Emozioni a colori nei dipinti di Rosa Cacace

La mostra d’arte di Rosa Cacace che si è tenuta a Taranto lo scorso 25 aprile ha dato ai visitatori l’opportunità di entrare all’interno di opere straordinarie, di immedesimarsi nelle protagoniste dei dipinti, avvertendo la loro sofferenza causata dall’impossibilità di essere se stesse. Dopo un’accurata analisi di questi meravigliosi dipinti, è stato immediato il ricordo del grande Pirandello che nei suoi capolavori illustra, in modo approfondito, il concetto di “personalità”. Alla base delle sue opere c’è sempre stata una concezione vitalistica secondo la quale la realtà e l’uomo sono soggetti a un’incessante trasformazione da uno stato all’altro. Dunque l’identità è qualcosa di contraddittorio, multiforme e in continua evoluzione. Purtroppo, però, questo libero fluire viene soffocato dalle cosiddette “maschere”.

Ogni giorno ci vengono attribuite maschere diverse che provocano sensazioni di forte disagio e malessere. C’è sempre qualcuno che è costretto a ricoprire un ruolo che non gli appartiene, viene così negata la possibilità di essere se stessi e dare sfogo alla propria personalità. Così Rosa Cacace rappresenta strazianti situazioni di questo tipo, in cui ad essere protagonisti sono personaggi mortificati. Basti pensare a opere come “We are not crazy” oppure, ancora, il dipinto che rappresenta la giovane poetessa Veronica Franco. Ciò che accomuna queste donne è il fatto che non hanno potuto vivere la propria esistenza secondo la propria volontà, la loro sorte è sempre stata decisa da terze persone. Nella prima opera “We are not crazy” protagoniste sono delle giovani donne rinchiuse in ospedale psichiatrico. Ci troviamo nell’ospedale della Salpêtrière, nel 1885, diretto da uno dei maestri di Freud, il dottor Charcot. Nonostante le donne non siano soggette alle torture che avvenivano nel Seicento, vengono comunque sorvegliate tutto il giorno, subendo esperimenti fuori dal comune. L’aspetto più tragico è rappresentato dal fatto che le pazienti non erano realmente malate, ma semplicemente donne forti, dai caratteri scomodi che sono state abbandonate. Nonostante fossero sane, erano costrette ad indossare questa maschera umiliante per poi ballare ogni anno il cosiddetto “ballo delle pazze” davanti la crème di Parigi.

Così le donne erano esibite come esseri folli e ridicolizzate davanti all’intera società. Nel secondo dipinto preso in considerazione protagonista è Veronica Franco, affascinante poetessa veneziana. Veronica era una giovane donna amante della cultura, della musica, della poesia, lei voleva inseguire i suoi sogni. Grazie alla sua forza di volontà la giovane intellettuale riuscirà ad entrare nei salotti più importanti di Venezia. Veronica Franco era considerata una scrittrice, musicista, curatrice di raccolte poetiche, saggista completa, un’artista a 360 gradi. Purtroppo, però, l’educazione di Veronica ha uno scopo ben preciso: sua madre vuole avviarla alla professione di Cortigiana Honesta, che lei stessa ha esercitato in gioventù. Pare che lei non abbia preso bene la scelta della madre, alla quale forse si adegua perché non può fare diversamente. Comunque stessero le cose, quella carriera le consente di entrare a far parte di un mondo ricco di stimoli culturali, dove ha modo di conoscere personaggi importanti, fondamentali per la sua costante volontà di apprendere. Insomma Veronica diventa famosa a Venezia non solo per la sua bellezza, ma anche per le sue doti artistiche: sa suonare, danzare e cantare, e poi ci sono i suoi magnifici versi, che non entreranno nei secoli a venire nelle antologie di poesie per il pregiudizio nei confronti della sua professione: lei è sì “scrittora” (come la definisce Dacia Maraini), ma rimane comunque una meretrice. Questo è l’ennesimo caso di oppressione, una donna costretta a ricoprire un ruolo sociale frustrante.

Andrea Lacoppola

Angelina Jolie nel nostro “week end”

Angelina Jolie in Valle d’Itria, proprio a Martina Franca: è lei, l’attrice e regista statunitense, la protagonista di copertina dell’inserto “Week end”, oggi all’interno del nostro giornale. Dodici pagine dedicate agli eventi dell’estate pugliese, una guida per conoscere date e luoghi di spettacoli, concerti, mostre, incontri culturali o di semplice svago per trascorrere in allegria […]

“Essencials”, il nuovo album del tarantino Daniele Ippolito, irlandese di adozione

“Essencials” è un album di musica elettronica fuori dal tempo creato da Daniele Ippolito, un artista decisamente originale. Pugliese d’origine e cittadino del mondo (originario di Taranto vive a Dublino, in Irlanda) ha 28 anni e propone un viaggio musicale in 6 intensi brani molto diversi tra loro. Il disco è disponibile su K-Noiz, su […]

Dalla letteratura alla poesia, alla musica e all’economia: nuova veste per “L’Arengo”

Fresco di stampa è nelle nostre mani l’ultimo in ordine di tempo (ma non ultimo per importanza numero de I Quaderni de L’Arengo nella sua solita, sobria ed elegante veste tipografica curata, come sempre da par suo, dalla Casa Editrice Scorpione di Piero Massafra. Il titolo: I contemporanei. La prestigiosa rivista, come è noto, è […]

MAP: ospiti internazionali alla II edizione del Festival. Arriva anche John Rutter

«È sempre più evidente che il welfare culturale abbracci una quantità di competenze sempre più ampie. È vero per l’intera Puglia, ma soprattutto per Taranto che mette al centro dei suoi interessi una ricca programmazione culturale, facendo di questo un modello di sviluppo alternativo: confermata la strategia sul mare come grande attrattore, la città punta […]