Angela Mastronuzzi, una vita per la cultura

È venuta a mancare nei giorni scorsi la Preside Angela Mastronuzzi, “Lillina”, come ci piaceva chiamarla con affetto. La notizia della sua scomparsa si è diffusa subito grazie al tam tam degli amici; è stato un sincero dolore per tutti, ma anche un lutto per il mondo della scuola e della cultura. Lillina avrebbe compiuto 93 anni a giugno, ma era lucida, nonostante l’età avanzata, e di intelligenza giovane. Suo padre era stato un medico molto stimato a Taranto come pure il fratello, Girolamo, fra i migliori medici urologi della città.

La sua famiglia, di origini tarantine e fra le più antiche, fu segnata da una tragedia che scrisse col sangue una pagina della nostra storia cittadina: l’8 maggio del 1921, Domenico Mastronuzzi, giovane di diciotto anni e fratello del padre di Lillina, venne ucciso in un agguato. Ne ha scritto recentemente il preside e storico Guglielmo Matichecchia in un suo libro importante, intitolato “Nella storia del regime. Domenico Mastronuzzi e gli anni del fascismo tarantino” (ed.Scorpione), che ha posto nella giusta luce storica l’evento, donando alla nipote del giovane Mastronuzzi e a tutta la sua famiglia la gioia del perpetuarsi della memoria per il loro sfortunato congiunto. Questa tragedia aveva anche ispirato la stessa Angela Mastronuzzi, poetessa, scrittrice e donna colta, che scrisse qualche anno fa una delle sue opere più belle, “Alhambra”, un romanzo di memorie familiari in prosa poetica, ampliamento di un suo racconto che fu drammatizzato con successo nel 2004 dalla Compagnia teatrale Capital nell’Auditorium dell’IC Cesare Battisti. L’evento fu ideato e promosso dalla Dante Alighieri di Taranto. Quando il Comitato di Taranto della Società Dante Alighieri si ricostituì nel 2003, Angela fu prodiga di consigli e incoraggiamenti per tutti i soci, impegnandosi generosamente con una gentilezza d’altri tempi e una sensibilità di perfetta umanista. Una vita intensa, la sua, e per molti versi drammatica. Dopo aver frequentato il liceo classico Archita, conseguì la maturità classica nel 1947 e subito dopo sposò un ufficiale di Marina, Francesco Tanzi, da cui ebbe tre figli: Maria Grazia, Nico e Gabriella. Superato con coraggio il triste evento della morte del marito, Angela Mastronuzzi si laureò in Lettere e Filosofia nel 1970 e iniziò a insegnare negli Istituti tecnici e professionali; successivamente fu preside dell’Istituto Grazia Deledda di Lecce.

La nostra indimenticabile amica ebbe una vita culturale molto intensa: s’impegnò in varie associazioni, fra cui, oltre alla Dante Alighieri, la Fidapa, e fu una validissima collaboratrice del “Corriere del Giorno” fino al 2014. Angela si dedicò soprattutto alla scrittura creativa. Scrisse un libro di poesie, pubblicato da “La Ginestra” di Firenze, e tre libri di narrativa, pubblicati da Scorpione: “Debbinska”, “Selina, la ragazza di Otranto” e il su citato “Alhambra”, che fu presentato con successo presso l’Istituto di Cultura italiana a Malta, alla presenza dell’Ambasciatore italiano. Mi piace anche ricordare un suo testo scolastico di Economia della Comunità in uso nelle scuole. Alla famiglia della cara Lillina giungano le nostre più sentite condoglianze.

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