“Disincanto e re-incanto nel cinema di Pasolini”

Il Comitato di Taranto della Società Dante Alighieri ha creato e sta ancora creando ponti con altri Comitati italiani e non solo italiani per abbattere le distanze geografiche. L’anno scorso ebbe grande successo il collegamento con il Comitato di Montpellier in Provenza (in collaborazione con l’Alliance française) e quest’anno il Comitato ha organizzato un incontro in modalità telematica con il Circolo di Malta della Dante e con l’University of Malta dove una giovane socia della Dante di Taranto, Ilaria Labbate, sta conseguendo il dottorato di ricerca. Per questo incontro di due Comitati, distanti geograficamemte, ma uniti nel nome di Dante e della lingua italiana, Il Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, ha inviato un video messaggio. Sono intervenuti Fabrizio Foni, Senior Lecturer presso il Dipartimento di Italiano e Membro dell’Institute of Anglo – Italian Studies dell’University of Malta (che ha patrocinato l’incontro) e Orsetta Spinola, segretaria del Circolo Dante di Taranto. Laureata in Lettere classiche presso l’Università del Salento, Ilaria Labbate, alunna di Foni, è dottoranda con un progetto di ricerca sul cinema di Pier Paolo Pasolini e la tragedia greca.

L’argomento della sua brillante relazione, infatti, è stato “Disincanto e re-incanto nel cinema di Pasolini”, in occasione del centenario della nascita di Pasolini e della Giornata mondiale della Poesia. L’attrazione che la magia e l’occulto hanno continuato a suscitare in scienziati, filosofi, artisti e intellettuali in generale in seguito alla rivoluzione scientifica, ha detto Ilaria Labbate, ha condotto diversi studiosi, quali – più recentemente – Jason Ā. JosephonStorm, a riconsiderare l’entità del concetto weberiano di “disincantamento” (Entzauberung) del mondo occidentale. L’alienazione dell’essere umano, principalmente riconducibile allo sviluppo pervasivo del capitalismo, non ha decretato la scomparsa di quella che Christopher Partridge ha definito “occultura” (Occulture), ossia la forte diffusione di uno spiritualismo di natura eclettica ed anti-ecclesiastica. Come dimostrano vari studi, tra cui quelli condotti da Fabio Camilletti e Fabrizio Foni, anche in Italia l’interesse per il fantastico e l’occultismo, riscontrabile nel panorama editoriale e cinematografico (ma non solo), conferma l’influenza che questa sottocultura ha esercitato in pieno ventesimo secolo, con un vero e proprio revival tra gli anni del boom economico e i Settanta. In tale contesto è possibile collocare anche l’attività poetica e registica di Pasolini, imperniata sulla reintegrazione del sacro nella società contemporanea. Nel caso di Pasolini, la valorizzazione delle classi emarginate e la propensione a rivolgere il proprio sguardo al passato (con grande attenzione al mito) sono state perlopiù concepite da molti studiosi, per dirla con Massimo Fusillo, come una “involuzione estetizzante, di gusto arcaicistico”.

«Lo scopo di questo mio intervento – ha concluso Labbate – è di offrire un invito a rileggere invece l’opera pasoliniana alla luce della dicotomia disincanto/re-incanto e della coeva, rinnovata attrazione per il mistero e l’irrazionale, anche in seno a quella borghesia che lo stesso Pasolini identifica come “male” primario della società». Ha introdotto l’incontro José Minervini, Presidente del Comitato di Taranto della Dante Alighieri. «Taranto è una città di ponti reali e metaforici – ha dichiarato – Il nostro Comitato s’incontra, seppure virtualmente con Comitati italiani ed europei per la necessità del confronto e per la gioia dell’amicizia nel nome di Dante e della lingua italiana». Un saluto cordiale e un invito a un incontro reale (e non da remoto) a Malta è stato rivolto dalla segretaria del Circolo Dante, Orsetta Spinola, dopo gli interventi dei numerosi soci che hanno apprezzato l’approfondimento critico della complessa poetica di Pasolini, compiuto dalla giovane e brava studiosa tarantina.

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