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Aperti i lavori del Convegno di Studi Magna Grecia

Taranto e Siracusa a confronto nell’edizione di quest’anno che si è aperta ieri
L’ex caserma Rosaroll

Si è aperto nel pomeriggio di giovedì, 29 settembre, il LXI Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia, la più longeva e continuativa manifestazione internazionale di cultura archeologica storica ed antichistica. I lavori si terranno nella sede principale del Polo universitario jonico dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro, la ex caserma Rosaroll, in via Duomo 259 (Città Vecchia). Il tema di questa edizione, “Taranto e Siracusa: due capitali del Mediterraneo a confronto (IV e III secolo a.C.)” si salda con quello dello scorso anno.

Dopo i saluti delle autorità, il Convegno è entrato nel vivo con la relazione introduttiva di Manuela Mari (Università di Bari), “Il mondo mediterraneo prima e dopo Alessandro”. A seguire, come nella tradizione inaugurata fin dalla prima edizione, la relazione su un anno di attività archeologica nell’area tarantina (ma non soltanto) di Barbara Davidde, che dirige la Soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, con sede in Taranto, per il cui territorio ha anche competenze su archeologia, belle arti e paesaggio. Davidde ha illustrato anche i risultati di alcune importanti ricerche, in partena-riato internazionale, che riguardano l’archeologia subacquea con ampiezza di orizzonti. Il Convegno si articolerà quindi su sei sezioni. Il 30 settembre la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, e Carmela Ciurcina, già alla direzione del Museo Paolo Orsi di Siracusa, illustreranno il ruolo svolto dai Musei archeologici delle due città nel contribuire, preservandone e promuovendone l’eredità, alla loro connotazione come vere e proprie “capitali” del mondo antico, ma anche alle prospettive delle istituzioni museali per la promozione e lo sviluppo del territorio.

Si affronterà quindi, con le relazioni di Stefani Di Vido su Siracusa e quella di Flavia Frisone su Taranto, il nodo centrale delle “Forme del potere. Strutture ed esperienze politiche e loro protagonisti”, in una polarità fra il potere personale che caratterizza Siracusa e la forma repubblicana di Taranto, fra “democrazia guidata” ed “oclocrazia” (che è la degenerazione “plebea” della democrazia). A seguire tavola rotonda coordinata da Maurizio Giangiulio con interventi di Carmine Ampolo, Giovanna De Sensi ed Emilio Rosamilia. Nel pomeriggio si illustrano vari aspetti di “Strutture ed esperienze militari, insediativoterritoriali e socio-economiche”.

Il 1° ottobre focus su “Taranto e Siracusa nel Mediterraneo: arte, artigianato, cultura e scienza”: arte ed artigianato, esperienze urbanistiche ed architettoniche, cultura filosofica e scientifica, coi due fari Archita ed Archimede. Nel pomeriggio Taras e Syràkousai viste con gli occhi degli “altri”: i popoli coi quali interagirono e spesso lottarono, Cartaginesi, Italici e Romani. Il 2 ottobre chiusura, come ormai è tradizione, nel Castello aragonese, messo a disposizione dalla Marina Militare: tavola rotonda coordinata da Mario Lombardo ed Angela Pontrandolfo, relazione conclusiva di Filippo Coarelli, saluto del presidente dell’Isamg, Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, Aldo Siciliano, che annuncerà il tema del LXII Convegno e chiuderà i lavori. Con i 35 relatori parteciperanno al Convegno, come è tradizione, giovani borsisti che grazie ad assegni di studio sottoscritti da enti, imprese, associazioni e singoli, potranno venire a Taranto per seguire i lavori ed incontrare di persona i massimi esperti di archeologia e storia del mondo greco ed italico, non solo di colonizzazione greca, Mediterraneo antico, Magna Grecia… Più di tremila, dal 1961: e oggi quasi tutti coloro che nel mondo, in Atenei Soprintendenze ed Enti di ricerca si occupano di Mediterraneo antico e di colonizzazione greca sono stati da borsisti a Taranto, e spesso ci sono tornati da relatori.

Purtroppo quest’anno i sottoscrittori (Comune di Taranto, Confindustria Taranto, Fondazione Oro 6, Bcc San MarzanoAmici dei Musei, Aicc, Amici del Castello aragonese, un singolo privato cittadino osti-nato contributore da un ventennio ed alcuni Lions e Leo club; negli anni scorsi c’erano stati molti altri club service…) sono diminuiti. Speriamo che inizino a pensare da adesso a questo minimale investimento in cultura (250 euro) che ha un immenso ritorno, in vista del Convegno edizione 2023.