino. E’ ciò che rappresenta il mito di Marsia: il satiro che aveva osato sfidare in musica Apollo. Ovviamente sconfitto, Marsia fu legato ad un albero e scorticato dal dio delle Muse. Lo scorticamento subito dal fauno è dolore, ma anche catarsi poiché egli, privato della propria pelle, trasmigra dalla condizione terrena ad uno stato di coscienza infinito per raggiungere l’ascesi divina.

A testa in su, l’osservazione di Epidermide ci avvolgerà nella sua ascesi contemporanea fatta di arte e storia immortali. Ogni tensione rappresentata si fa narrazione di istanze diverse e di microcosmi intimi.

Il concetto di “arte proiettata”, non limitata alla semplice sequenza a parete di immagini o della narrazione di una storia, la ritroviamo già nella locuzione cinema espanso (dal’inglese expanded cinema), dove l’esperienza visiva diventava totalizzante, convogliando arti differenti. E’ precisamente con Gene Youngblood, critico cinematografico statunitense, nel 1970, che si teorizzava il superamento della proiezione cinematografica tradizionale, verso una sfera visiva allargata, precorrendo l’era informatica e la realtà virtuale, sfiorando, forse inconsapevolmente, i concetti attualmente istituzionalizzati di “cyberspazio”, passando attraverso il video, l’elettronica, il laser. Una espansione sensoriale della coscienza, in cui i limiti tra arte e vita si superano in un divenire virtuale, in un processo di immaginario allargato e multisensoriale.

La sinestesia della percezione viene liberata in un continuum spaziotemporale che genera un’immagine psichedelica, di un occhio liberato dalle leggi della fisica. [Amelì Liana Lasaponara | Angelo Raffaele Villani]

 

 dalle 19.30 Inaugurazione performance ed installazioni (Città vecchia) a cura di Art and Ars Gallery.

Le installazioni curate da ART and ARS Gallery prevedono l'intervento di numerosi artisti provenienti da tutta la Puglia. Gli artisti invitati alla manifestazione si inseriranno nei luoghi più suggestivi della Città vecchia creando atmosfere e situazioni surreali con installazioni Site specific e performance. Elenco Artisti ART and ARS Gallery: Massimiliano Manieri, Antonio De Luca, Ezia Mitolo, Sandro Marasco, Marco Testini e Teresa Romano, Romano Rizzo.

 

VIA DUOMO 53-55 – PALAZZO ULMO Coworking Ulmo ospita

 21-22-23-24 nell’ipogeo Antonio De Luca con “Cantine Sonore” ciclo di 4 performance

 22 nel cortile Playgirls from Caracas (Roma), dj set + videoinstallazioni, electro clash pop, shock + gnock

 Dalle 18  ale 24 nel cortile Jeansteam con Marco Sgura, marcus briegel, esperimenti "the vertical garden"

 

CITTA’ VECCHIA – ZONA MUSICA

“Amore e marchette” di Massimo Donno, concerto bendato

"Amore e Marchette"… ad occhi chiusi! L’evento, pensato per sensibilizzare il pubblico all’ascolto "vestendo" per una serata i panni del non vedente. Il pubblico bendato verrà trasportato dalle emozioni scaturite dalla musica e dalla voce del cantautore Massimo Donno. L'evento nasce dalla collaborazione di Massimo Donno e Ululati (Lupo Editore) con UICI (unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Lecce), U.N.I.Vo.C. (unione naziona

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