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Buonasera

Il recupero della Leonardo da Vinci

Per la rubrica “Calannarie” di questa settimana, ideata e condotta da Antonio Fornaro, lo stesso incentra l’attenzione del lettore sul recupero della nave “Leonardo da Vinci” e sulla festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Questi i santi della settimana: Vincenzo di Saragozza, Emerenziana, Francesco di Sales, la Conversione di San Paolo, San Tito, Santa Angela Merici e San Tommaso d’Aquino. Persecutore dei primi cristiani, San Paolo fu folgorato sulla via di Damasco dove gli apparve Cristo Risorto. Da allora diventò infaticabile apostolo. A Roma scrisse le sue più belle lettere, fondò con Pietro la Chiesa romana e fu martirizzato mediante decapitazione. San Tito fu uno dei discepoli preferiti di San Paolo. La sua testa è conservata nella Basilica di San Marco a Venezia. Santa Angela Merici durante un pellegrinaggio in Terra Santa divenne improvvisamente cieca ma miracolosamente riacquistò la vista sulla via del ritorno, proprio dove l’aveva persa. San Tommaso d’Aquino è dottore della Chiesa. Domenicano, predicatore dell’Ordine. Insegnò nelle università di Parigi e Napoli, scrisse opere teologiche fra le più importanti di ogni tempo. Questa settimana la Chiesa cattolica ricorda lo sposalizio della Madonna e la venera sotto i titoli di Madonna della Pace, del Buon Viaggio, Porta del Cielo e del Pianto. Questi i detti della settimana: “La catena rende più nervoso il cane”, “Chi vuole l’aglio buono lo deve piantare a gennaio”, “E’ da stupidi ripararsi dal sole con il setaccio”, “Chi ha sete va alla fontana”, “Chi sta con le mani in mano non va lontano”.

Importante l’effemeride di Giuseppe Cravero che ci ricorda che il 24 gennaio 1921 le nostre maestranze dell’Arsenale Militare raddrizzarono la Corazzata Leonardo da Vinci che si era capovolta a Mar Piccolo il 2 agosto 1916. Furono numerose le testate giornalistiche nazionali ed estere che seguirono l’operazione di raddrizzamento della nave. La notizia fece il giro del mondo e fu seguita da 80 mila tarantini. Queste le altre effemeridi di Fornaro: il 22 gennaio 1891 esce il “Corriere d’Africa”, il primo giornale stampato a Taranto. Il 22 gennaio 1929 nel Teatro d’Ayala di via Duomo viene inaugurato il Circolo “Filippo Corridoni”. Il 23 gennaio 1943 muore tragicamente in Russia Dario Lupo al quale è intitolata una strada di Taranto. Il 23 gennaio 1530 a Taranto nevicò tanto che la neve distrusse gli uliveti. Il 24 gennaio la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa, patrono dei giornalisti e di Vico del Gargano in provincia di Foggia, che festeggia come patrono anche San Valentino il 14 febbraio. A Taranto nella Chiesa di San Francesco di Paola, nella Cappella dell’Immacolata, sulla parete di sinistra, si può ammirare, su una tela del 1955, San Francesco di Paola,tra i Beati Minimi Carlo e Ludovico Hurtrel, San Francesco di Sales e San Giovanni di Valois. Francesco di Sales, nato a Thorens, in un castello di Sales, nella Savoia, il 21 agosto 1567, da nobile famiglia, studiò presso il Collegio dei Gesuiti.

Nel 1592 passò per Loreto per sciogliere un voto e anche per Roma. Il padre lo voleva avvocato ma lui diventò sacerdote a 26 anni. Fu per 20 anni vescovo di Ginevra, viaggiò nella sua Diocesi e fu un grande maestro di spiritualità. Subì attentati e scrisse opere ascetiche e mistiche. Scrisse ben 2 mila e cento lettere che furono tutte pubblicate. Morì a Lione il 28 dicembre 1622 per un attacco di apoplessia e il suo corpo fu sepolto ad Annecy il 24 gennaio 1623. Dopo la sua canonizzazione, avvenuta nel 1665, la festa del Santo patrono dei giornalisti e degli scrittori cattolici fu fissata al 29 gennaio. Con la riforma del Calendario liturgico la sua festa è stata fissata al 24 gennaio perché ricorda la traslazione del suo corpo. E’ dottore della Chiesa e patrono dei giornalisti cattolici dal 1923. Al suo nome si ispirano i padri Salesiani. Fu considerato in vita il primo giornalista cattolico perché pubblicò fogli volanti che attaccava sulle facciate delle case. Si narra che un giorno si fosse spuntata la sua penna, il Santo mantenne la calma, accostò teneramente la penna al cuore e subito dopo riprese a scrivere regolarmente con la stessa.

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