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Bentornato San Cataldo! Dopo due anni di assenza per la pandemia, tornano le processioni

La processione di San Cataldo

I tarantini aspettavano con ansia il ritorno in processione del Santo Patrono Cataldo dopo due anni di assenza a causa della pandemia. Sarà questo l’argomento centrale di questa rubrica, ideata e curata da Antonio Fornaro, unitamente al ruolo della mamma tarantina di ieri e di oggi e al culto dei grottagliesi per San Francesco de Geronimo. Questi i santi della settimana: la Madonna del Rosario, San Vittore, patrono di Varese e di Verbania, Bonifacio IV, Isaia profeta, Cataldo, Francesco de Geronimo, la Madonna di Fatima, San Mattia apostolo, patrono degli ingegneri, San Pancrazio (in provincia di Lecce un paese si chiama San Pancrazio Salentino), San Gregorio Nazianzeno e San Giustino da Chieti.

Questa settimana la Madonna viene festeggiata sotto i titoli di Madonna di Pompei e di Fatima. Questi i detti della settimana: “La Malva da ogni male salva”, “A casa nuova scopa nuova”, “E’ legge di famiglia vendere a pariglia”, “L’amore rende uguale regnante e manovale”, “Ricchezza e fortuna cambiano come la luna”, “Il pagello (conosciuto a Taranto con il nome di ‘lutrine’) è pesce di cucina”, “A Taranto per dire poco per volta si usa l’espressione “ ‘a pizzeche e muddichele’”. Queste le effemeridi di Giuseppe Cravero che ci ricorda che il 9 maggio 1740 nacque a Taranto il musicista Giovanni Paisiello. Il 10 maggio 1891 la prima statua di San Cataldo intera viene portata a Napoli per restauri ma non ritornerà più perché fu fusa e rifatta dal Catello. Queste le effemeridi di Fornaro: il 9 maggio 1797 gli sposi Re Ferdinando e la Regina Maria Carolina furono ospiti dell’Arcivescovo di Taranto mons. Capecelatro. L’11 maggio 1918 Verona consacra la memoria del tarantino Angelo Berardi. Il 13 maggio 1569 il cardinale Girolamo de Corriglio diventa arcivescovo di Taranto.

Il 14 maggio 1657 nel Duomo di Taranto viene trovata l’iscrizione in onore di Columella che sembra sia morto a Taranto. L’8 maggio 1921 in uno scontro con i Carabinieri, sul Ponte Porta Napoli, fu ucciso il liceale tarantino Domenico Mastronuzzi. Il 9 maggio 1944 l’archeologo Ciro Dragone fu eletto sindaco di Taranto. Il 10 maggio 1071 fu ritrovato il sarcofago con il corpo di San Cataldo.L’11 maggio 1860 Nicola Mignogna, tarantino, sbarca con i Mille a Marsala. Il 13 maggio 1540 il Papa Paolo III istituisce la Confraternita del Ss. Sacramento e il 14 maggio 1914 in via Crispi viene trovato un ipogeo del VI secolo a.C. Fornaro ricorda che nel passato San Cataldo veniva festeggiato 4 volte all’anno: il 10 maggio in ricordo del ritrovamento del suo corpo e della prima traslazione dello stesso avvenuta il 10 maggio 1151. Una seconda processione si svolgeva il 17 maggio per l’Ottava. San Cataldo si festeggiava anche la I domenica di settembre senza processione, giorno del suo Patrocinio, e l’8 marzo, giorno della sua morte. Nel 1465 San Cataldo allontanò da Taranto la peste e il suo mezzobusto fu trasformato in statua intera. Il sindaco Troilo per l’occasione vietò l’ingresso dei forestieri a Taranto per evitare che si ammalassero di peste e nacque così la leggenda che San Cataldo si era nascosto in un pozzo di un palazzo e la sua statua fu scoperta da una giovane donna.

Per circa 25 anni nel secolo scorso non si effettuò la processione a terra del Santo, questa fu ripresa soltanto nel 1989. L’8 maggio 1965 non si svolse la processione di San Cataldo a mare perché il suo posto fu preso dalla Eucarestia della quale si svolgeva il congresso. Per l’occasione la Chiesa di San Cataldo diventò Basilica. La prima processione per il Santo risale al 1679 quando si portavano in processione le sue reliquie. Nel 1636 la notte di Natale crollò il tetto della Cattedrale e la statua del Santo e il tesoro dello stesso furono ospitati dal sindaco Montefuscoli che abitava a pochi metri dal Duomo nell’attuale Palazzo Troilo. Nel 1642 la processione all’esterno si svolgeva con la reliquia del cervello del Santo che fu trovato nella testa della statua nel 1737. Per quanto riguarda San Francesco de Geronimo, Fornaro ricorda che nacque a Grottaglie il 17 dicembre 1642 e che fu primo di undici figli di cui tre sacerdoti. Studiò prima nel Seminario di Taranto e poi diventò gesuita e il suo apostolato si svolse a Napoli nella Chiesa del Gesù nuovo. Fu canonizzato il 26 maggio 1839, portò a Grottaglie il culto per San Ciro.

Nella Città delle Ceramiche viene venerato nella Chiesa Madre e nel Santuario a lui intitolato nella Grottaglie vecchia dove viene esposto il suo corpo in una urna vitrea accanto a quella che fu la sua casa natale. L’ultimo approfondimento riguarda la festa della mamma che dal 1959 si festeggia l’8 maggio e altre volte la seconda domenica di maggio. La mamma di ieri lavorava dall’alba a notte fonda, non aveva redditi e svolgeva duri lavori pur di portare il pane a casa. Si dedicava alla famiglia e faceva duri sacrifici. La mamma di oggi quasi sempre ha un reddito, è più autonoma, si gode di più la vita, viaggia anche all’estero, fa crociere, pratica vari sport, frequenta le discoteche, i cinema e i teatri e ha un rapporto di grande apertura con i figli e spesso veste alla loro stessa maniera. Per tutto quello che fanno è doveroso l’augurio a tutte le mamme tarantine.