Il culto di San Marco a Taranto

Non si è ancora spenta l’eco per il successo dei Riti della Settimana Santa tarantina targata 2022 che Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, deve continuare a parlare delle Pasquette ritardate in provincia di Taranto e delle feste in onore di San Giorgio e del culto per San Marco a Taranto. Questi i santi in calendario dal 23 al 30 aprile: Giorgio, Fedele, Marco, Zita, Pietro Chanel, Caterina da Siena, patrona dell’Italia e dell’Europa e San Pio V.

Questa settimana la Madonna viene venerata sotto i titoli di Madre del Genere Umano, Madonna del Buon Consiglio, Madonna dei Monti e Madonna della Castagna. Questi i detti della settimana: “E’ andata bene come la scarpa che viene indossata dalla sposa”, “Ha rubato con astuzia”, “Debiti, tempo e morte non rispettano porte”, “Provvedere fin dall’alba”, “Di San Staso ogni fava ha messo il naso”, “Stanno come cani e gatti”, “Di Santa Caterina bada alla vigna e alla cantina”, “Si è messo di casa e di bottega”. Lungo, ma interessante, l’elenco delle effemeridi di questa settimana: il 25 aprile 1943 cadde la Pasqua più alta a ricordo d’uomo. Il 23 aprile 1801 inizia l’occupazione francese di Taranto. Il 24 aprile del 58 a.C. Cicerone, che era stato esiliato, passò da Taranto prima di recarsi a Brindisi. Il 25 aprile 1334 l’Imperatrice Caterina stabilisce che anche i religiosi devono pagare le tasse. Due giorni dopo istituisce per la prima volta la tassa per i baroni nobili. Il 28 aprile 1910 prosegue lo sciopero dei bottai a Taranto contro l’imprenditore Cacace.

Il 29 aprile 1923 dai Cantieri Tosi viene varato il piroscafo “Principessa Giovanna”. Il 30 aprile 1677 con apposito decreto viene confermata la Congrega del SS. Rosario fondata nel 1615. Il 23 aprile 1407 Maria D’Enghien e Ladislao si sposano nella Cappella di San Leonardo nel Castello Aragonese. Il 24 aprile 1869 il Comune di Taranto delibera di abbattere la Torre di Raimondello Orsini in Piazza Fontana. Il 27 aprile 1407 Re Ladislao firma decreti che privilegiano i tarantini. Il 28 aprile 1929 si insedia il Rettore della Provincia di Taranto. Il 29 aprile 1677 Re Ferdinando viene a Taranto. Il 30 aprile 1931 il Senatore Lacaita dona al Comune la sua Biblioteca privata di Leucaspide. Domani sono in festa Grottaglie e Mottola perché nella celebrazione dell’Ottava di Pasqua celebrano una sorta di Pasquetta ritardata; i grottagliesi in una zona posta fra Martina Franca e Grottaglie, esattamente nel Santuario della Madonna della Mutata. Ancora oggi a Grottaglie molte donne portano il nome della Madonna della Mutata. Per l’occasione i grottagliesi trascorrono sui prati adiacenti al Santuario la loro Pasquetta consumando quella che loro chiamano la “Palomma”, una sorta di scarcella sotto le cui parti vengono nascoste uova sode.

E’ festa anche per i mottolesi che trascorrono la loro Pasqua ritardata a 2 chilometri da Mottola, in località Casalrotto, alla presenza della statua della Madonna del Carmine che per l‘occasione viene portata in questo sito. A Taranto in settimana si fa festa a San Giorgio Jonico. Il culto del Santo è diffuso in varie parti del mondo e oggi 460 chiese portano il suo nome e ben 260 Comuni ne hanno ottenuto il patronato principale. In Puglia il suo culto è diffuso dal Gargano alle coste pugliesi. Viene invocato come patrono degli armaioli, commercianti, ospedali e ospizi ma anche contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e nei paesi slavi contro le streghe. Il culto per il Santo a San Giorgio Jonico è documentato dal 1400, ma fu soltanto nel 1891 l’Arcivescovo Mons. Jorio ottenne dal Vaticano il Patronato per il paese jonico. A Roccaforzata si festeggia la Madonna della Camera, così chiamata perché l’effige della Vergine fu trovata a 3 chilometri da Roccaforzata da un soldato che voleva abbattere il casato, ma che poi si ricredette. Ci fu anche una disputa fra i cittadini di Roccaforzata e quelli di Monteparano, ma alla fine la vinse Roccaforzata perché la Madonna rivolse gli occhi nella direzione di questo paese.

L’ultimo approfondimento di Fornaro riguarda San Marco che è patrono di Torricella, ma che fu anche compatrono di Taranto fino al 1700. San Marco è uno dei quattro evangelisti. Nell’828 due mercanti veneziani, per salvare le reliquie del Santo ne trafugarono il corpo senza la testa e lo portarono a Venezia dove gli abitanti lo elessero loro patrono. Il culto è diffuso anche a Torricella, Massafra, Mottola, Laterza, Palagiano e Maruggio. È patrono dei vetrai, cestai e muratori, ma anche dei notai e degli scrivani. Viene invocato per il buon raccolto contro il cattivo tempo, la scabbia e la morte senza pentimento. San Marco fu a Taranto insieme a San Pietro, si fermò sull’Isola che oggi si chiama di San Pietro e sulle sponde del Mar Piccolo. Il suo culto in Puglia è attestato a San Marco in Lamis, San Marco La Catola e a Cellino San Marco. Viene rappresentato con un leone ai piedi. A Taranto in Vico San Marco su via Garibaldi c’era una Chiesa abbattuta all’inizio del 1900.

L’Ospedale di Grottaglie è intitolato a San Marco. In Arcivescovado si trova un grande dipinto del Santo e sulla facciata del Duomo una statua in pietra del 1713. All’interno del Duomo il Santo è raffigurato nel Cappellone di San Cataldo, dipinto dal De Matteis, nella gloria di San Cataldo e nella statua marmorea di Giuseppe Pagano del 1804. Nella Chiesa del Carmine una piccola statua in pietra si trova in una nicchia entrando a sinistra, invece sull’altare maggiore c’è un grande dipinto del Santo.

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