La “Dante Alighieri” incontra Raffaele Nigro

Riprendono gli incontri coi poeti e i narratori pugliesi in modalità telematica, un programma promosso dagli otto Comitati pugliesi della Società Dante Alighieri. Dopo Vittorino Curci, Giuseppe Lagrasta, Gerardo Trisolino con Ettore Catalano, Daniele Maria Pegorari e Daniele Giancane, martedì 26 aprile, alle 17,15, i soci della Dante e i loro amici incontreranno Raffele Nigro, giornalista, poeta e scrittore, lucano di Melfi, ma da anni residente a Bari e quindi pugliese a tutti gli effetti.

Raffaele Nigro, già caporedattore della sede Rai, programmistaregista dal 1979 al 1989, ha scritto tanti romanzi di successo che sono stati tradotti in molte lingue. Rinverdiamo la memoria citando solo alcune opere di questo scrittore di straordinaria vena creativa: “I fuochi del Basento”, ed. Rizzoli (Premio Supercampiello nel 1987 e Premio Napoli); “La baronessa dell’Olivento”, ed.Rizzoli (1990); “Ombre sull’Ofanto”, ed.Giunti (1992, Premio Grinzane Cavour); “Il piantatore di Lune”, ed. Rizzoli (1991); “Dio di Levante, ed. Mondadori (1994); “Adriatico”, editore Giunti (1998, Premio Scanno e San Felice Circeo, finalista al Premio Strega); “Diario mediterraneo”, editori Laterza (2000, Premio Cesare Pavese); “Viaggio a Salamanca” ed. Mondadori (2002); “Malvarosa”, ed.Rizzoli (2005); “Giustiziateli sul campo! Letteratura e banditismo da Robin Hood ai giorni nostri” ed. Rizzoli (2006), che fu presentato a Taranto il 14 aprile del 2007 dal Comitato della Società Dante Alighieri, dai Lions e dalla Fidapa; “Santa Maria delle Battaglie”, ed. Rizzoli (2009); “La Puglia e il Mediterraneo”, ed. Adda (2009); “Il custode delle cere”, ed. Rizzoli (2013); “Ritorno in Lucania. Luoghi e scritture del Novecento”, ed. Progedit (2017); “Gli dei sono fuggiti” ed. Progedit (2020).

L’ultimo libro, per ora, di Nigro, s’intitola “Il cuoco dell’imperatore” (ed. La nave di Teseo, 2021) ed è stato proposto da Francesca Pansa al Premio Strega 2022 con la seguente motivazione: “Il cuoco dell’imperatore” di Raffaele Nigro è un viaggio epico fantastico e accattivante che spazia nell’Italia del XIII secolo: quella di Federico II, grande sovrano illuminato con le sue utopie e la sua corte di giuristi e poeti, scienziati e filosofi. Un romanzo che mescola con sapienza storia e finzione: la finzione riesce a irrorare la storia secondo percorsi, figure, gesti che ne allargano l’orizzonte e la sua conoscenza. Un poderoso romanzo storico-antropologico che, raccontando il primo tentativo di creare un regno del sud tra Mediterraneo ed Europa, varia i suoi registri: cronaca d’epoca, ballata dal piglio picaresco, chanson d’amore, escursione nel paesaggio e nel folklore, con una lingua che fonde memoria dialettale e sedimenti arcaici. E sa essere “liquida” (come la definisce lo stesso Nigro), cioè veloce, scorrevole e “naturale”, quasi come quella di un cantastorie. Lo sguardo del protagonista, cuoco ufficiale del giovane re di Si cilia, con la sua cultura popolare tramandata di generazione in generazione, è per il lettore come un drone in continua perlustrazione su un mondo così lontano e così vicino attraverso il cibo, le leggende, la mitologia, la quotidianità, le pratiche comunitarie.

