x

x

Verso la Biennale del Mediterraneo

Sabato scorso l’incontro aperto al pubblico con Bruno Corà, Giulio De Mitri, Gianluca Peluffo e Roberto Silvestri

Sabato 21 maggio, presso il Mercure Delfino a Taranto, si è tenuto l’incontro aperto al pubblico “Aspettando la Biennale del Mediterraneo di Taranto”. Una tavola rotonda con i proff. Bruno Corà, Giulio De Mitri, Gianluca Peluffo e Roberto Silvestri, esperti di chiara fama negli specifici ambiti: Arte Contemporanea, Architettura e Cinema, organizzato dalla società di architettura, ingegneria, design e comunicazione MAS – Modern Apulian Style e dall’associazione di promozione sociale Ella in collaborazione con la società cooperativa Museion. Da questo incontro è emerso che, grazie al lavoro sinergico avviato nel 2020 dal Comune di Taranto con il Ministero della Cultura e la Regione Puglia, nel 2023 partirà a Taranto, la prima edizione della Biennale del Mediterraneo. Molti gli interventi di esperti che hanno rilevato l’importanza di un tale evento a partire dall’Architetto e Professore dell’Università degli Studi di Enna Kore, Gianluca Peluffo, che ha definito la Biennale del Mediterraneo “un’occasione straordinaria che va pensata come il modo attraverso il quale Taranto, come città che ha tutta una serie di aspetti di trasformazione in atto, possa interpretare la trasformazione del Mediterraneo”. La Biennale del Mediterraneo ha il fine di creare un ponte tra le culture che abitano le sponde del Mediterraneo e Taranto diverrà il punto di ricongiunzione culturale tra Nord e Sud, tra Occidente ed Oriente del Mediterraneo, cercando di riscoprire un’origine culturale comune, sulla quale edificare una nuova stagione di convivenza e di pace.

“Nella scelta dei paesi da invitare alla Biennale del Mediterraneo”, afferma il critico e storico dell’arte Prof. Bruno Corà “è importante trovare sempre punti di contatto e non quelli di divisione. Condividendo con gli stessi interessi e obiettivi”. La Biennale del Mediterraneo di Taranto intende ricercare e promuovere nuovi linguaggi in architettura, arte contemporanea e cinema. “L’arte contemporanea, unitamente alle altre due discipline (Architettura e Cinema), ci aiuterà a costruire una nuova e più ricca identità, fondata sullo scambio pacifico e operoso, sul rispetto e la valorizzazione delle differenze”, afferma l’artista Giulio De Mitri mentre Roberto Silvestri, Giornalista e Critico cinematografico, focalizzando il suo intervento sulla settima arte, ha evidenziato l’estrema rilevanza sociale del cinema “perché esso stimola la diffusione e la circolazione d’idee e contribuisce ad attivare l’interculturalità alla base della cooperazione fra i popoli delle tante sponde del Mediterraneo”. La biennale del Mediterraneo è inoltre un’occasione di crescita per Taranto come afferma Giuseppe Fanelli, Amministratore Unico di MAS – Modern Apulian Style: “Quello che stiamo andando a creare è una vera e propria industria che avrà ripercussioni economiche e genererà posti di lavoro. Con la Biennale del Mediterraneo di Taranto vogliamo creare un nuovo futuro per i nostri giovani che andranno ad occupare quei posti, dobbiamo lavorare sinergicamente oggi per tenerli a Taranto”.

A conclusione Rinaldo Melucci, già Sindaco di Taranto che ha varato la Biennale del Mediterraneo, ha messo in luce l’importante lavoro che c’è stato dietro le quinte per arrivare, insieme al Ministero della Cultura e la Regione Puglia, alla firma dell’Accordo di Programma dell’evento. Dice Melucci «La rilevanza della Biennale è soprattutto nella funzione che un evento come questo può avere per aprire un nuovo dialogo tra i popoli che abitano il Mediterraneo e le fondamentali ripercussioni sulla qualità della vita dei cittadini di Taranto. Sono diverse le iniziative degli ultimi anni che hanno portato a questo risultato: la partecipazione alla finale di Capitale Italiana della Cultura e alla Biennale di Venezia, il sostegno alla MAS WEEK, l’organizzazione di mostre dedicate alla rigenerazione urbana e alla Concattedrale, sono tutte tappe di un cammino di rigenerazione culturale che oggi culmina nella Biennale del Mediterraneo. Questo appuntamento riporterà la città in un bacino di influenze e tendenze del quale è naturalmente baricentro, facendo il paio con il ruolo che svolgerà nel 2026 con i Giochi del Mediterraneo».