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Taranto e Siracusa, potenze nel Mediterraneo, a confronto nel Convegno Magna Grecia

Incontri a partire da giovedì 29 settembre
La presentazione del LXI Convegno Magna Grecia in programma dal 29 settembre al 2 ottobre

Nel IV e III secolo a.C. due grandi città dell’Occidente Greco, Taranto in Italìa e Siracusa in Sikelìa erano fra le massime potenze del Mediterraneo: politiche, militari, economiche e culturali. Erano davvero, come dice il tema del LXI Convegno Magna Grecia, che s’apre in Taranto nella sede del Dipartimento jonico dell’Università di Bari (via Duomo 259, Città Vecchia) giovedì 29 settembre “due capitali del Mediterraneo a confronto”.

Si tratta, in un certo senso, come ha spiegato ieri nel corso della presentazione del Convegno, a Palazzo di Città, il presidente del comitato scientifico Mario Lombardo, di riprendere e mettere a fuoco le tematiche affrontate nel LX Convegno sui rapporti fra la Magna Grecia propriamente detta e la Sicilia greca, assumendo come termini di paragone, in diacronia, le due poleis più significative delle due aree: Taras e Syràkousai. L’Isamg, Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, l’istituzione internazionale di alta cultura con sede in Taranto che orga-nizza, fra l’altro, i Convegni Magna Grecia, ha chiamato a raccolta per questa edizione ben 34 autorevoli studiosi, italiani e stranieri – archeologi, storici, numismatici, epigrafisti e linguisti – “protagonisti delle ricerche nelle aree e sulle tematiche, in un confronto serrato sui principali aspetti della vicenda storica, delle strutture ed esperienze politiche, militari, socio-economiche e culturali delle due città, visti entro i più ampi scenari del Mediterraneo”.

La relazione introduttiva di Manuela Mari, incentrata su “Il mondo mediterraneo prima e dopo Alessandro”, inquadrerà il contesto storico generale entro cui agiscono le due città nel periodo in esame. Toccherà quindi a Barbara Davidde, soprintendente della Soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo (che ha anche compe-tenze su archeologia belle arti e paesaggio per la Provincia jonica), esporre le attività archeologiche che hanno caratterizzato il nostro terri-torio, incluse alcune internazionali che hanno rimesso Taranto al centro dell’iniziativa di ricerca archeologica. Il 30 si parlerà di “Prospettive museali su due capitali mediterranee”: relatrici Eva Degl’Innocenti, direttore del MArTA, il Museo nazionale archeologico di Taranto, e Carmela Ciurcina, che ha diretto negli anni scorsi il Museo Paolo Orsi di Siracusa. Seguiranno relazioni su “Le forme del potere. Strutture ed esperienze politiche e loro protagonisti”, per mettere a fuoco le forme di governo delle due città, facendo emergere la sostanziale diversità fra il “potere personale” che caratterizzò Siracusa e “il potere nella repubblica, fra democrazia guidata ed oclocrazia”, tipico della repubblica tarantina anche durante il più lungo governo, quello di Archita. La quale “oclocrazia” è, per dirla con Polibio, una forma degenerata della democrazia, nella quale le masse fanno prevalere le proprie istanze, anche attraverso manifestazioni di piazza, prevaricando le istituzioni.

Una ulteriore sezione è dedicata a “Strutture ed esperienze militari, insediativo-territoriali e socio-economiche”. Sabato 1 ottobre sessioni su “Taranto e Siracusa nel Mediterraneo: arte, artigianato, cultura e scienza” (inclusa una riflessione su “Filosofia e scienza da Archita ad Archimede”), e “Taranto, Siracusa ed il Mediterraneo occidentale”, con le due città e civiltà viste dagli “altri” coi quali si trovarono ad interagire e confrontarsi, da Cartagine ai popoli italici a Roma. Chiusura al Castello aragonese, messo a disposizione con grande sensibilità dalla Marina Militare, il 2 ottobre, con una discussione generale su bilanci e prospettive, introdotta da Mario Lombardo ed Angela Pontrandolfo e la relazione conclusiva di Filippo Coarelli. Presentando il Convegno il presidente Isamg, Aldo Siciliano, ha ringraziato istituzioni, enti ed associazioni che hanno anche quest’anno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa ed a sostenere il peculiare istituto degli assegni di studio, che dalla prima edizione, nel 1961, per una felice intuizione di Attilio Stazio, hanno consentito a migliaia di giovani studiosi di discipline antichistiche di venire a Taranto per partecipare di persona ai lavori (oggi pressoché tutti coloro che nel mondo si occupano di Magna Grecia, colonizzazione greca e Mediterraneo antico, negli Atenei o nelle Soprintendenze, sono stati a Taranto come borsisti, e spesso ci sono tornati da relatori). Siciliano ha poi auspicato un rapporto strutturale e strutturato fra Isamg ed istituzioni, anche oltre gli eccellenti rapporti personali instaurati. Come ha evidenziato il consigliere regionale Enzo Di Gregorio, superando impacci burocratici, la Regione è intervenuta perché crede nel ruolo della cultura per lo sviluppo di Taranto. Ruolo fondamentale, ha ribadito l’assessore comunale alla Cultura, Fabiano Marti: “per noi Convegno e Isamg hanno un ruolo strategico per la rinascita della città, e ben volentieri abbiamo sottoscritto una convenzione in proposito, meravigliandoci piuttosto che non fosse stata già messa in opera; e una convenzione analoga deve realizzare anche la Regione, per garantire tranquillità e sicurezza all’Isamg”.

Quanto alla sede l’amministrazione municipale ne garantirà comunque, a palazzo d’Aquino o in altro edificio di proprietà del Comune – ha assicurato Marti – una adeguata”. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento jonico di UniBA, ha garantito che il consolidato rapporto fra Università ed Isamg continuerà. Barbara Davidde ha ribadito che “il Convegno lo sentiamo come nostro, come occasione di confronto, scambio e proposta”. Domenico Cassalia, della Fondazione Taranto e la Magna Grecia, ha assicurato sostegno, anche in un’ottica di progresso economico. Il comandante Pocognoni ha portato, col saluto dell’ammiraglio Vitiello, la conferma dello stretto rapporto fra la Marina e Taranto, e quindi fra la Marina ed una iniziativa così importante come il Convegno.