Ad ogni pagina appaiono nomi nuovi e luoghi diversi. I destini si incrociano, le esistenze si toccano, e si ramificano nel mare infinito della storia o delle storie dove Raffaele Nigro è navigatore sagace e visionario, fin dal tempo del suo folgorante esordio dei Fuochi del Basento”. Tra l’altro, nel 2012, Nigro ha scritto con Cosimo Damiano Damato e Lucio Dalla il musical “Il bene mio”, andato in scena al Petruzzelli di Bari, poi reinterpretato da Moni Ovadia, ed è stato lo sceneggiatore del film “Il viaggio della sposa” di Sergio Rubini e de “La luna nel deserto” di Cosimo Damiano Damato, liberamente ispirato al suo romanzo “Desdemona e Coca Cola”(ed.Giunti, 2000). Nel 2012 ha pubblicato anche il saggio “Ascoltate signore e signori. Ballate banditesche del Settecento meridionale”, ed. Capone di Lecce. Per la sua attività di giornalista e di scrittore sono state attribuite a Raffaele Nigro numerose cittadinanze onorarie e lauree honoris causa dall’Università di Malta e di Foggia.

Come se non bastasse, Nigro è molto attivo in politica: dal 2016 è stato nominato vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Melfi e dal 2019 è Ambasciatore alla cultura dello stesso comune di Melfi di cui è cittadino onorario. È importante ricordare, inoltre, che Raffaele Nigro ha il merito di aver costituito il Comitato scientifico per il Millenario della fortificazione di Melfi, presieduto dallo storico medievista e Accademico dei Lincei, Mons. Cosimo Damiano Fonseca, insieme ai medievisti Francesco Panarelli e Pietro Dalena, prorettore dell’Università della Calabria. Come si vede, Raffaele Nigro è scrittore di una ricca produzione che apre prospettive a campo lungo sulla meridionalità e sulla mediterraneità con uno stile che sincretizza sperimentalismo e antropologia, le due categorie culturali che sono i contrafforti della sua narrativa segnata dal realismo con risvolti magici. Personalità versatile di letterato, Nigro unisce al rigore della ricerca storica, della documentazione e dell’informazione, l’estro della poesia e la passione della meridionalità. Poiché alla storia della letteratura, lo ripeto ancora una volta, va affiancata la geografia della letteratura, Raffaele Nigro può essere inserito a pieno titolo nel capitolo degli scrittori meridionali e meridionalisti perché parla del Sud e dei suoi protagonisti, della storia e dell’immaginario del Sud, che è la parte offesa d’Italia. E non solo. Nigro è un punto cardinale di una nuova area letteraria ad ampio respiro geografico: l’area della mediterraneità cui appartengono scrittori slavi, greci, albanesi, nordafricani, provenzali e catalani. Dalla questione meridionale, dunque, alla questione mediterranea, ma vista da sponde italiane meridionali.

Nella narrativa di Nigro il Sud Italia è centrale in una visione mediterranea della politica, della cultura, della storia dei popoli e dei suoi fulgidi protagonisti come Federico II. Che cosa ci rimane impresso nella memoria dopo aver letto i libri di Nigro, che cosa evoca tutta la sua florida produzione? Il mare, la luce del sole, la riflessione sui punti cruciali della storia, il mito, il dialogo fra culture: i valori della mediterraneità. Il Mediterraneo, il continente liquido, è luogo geografico e metafora di incontri e scontri, compenetrazioni tra civiltà religiose e culture diverse. Che cos’è il Mediterraneo nella poetica di Nigro? Un sentimento e quindi una patria. Lo scrittore lucano-pugliese affronta il problema non teoricamente, da sociologo, ma da umanista attraverso la conoscenza dell’umanità i cui destini si giocano tra speranze, angosce e attese. La Puglia, in questa visione della mediterraneità, acquista un valore di soglia, diventa una chiave di volta, un codice di accesso per unire l’anima occidentale e orientale. La Puglia è il confine e il centro d’incontro e dialogo fra culture.

Nella mediterraneità la Puglia acquista visibilità storica e culturale e prestigio morale prima ancora che politico. In quest’ottica, Federico II, protagonista dell’ultimo romanzo di Nigro, “Il cuoco dell’imperatore”, è un anticipatore, un profeta di ampi scenari storici. Di tutto questo e di tanto altro si parlerà durante l’incontro on line con Raffaele Nigro, i presidenti dei Comitati della Dante Alighieri (Giuseppe Lagrasta, Nicola Fiorentino Tucci, Teresa Nacci, Fabio Dastore, Donatella Di Adila, Marcello Aprile, chi scrive e Grazia Distaso) e con gli amici della Dante. Chi è interessato, può richiedere il link per partecipare all’incontro.

Josè Minervini
Presidente della Società “Dante Alighieri” Comitato di Taranto

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