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Tre Colpi al Cuore: il libro di Principe

Il racconto di una vita per le Istituzioni
Il libro Tre colpi al cuore

Sandro in questo libro avvincente si racconta: le soddisfazioni, ma anche le amarezze che hanno attraversato la sua vita. Una vita da socialista, un socialista al servizio delle Istituzioni. Una grande tradizione politica. Un esempio illuminato di protagonismo amministrativo e governo del territorio, conosciuto e apprezzato anche oltre i confini regionali. All’insegna della modernità, ma soprattutto frutto di un lucido progetto riformista. Figlio di Francesco Principe, leader socialista calabrese e presidente della Giunta Regionale, Sandro è avvocato, esperto di diritto amministrativo, impegnato in politica come esponente del PSI, sin dagli anni ottanta come sindaco di Rende.

Nel 1987 è stato eletto deputato, riconfermato nel 1992 e nominato sottosegretario al Lavoro nel Governo presieduto da Giuliano Amato e nel Governo presieduto da Carlo Azeglio Ciampi. Due “colpi al cuore” segnano la sua vita e quella della sua famiglia. Siamo a Rende, è il 29 maggio del 2004 il Sindaco della città, On. Sandro Principe si appresta ad inaugurare la nuova chiesa di San Carlo Borromeo. Sindaco amatissimo dai suoi concittadini, nel momento in cui sale la scala per raggiungere il palco allestito nella piazza, Giuseppe Staino, gli va incontro per stingergli la mano, poi estrae una pistola con la quale esplode un colpo che raggiunge Sandro ad uno zigomo. E’ l’episodio che più lo ha segnato dal punto di vista fisico. Costretto in ospedale con lo stato di salute fortemente compromesso, non partecipa alla campagna elettorale ma viene rieletto sindaco con il 78% dei consensi. L’altro colpo lo subisce con la vicenda giudiziaria che ingiustamente lo coinvolge il 23 marzo 2016: viene posto agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione elettorale aggravata e concorso esterno in associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetista. Il 26 maggio 2022 è stato assolto dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione perché “il fatto non sussiste”. Credo che la sofferenza morale provocata dall’accusa insussistente lo abbia ferito più del proiettile dell’attentatore! Si è voluto sporcare il grande e generoso consenso popolare dei rendesi di cui Sandro ha sempre goduto, rappresentando una visione di “città moderna” per la sua comunità alla quale ha affidato il modello del “Ringstraße viennese”, tutto tradotto in servizi efficienti ed efficaci, parchi, scuole costruite o ristrutturate, ma allo stesso tempo musei, eventi che ancora oggi a distanza di molti anni continuano ad avere successo, come il Settembre rendese. Un’identità cittadina che ha vissuto un periodo particolarmente positivo dal punto di vista economico, sociale, politico e culturale.

Fatta di grandi luci, modernità, apprezzamento della cultura, tradizione politica, che ci riporta indietro negli anni, quando il Partito socialista italiano era un importante punto di riferimento per la politica calabrese. Il terzo colpo al cuore di un Sindaco Socialista. Si è voluto ipotizzare che a Rende ci siano decine di migliaia di elettori che ricevano “istruzioni” di voto dalla ndrangheta, trascurando che i voti a Rende i socialisti li prendono dal 1952 e sempre in gran quantità. Sandro sapeva che con l’avvento dell’Università, Rende sarebbe diventata una città multietnica e multiculturale e cercò di realizzare infrastrutture dell’accoglienza. Realizzò musei, salvò il centro storico dall’abbandono e dal disfacimento edilizio. Rivolse la sua attenzione a coloro che ne avevano più bisogno, attivò politiche di inclusione nel sociale e rivolse grande attenzione verso i bambini realizzando strutture di accoglienza. Realizzò quell’amalgama che oggi fa sì che i rendesi abbiano una propria identità che non è certo né mafiosa, né ‘ndranghetista. Oggi Rende è una città con un sua precisa fisionomia anche dal punto di vista urbanistico. Una città vivace, moderna con una propria organizzazione commerciale e industriale che ospita una delle più grandi università d’Italia. Sandro è stato artefice di tutto questo. Un grande amministratore e un politico di alta levatura, del tutto onesto e con un grande senso del bene comune.