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“Paisiello Festival”: vent’anni di musica

Presentata l’edizione di quest’anno: si comincia venerdì 30 settembre con la “Notte Paisielliana”
La presentazione della ventesima edizione del “Giovanni Paisiello Festival”

Iniziato nel 2003 compie quest’anno vent’anni il Giovanni Paisiello Festival, manifestazione che ha portato alla riscoperta di molte produzioni inedite del nostro autore su circa un centinaio composte dal musicista tarantino. Il nutrito programma della manifestazione è stato presentato ieri mattina presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Giovanni Paisiello da Lorenzo Mattei, direttore artistico del Festival, da Paolo Ruta, presidente degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, ente organizzatore, da Gabriele Maggi, direttore dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Giovanni Paisiello che quest’anno è attivamente coinvolto nel Festival e da Fabiano Marti, assessore alla Cultura del Comune di Taranto che sostiene la manifestazione.

Il programma
L’edizione di quest’anno dell’atteso Paisiello Festival, la ventesima, inizierà venerdì, 30 settembre, con la “Notte Paisielliana”, una serie di concerti diffusi nei luoghi più significativi della città vecchia ove Paisiello è nato e si è formato nei suoi primissimi anni. Un evento che coivolgerà l’Istituto Paisiello spaziando dalla musica settecentesca fino ad un duo di chitarre elettriche, nuovi linguaggi quindi e contaminazioni che sono stati volutamente scelti per avvicinare un pubblico di giovani. I luoghi prescelti sono Duomo di San Cataldo, Salone degli Specchi a Palazzo di Città, il chiostro del Conservatorio Paisiello e quello dell’ex Caserma Rossarol e il Caffè Letterario.

Napoli e Paisiello
La ventesima edizione del Giovanni Paisiello Festival ha come filo conduttore Napoli, che è la città dove si formarono tutti i grandi operisti tra cui appunto Paisiello. Una Napoli che è omaggiata con l’opera che chiuderà il festival il 20 ottobre, “La Claudia Vendicata”, presso il Teatro Comunale Fusco, opera in gran parte in dialetto napoletano che celebra un’idea che è quella della maschera di pulcinella, maschera che nell’immaginario collettivo rappresenta Napoli. Nella rappresentazione però si è voluto decontestualizzare da quella tipizzazione caratteristica carnevalesca essendo un’opera di grande complessità: a Napoli, infatti, si creó il teatro moderno con una tradizione di gag che arriva sino a Totò e anche oltre.

«In particolare si è scelta la rappresentazione con strumenti antichi proprio per ricreare il sound di quell’epoca – ci spiega il direttore artistico Lorenzo Mattei – ma soprattutto si è scelta un’opera giovanile, in napoletano con una vivacità di recitativi, di scambi dialogici in dialetto dove il sound era tutto, esattamente come avveniva nelle piccole orchestre del Teatro dei Fiorentini, ma che riuscivano a dare quella spinta gestuale al canto, un’opera complessa nel gesto attoriale. Il pulcinella che verrà rappresentato non sarà espressione dell’arte di arrangiarsi, ma pura esplosione di teatro e bellezza musicale. Non a casi il manifesto rappresenta un Vesuvio realizzato graficamente da Gabriele Benefico, noto fumettista tarantino». La novità di quest’anno sta, poi, nell’aver commissionato delle nuove musiche a giovani studenti della scuola di composizione del Paisiello, elaborate sulla base di alcune suggestioni delle musiche Paisielliane: questi allievi si metteranno alla prova in un concerto presso lo stesso Conservatorio il 4 ottobre.

Il teatro muoverà, invece, lo spettacolo di Chicco Passaro sul palcoscenico del Teatro in via Giovinazzi il 7 ottobre, “Le donne di Paisiello”, con musiche di Giovanni Paisiello. Si tratta di un divertente spettacolo che presenta un Paisiello donnaiolo con tutte le cantanti che hanno attraversato la sua vita, frutto dell’immaginazione dell’autore, ma condotta sulla base di documenti storici a metà strada tra l’aneddoto storiografico e l’invenzione attoriale con delle arie inedite di Paisiello su trascrizione di Fabio Anti, con Giorgia Trasselli ad interpretare la moglie di Paisiello.

L’11 ottobre il programma dell’evento prosegue con un convegno internazionale sulla Scuola Musicale Napoletana, concetto che è stato revisionato dagli storici e del quale si farà un nuovo punto della situazione. Quattro i relatori provenienti dalle università di Madrid, Texas, Berna e dall’Università della Basilicata per risostanziare il concetto di Scuola Napoletana che non va semplicemente mitizzato in termini campanilistici, ma occorre capirne il ruolo chiave (con la musica di Paisiello) nell’Europa dei Lumi, della Rivoluzione Francese e poi di Napoleone. Poichè Napoli vuol dire anche tradizione rinascimentale questa sarà rappresentata da un gruppo giovanissimo di artisti vocali con il concerto vocale di domenica 16 ottobre, del gruppo Anima Antiqua “Le villanelle Napoletane”, un genere vocale prestigiosissimo anche nelle corti di Mantova, Ferrara. Milano, in cui la tradizione colta e popolare si unisce. Il concerto si terrà presso l’ex Caserma Rossarol, in Città Vecchia.

Il 14 ottobre vi sarà la presentazione del libro di Tino Sorino su Nino Rota, personaggio pugliese di adozione che ebbe come primo incarico come docente al Paisiello di Taranto, tenendo molto alla riscoperta della grande Scuola Napoletana. Il 18 ottobre, sempre al Teatro Comunale Fusco, è in programma la guida all’ascolto dell’opera la “Claudia Vendicata”.Come da tradizione, anche quest’anno sarà assegnato l’ambito ”Premio Giovanni Paisiello Festival”: la cerimonia di consegna è prevista il 20 ottobre. Il Prmio viene assegnato ad una personalità o istituzione che abbia contribuito alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale del compositore tarantino.