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Il Fai in visita al Crac Puglia per la mostra “Opera nell’Opera”

I numerosi riscontri di pubblico e di critica annoverano la mostra Opera nell’Opera. Omaggio a Giovanni Paisiello. Progettualità ambientale per un monumento alla musica, tra le più importanti esposizioni di arte contemporanea realizzate in questi ultimi mesi nel Mezzogiorno d’Italia. La mostra in corso a Taranto presso il CRAC – Centro di Ricerca Arte Contemporanea Puglia, è stata prorogata sino al 20 febbraio p.v.

Domenica, 23 gennaio, ospite alla mostra una Delegazione pugliese del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), accompagnata dal Capo Delegazione FAI, prof. Giacomo Scarfato. Il presidente del comitato scientifico del CRAC Puglia, prof. Giulio De Mitri in questa occasione narrerà alcuni dati salienti del progetto espositivo che vede raccolte oltre trenta opere di diciannove affermati artisti contemporanei: Angelo Casciello, Lucilla Catania, Bruno Ceccobelli, Pietro Coletta, Fernando De Filippi, Giulio De Mitri, Gerardo Di Fiore, Gino Filippeschi, Paolo Grassino, Ugo La Pietra, Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone, Antonio Paradiso, Daniela Perego, Nicola Salvatore, Paolo Scirpa, Guido Strazza, Antonio Violetta e Luigi Vollaro, i quali, attraverso la loro singolare poetica hanno omaggiato il genius loci di Taranto: Giovanni Paisiello. Fiore all’occhiello della mostra è certamente l’originale bozzetto dell’artista Nino Franchina, vincitore nel 1956 del pubblico concorso nazionale “Premio Paisiello” per la realizzazione del monumento a Paisiello, purtroppo mai realizzato.

Il bozzetto è accompagnato da un congruo numero di studi preparatori. L’esposizione, a cura dello storico e critico d’arte prof. Massimo Bignardi, vanta studi inediti (disegni preparatori, maquettes, pitture, collages, fotografie) realizzati dagli artisti per un progetto site specific, ovvero progettualità ambientale per un monumento alla musica nella città vecchia di Taranto.Il percorso espositivo si avvale, infatti, di un’ulteriore peculiarità: ogni opera esposta è accompagnata da un particolare scorcio della città, identificando possibili ipotesi di collocazione delle opere realizzate dagli artisti e rendendo cosi il progetto espositivo un vero e proprio “Piano di sviluppo museale e ambientale” per Taranto, ovvero un museo a cielo aperto nell’Isola madre. Si evince, dunque, l’inevitabile incontro tra due realtà temporali, passato e presente, apparentemente lontane, ma estremamente vicine, le quali evocano una memoria storica determinante per la cultura musicale tarantina. Segnaliamo i progetti degli artisti e le relative location fotografate da Giorgio Ciardo.

Una svettante stèla in ferro, dalle sintetiche forme proiettate verso il cielo, caratterizzano il lavoro di Angelo Casciello (luogo scelto per l’opera Affaccio Mar Grande, Piazza Fontana); una nota che rimanda alla musicalità caratterizza il progetto di Lucilla Catania (luogo scelto per l’opera Vicolo Vigilante); la silhouette pittorica di Bruno Ceccobelli si espande e si comprime ricordando la forma logaritmica della musica (luogo scelto per l’opera Vicolo Santa Chiara); un groviglio di forme avvolgono l’inconscio collettivo e individuale nel lavoro di Pietro Coletta (luogo scelto per l’opera Via di Mezzo largo antistante Santissimi Medici); il progetto digitale di Fernando De Filippi arde virtualmente nelle fiamme, tra purificazione e rinascita (luogo scelto per l’opera Vicolo Carducci). L’ideatore dell’omaggio al musicista Giulio De Mitri esemplifica nel suo “minimalismo mediterraneo” l’essenzialità della luce e il volo di libertà che la stessa musica emana (luogo scelto per l’opera Corso Vittorio Emanuele II, affaccio Mar Grande); nella maquette di Gerardo Di Fiore si riscontra una geometria verticale intercalata da simboli e segni musicali (luogo scelto per l’opera Piazza Castello antistante Castello Aragonese); Gino Filippeschi propone una maquette in vetrofusione policroma dove la rifrazione della luce si materializza in espressioni musicali (luogo scelto per l’opera Largo Arcivescovado); Paolo Grassino realizza un libro d’artista che rimanda al simbolo di canne d’organo o a un cantiere che evoca la riqualificazione urbana (luogo scelto per l’opera Postierla Via Nuova); Ugo La Pietra entra nel vivo dell’opera paisielliana, ricordando i significativi teatrini del musicista: identità meridiana (luogo scelto per l’opera Vicolo Civico Largo Candelli); nell’opera di Carlo Lorenzetti il punto focale, costituito da un segno-linea minimalista, campeggia l’essenzialità della materia scultorea immersa nella purezza del bianco (luogo scelto per l’opera Piazza Sant’Egidio); Giulia Napoleone si concentra sui ritmi con una grande campitura dove i segni musicali si intrecciano con l’ordito nel colore cielo-mare (luogo scelto per l’opera Largo La Tagliata); il volo di Antonio Paradiso si eleva nella verticalità sinuosa attraverso il movimento di ali migranti nel cielo (luogo scelto per l’opera Largo San Martino); Daniela Perego presenta un trittico di margherite dall’atipica cromia rossa, evocando la rinascita in una nuova visione (luogo scelto per l’opera Discesa Vasto); un richiamo alla mediterraneità è il progetto grafico-pittorico di Nicola Salvatore che elabora sette note per sette balene all’interno di un pentagramma (luogo scelto per l’opera Vicolo San Pietro); nelle sue vibrazioni di luce, Paolo Scirpa ricalca le linee-luce delle opere del musicista proponendo una proiezione verso la contemporaneità (luogo scelto per l’opera Via Di Mezzo Piazzale); una texture materica, con profonde incisioni multiple, stratificano la partitura musicale paisielliana di Guido Strazza (luogo scelto per l’opera Corso Vittorio Emanuele II, largo con scalinata); Antonio Violetta propone una nera terracotta svettante nel cor immaginario (luogo scelto per l’opera Largo San Martino); la maquette di Luigi Vollaro propone un itinerario urbano collegando la musica alla forma scultorea (luogo scelto per l’opera Largo Postierla Via Nuova).

Il significativo progetto espositivo si fa dunque portavoce dell’esperienza dell’arte che diventa ‘luogo educativo’ per un’importante esperienza sociale e culturale. “L’arte così diventa ambito privilegiato – afferma il presidente della Fondazione Rocco Spani Onlus prof. Giulio De Mitri – per la trasmissione di significati, strumento di comprensione per leggere la realtà e noi stessi”. Per informazioni e/o prenotazioni visite: CRAC Puglia – Centro di Ricerca Arte Contemporanea Ex Convento dei Padri Olivetani (XIII sec.) Centro storico – Corso Vittorio Emanuele II n. 17 (Tel.: 099.4713316, – 348.3346377

Sara Liuzzi

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