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Da San Francesco di Paola ai Santi Pietro e Paolo

Grande il culto a Taranto per i due Apostoli: le nostre Isole Cheradi portano il loro nome
Santi Pietro e Paolo

Antonio Fornaro, ideatore e curatore della rubrica “Calannarie”, per l’arco temporale che va dal 25 giugno al 1° luglio 2022 approfondirà la ripresa processione di San Francesco di Paola dopo la pausa dovuta alla pandemia e il culto e la devozione dei tarantini per i Santi Pietro e Paolo. Questa settimana la Chiesa cattolica festeggia il Cuore Immacolato di Maria e i Santi Guglielmo, Massimo di Torino, Prospero (Patrono di Reggio Emilia), Vigilio (patrono di Trento), Cirillo di Alessandria, Ireneo, Pietro e Paolo, i Protomartiri romani, Aronne, Ferdinando Terzo e Basilide.

Questa settimana la Chiesa Cattolica festeggia la Madonna sotto i titoli di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, di Parigi e del Preziosissimo Sangue. Questi i detti della settimana: “L’acqua fa male e il vino fa cantare”, “Carne cruda e pesce cotto”, “Il riso scende camicia camicia”, “Dice il sedano: che bel vino conosco”, “L’appetito aggiusta la minestra”, “Per Sant’Ernesto và in campagna e riempi il cesto”, “A luglio e ad agosto né donne e né mostro”. Questa settimana Peppino Cravero ci ricorda che il 28 giugno 1896 fu inaugurato il Palazzo degli Uffici dove sorgeva il vecchio orfanotrofio ad un piano. Il Palazzo fu progettato dall’ingegnere Saverio Greco e costò 1 milione e 300 mila lire. Queste le effemeridi di Fornaro: il 26 giugno 1919 nascono il giornalista Peppino Catapano e il musicista Cosimo Lanave; il 26 giugno 1903 il prof. Luigi Viola scopre a Statte materiale archeologico di età neolitica; il 30 giugno 1848 il tarantino Vincenzo Carbonelli combatte con i garibaldini e viene ferito; il 1° luglio 1861 il deputato tarantino Pisanelli chiede che a Taranto venga realizzato un nuovo Porto Mercantile; il 29 giugno 1882 il Parlamento Italiano approva la costruzione a Taranto del Canale Navigabile dell’Arsenale Militare Marittimo e del Ponte Girevole.

Questo il primo approfondimento di questa settimana relativo ai Santi Pietro e Paolo. San Pietro e San Paolo, ricorda Fornaro, sono i santi patroni di Roma. Pietro, che si chiamava Simone e faceva il pescatore, fu crocifisso a testa in giù durante la prima persecuzione di Nerone. Paolo, l’apostolo missionario per eccellenza, fu decapitato a Roma nell’anno 66. A entrambi furono intitolate due delle più belle basiliche romane. Grande, nel corso dei secoli, è stato il culto per i Santi Apostoli Pietro e Paolo a Taranto. La storia ci dice che San Pietro venne a Taranto e che lasciò l’impronta del suo capo su una pietra che oggi si conserva nella Basilica di San Marco a Venezia. Le Isole Cheradi portano il nome dei Santi Pietro e Paolo e un quartiere della Città Antica è intitolato a San Paolo. A San Pietro fu dedicata una chiesa che si trovava vicino al Castello e nella quale San Pietro celebrò la Messa. Una di queste colonne che reggevano la mensola dell’altare si trova oggi nella chiesa del Carmine nel Borgo Umbertino dove fu portata da Mons. Caracciolo. Si tratta di una colonna miracolosa tanto che fino agli Anni Trenta del secolo scorso molte persone della provincia venivano a Taranto per toccare la colonna e riceverne grazie.

Sempre nella stessa Chiesa è presente un piccolo quadro in tela raffigurante San Pietro che la tradizione vuole che fosse stato eseguito da lui stesso. Sulla facciata della Cattedrale di Taranto si trova una statua in pietra del 1713 raffigurante San Pietro. Nell’avancorpo della stessa Cattedrale si trova un dipinto di San Pietro, realizzato da Domenico Torti, del XIX secolo. Anticamente i tarantini erano molto attenti nelle azioni che svolgevano il 29 giugno che consideravano giornata dalle influenze negative sull’uomo e, per questo motivo, si diceva che era ‘fortastella’. In contrada San Paolo, prima di Martina Franca, si festeggiano i Santi Pietro e Paolo. A Galatina una piccola chiesa intitolata a San Paolo è meta di pellegrinaggio da parte dei cosiddetti ‘tarantolati’.

Infine, le donne in cerca di marito, a Taranto il 29 giugno con le spalle al balcone lanciavano pietre pensando che il malcapitato potesse diventare il loro futuro marito. Il secondo approfondimento riguarda la ripresa processione in onore di San Francesco da Paola che cade dopo quella del Corpus Domini e che ha i suoi punti di grande attrazione con lo spettacolo dei fuochi d’artificio dal Castello Aragonese e con la deposizione in mare di una corona di fiori in ricordo dei caduti del mare. È antica e sentita la devozione dei tarantini a San Francesco da Paola. Dal 1980 a Taranto si custodisce il bastone del santo. I pescatori tarantini hanno da sempre invocato il santo come il primo marinaio. L’attuale Ponte Girevole è intitolato al santo di Paola. Dal 1593 il santo è riconosciuto patrono meno principale di Ta¬ranto e il suo volto è affrescato nella cupola del Cappellone di San Cataldo. Tra i tanti miracoli riconoscia¬mo l’attraversamento del Cana¬le dello Stretto di Messina sul suo mantello. Nelle regole volu¬te dal Santo si fa assoluta proi¬bizione di cibarsi della carne e dei suoi derivati, delle uova e dei latticini. Praticamente i Pa¬olotti mangiano preferibilmente il pesce. Francesco da Paola morì all’e¬tà di 91 anni, diventò santo nel 1519 e nel 1943 fu proclamato patrono delle genti di mare. A Taranto i Paolotti giunsero nel 1530 e il primo convento pugliese fu fondato dai Frati Minimi nel 1524.