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Il culto dei tarantini per i SS. Medici

La rubrica ideata e curata da Antonio Fornaro
In Città Vecchia la processione dei Santi Medici (foto d’archivio)

L’odierna puntata di “Calannarie”, rubrica ideata e curata da Antonio Fornaro, vede al centro della stessa il culto micaelico, e la festa in onore dei SS. Medici. Questi i santi della settimana: San Vincenzo de’ Paoli, che fu il fondatore dei Lazzaristi e delle Dame di Carità, le cui suore sono presenti anche a Taranto nell’Istituto Maria Immacolata, i Santi Michele, Gabriele e Raffaele, San Girolamo, uno dei quattro grandi Padri della Chiesa che tradusse i Vangeli in latino. Protegge Roma, Pesaro, la Dalmazia, i traduttori e gli interpreti. Santa Teresa di Gesù Bambino che, diventata orfana in giovane età, fu accolta nel Convento del Carmelo, raccolse le sue riflessioni sotto il titolo di ‘Storia di un’anima” e morì di tubercolosi.

A Taranto alla Santa è intitolata, dal 1944, una parrocchia in via Cesare Battisti. Questi i detti della settimana: “Cercare è dolore, dare è amore”, “Da dove vieni? Porto cipolla”, “Il bue chiama cornuto il somaro”, “Il pane del pescatore è senza mollica”, “Il marito avaro a nessuna donna è caro”, “Le dita della mano non sono tutte uguali”, “Contro la morte né pareti né porte”. Queste le effemeridi della settimana. Il 27 settembre 1933 muore a Montecarlo il grande musicista tarantino Mario Costa. Il 30 settembre 1917 viene a Taranto il poeta Gabriele D’Annunzio.

È sempre molto radicato nei tarantini il culto verso i Santi Medici che vengono venerati anche nella chiesetta in via Di Mezzo, nella Città Antica (dove tornarono due anni fa dopo un’assenza di 22 anni dovuta a restauri), nella parrocchia dei Santi Medici alla Salinella e a Talsano, in località Lecutrane. Il culto dei due Santi è molto radicato non soltanto a Taranto ma anche nei paesi di Massafra, Castellaneta, Ginosa e Laterza per il settore occidentale, San Marzano, Montemesola e Fragagnano per il settore orientale. Nel passato venivano portate in processione le pesanti statue in legno del 1600. Dal 1900, invece, vengono portate le attuali statue. Dobbiamo ricordare che i Santi Medici vengono invocati perchè possono intervenire sulle malattie in generale e, in special modo, su quelle dei reni e della gola. I due Santi, come è noto, sono patroni dei medici, dei chirurghi, dei farmacisti e dei barbieri, oltre ad essere invocati come risanatori di ogni male.

In Puglia ricordiamo i santuari di Oria, Alberobello e Bitonto. I Santi Medici furono decapitati nel 303 insieme ai fratelli, anche loro Santi, Antimo, Leonzio ed Euprepio. I due Santi venivano chiamati anargiri perché non si facevano mai pagare. Per tradizione ogni anno, alle prime luci dell’alba del 26, arrivano nella chiesa tarantina calabresi di Cariati. Nel passato per tradizione si mangiava sulla terrazza di casa un piatto della festa che era formato dalle orecchiette con il sugo di pollo. Ancora oggi viene confezionato il tarallino di San Cosimo e poi viene offerto il pranzo ai poveri della città. La Confraternita di Santa Maria di Costantinopoli fu fondata nel 1582, quella dei Santi Medici al quartiere Salinella fu fondata nel 1999. Sono state cancellate diverse tradizioni come quella del maritaggio ma continua quella dei ceri, qualcuno di questi può pesare anche 30 chili. Le nostre nonne si rivolgevano ai Santi Medici nella lingua dialettale tarantina. Infine sono numerose le edicole votive dedicate ai due Santi, l’ultima fu realizzata due anni fa da Pasquale Chiochia all’inizio della postierla Via Nuova. Per quanto attiene, infine, alla presenza del culto di San Michele a Taranto ricordiamo che erano tre le Chiese intitolate al Santo: una al Galeso e due in piazza Castello.

Nel passato, durante la processione del Corpus Domini, i bambini della Prima Comunione indossavano lo stesso abito di San Michele. Nel vicoletto Pentite c’è un bassorilievo del Santo e in via Duomo, accanto alla chiesa, c’è il vico San Michele e, anche a Talsano, una strada è a lui intitolata. Nella prima metà del 1700 il religioso tarantino Paolo Nicolò Carducci con le sue rendite aveva fondato un ospedaletto per le donne inferme nella Chiesa di San Giuseppe, gestita dai padri missionari di San Michele. In via Duomo, di fronte a Palazzo Ulmo, c’è un’edicola votiva che raffigura il Santo. In Arcivescovado sono tre le tele che lo riproducono, invece nell’acquerello di Louis Ducross nel Grand Tour del 1778, nel riprodurre barcaioli tarantini, sul braccio di uno di questi c’è l’immagine di San Michele che, lo ricordiamo, è anche patrono di molte categorie lavorative ma soprattutto della Polizia di Stato. Nel giorno della festa di San Michele si festeggia anche San Gabriele che per i musulmani avrebbe dettato a Maometto il Corano. è patrono dei postini. Infine ricordiamo San Raffaele che fece sposare Tobia con Sara e che, nei calendari giudaici, era associato al primo giorno della settimana. E’ patrono dei fidanzati, dei farmacisti, degli emigranti e dei ciechi. A Taranto, nel Santuario della Madonna della Salute, dal 1727 fu portato, dal Padre gesuita Raffaele Manca, il culto per il Santo al quale è dedicato il primo altare che è si trova nella stessa Chiesa entrando a destra. Nell’attuale chiesa di San Michele il Santo viene venerato attraverso una bella e antica statua.