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Il culto per Santa Maria Goretti a Crispiano

A lei è intitolata una parrocchia aperta al culto nel 1993
Santa Maria Goretti

Antonio Fornaro, ideatore e curatore della rubrica “Calannarie”, apre la puntata che va dal 2 all’8 luglio facendo presente che a due mesi dalla ripresa delle processioni, le stesse hanno riportato nelle strade di Taranto molti tarantini per i quali la processione tradizionale continua ad essere motivo per l’incontro tra amici dopo il lungo periodo di cancellazione delle processioni a causa della pandemia. In particolare questa settimana farà l’approfondimento su alcuni santi e, in particolare, su Santa Maria Goretti il cui culto è molto sentito e praticato a Crispiano, in provincia di Taranto.

Questi i santi della settimana: San Bernardino Realino, San Tommaso apostolo, Santa Elisabetta di Castiglia, Sant’Antonio Maria Zaccaria, Santa Maria Goretti, San Panteno di Alessandria, Sant’Isaia, Santa Filomena e Santa Isabella del Portogallo. Questi gli approfondimenti su alcuni santi: San Tommaso apostolo è patrono degli architetti, dei geometri e di chi lavora nell’edilizia. E’ celebre perché in un primo momento non credette alla Resurrezione di Cristo, ma Gesù gli apparve e fece toccare a Tommaso le ferite che gli erano state inferte nel costato. Morì in India dove subì il martirio. San Bernardino Realino nacque a Modena nel 1530, ma trascorse metà della sua vita a Lecce dove aveva creato un collegio. Fu molto venerato a Lecce, morì a 86 anni e diventò patrono del capoluogo salentino mentre era ancora in vita. Santa Elisabetta di Portogallo era la figlia del re di Spagna, Pietro III. A 12 anni sposò Dionigi, il re del Portogallo. Alla morte del marito donò i suoi beni ai poveri e ai monaci e si fece terziaria francescana. Sant’Antonio Maria Zaccaria visse nel 1500, diventò prete a 26 anni e a 28 fondò la comunità dei Barnabiti. Fu denunciato come eretico ma fu assolto.

Morì a poco più di 36 anni. San Pateno di Alessandria visse nel II secolo e si convertì al Cristianesimo. Si dice che evangelizzò l’Oriente ma tornò ad Alessandria dove morì. Questa settimana la Chiesa cattolica festeggia la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Gioia, Madonna delle Grazie (2 luglio), del Monte, dei Carcerati e della Misericordia. Questi i detti proverbiali tarantini: “Quando arriva l’età matura ci vuole senno e anche misura”, “Nessun fiume può dimenticare che deve terminare nel mare”, “Di Santa Filomena o si miete o si pena”, “Il medico impara l’arte e il malato se ne parte”, “Chi spera teme, chi ama freme”, “L’amico di buon tempo cambia come il vento”, “Perdonare a tutti è la regola dei Santi”. Queste le effemeridi di Cravero e di Fornaro relative al periodo del quale ci stiamo interessando. Cravero ci ricorda che l’8 luglio 1919, a causa del carovita che si venne a determinare dopo la I Guerra Mondiale a Taranto, ci furono rivolte popolari che causarono tre morti, trenta feriti e più di cento arresti. Fornaro ricorda che il 5 luglio 1574 Mons. Lelio Brancaccio diventò arcivescovo di Taranto. L’8 luglio 1878 sotto l’attuale Palazzo degli Uffici fu trovato il sepolcreto ebraico.

Il 7 luglio 1383 muore il principe Jacopo del Balzo e il suo corpo viene sepolto nella Cattedrale di Taranto. Cravero ricorda che il 6 luglio 1942 fu inaugurata in Piazza Ebalia la grande sede della Banca d’Italia su progetto dell’architetto Cesare Bazzani. La sede precedente si trovava dietro la Ringhiera nell’ex Palazzo Acclavio. Fornaro termina l’attuale puntata con l’approfondimento riguardante Santa Maria Goretti, una santa del secolo scorso la cui attualità è molto presente anche ai tempi nostri tanto che si dice che i giovani dovrebbero restare sulla scia di questa Santa. Una parrocchia è intitolata alla Santa a Crispiano e fu istituita il 30 marzo 1986 da Mons. Motolese. La nuova chie¬sa fu aperta al culto nel 1993. Santa Maria Goretti è la Compatrona di Latina e di Nettuno, ma soprattutto è modello delle fanciulle cristiane. Santa Maria Goretti fu uccisa a 12 anni nel 1902 perché si era opposta alla violenza carnale di un ragazzo suo amico che viveva nella sua stessa casa colonica a pochi chilometri da Nettuno, in provincia di Latina. La santa è conosciuta con l’appellativo di Marietta. All’età di 9 anni la famiglia, composta dai genitori e dai sei figli, si trasferì a pochi chilometri da Nettuno e nel 1902 un suo coetaneo tentò di stuprarla e la colpì più volte con un punteruolo. La ragazza morì il giorno dopo, il 6 luglio, perdo¬nando il suo uccisore. Diventò Santa nel 1950 e alla cerimonia di canonizzazione fu presente la sua mamma. Il suo culto è diffuso in tutto il mondo. A lei si rivolgono le ragazze in cerca di marito e coloro che devono sostenere gli esami. Il suo assassino scontò 27 anni di carcere e finì la sua vita nel Convento dei Cappuccini di Ascoli Piceno.