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Cresce l’attesa per il ritorno di Baglioni. Il concerto all’Orfeo

Appuntamento martedì 22 novembre
Claudio Baglioni

«Cerco di creare un racconto attraverso le diverse timbriche e la scelta di alcune canzoni, alcune tra le più popolari, ma altre invece anche di seconda fila, cioè quelle che io ritengo tra le cose migliori che sono riuscito a fare, e le snocciolo un po’ come in un calendario al contrario, un orologio che le lancette le porta indietro».

Lo ha confidato Claudio Baglioni alla vigilia delle cinque le date pugliesi del “Dodici Note Solo Bis”, il 21 novembre al Politeama Greco di Lecce, il 22 al teatro Orfeo di Taranto, il 23 al teatro Verdi di Brindisi, il 24 al teatro Verdi di San Severo e il 5 febbraio 2023 al teatro Petruzzelli di Bari. «Ho preso un pianoforte e l’ho diviso in tre: sono diventate tre tastiere, una delle quali è un pianoforte digitale-acustico, le altre due sono tastiere che si avvalgono di un’effettistica – ha rivelato – Cerco di portare da solo un’orchestrazione fatta quasi di stati d’animo, di riverberazioni, di aggiunte, lontane però anche presenti all’orecchio degli ascoltatori».

Brani come “La vita è adesso”, Mille giorni di te e di me”, Questo piccolo grande amore” o “Porta Portese” il cantautore li ripropone in una nuova veste. «Quando vado in scena mi metto nella condizione di creare un po’ di meraviglia, di stupore – ha confessato – Intendo questo lungo giro di concerti come un modo per rianimare le nostre vite con la musica dopo il lungo, difficile, doloroso silenzio imposto dalla pandemia. Ai miei occhi è come se i teatri, coi loro balconi, le loro logge, i loro palchi, diventassero delle corti in cui radunare e far incontrare le persone, sorprendendole, a mani nude». “Dodici Note Solo Bis” vede Claudio Baglioni con voce, pianoforte e altri strumenti nelle canzoni più popolari del suo repertorio, protagonista assoluto del concerto più appassionante della straordinaria carriera di un artista sinonimo di grande musica e poesia, vincitore del Premio Tenco 2022. «Non ho mai pensato di arrivare al conseguimento di un premio così, ma trovo che sia un premio alla carriera ed è un segno positivo che arrivi molto tardi perché vuol dire che la carriera è ancora in esistere – ha puntualizzato – Apprezzo il Premio Tenco anche se elitario, nel senso buono, penso che si giusto. Anche il festival di Sanremo iniziò così, quando si è trattato di organizzare il mio Sanremo mi sono dichiarato il primo anno Dittatore artistico e il secondo Dirottatore artistico, di un festival fortemente musicale e non fenomenistico: sono usciti fuori dei bei personaggi e sono state due edizioni che hanno rotto un certo rituale e mi sembra che sia continuata».

Claudio Baglioni si è volutamente sottoposto a un tour de force in quest’ultimo anno. «Ho percorso 25.000 km in cento giorni cantando e suonando per sei sere a settimana, senza mai provare un istante di noia o stanchezza, senza mai cadere nella trappola della ripetitività – ha ammesso – Teatri bellissimi e spettatori attenti ed entusiasti sono stati lo spettacolo per i miei occhi e le mie orecchie: io ci ho messo la voce, le mani, il cuore, gli altri le emozioni, le grida e gli applausi; così che ogni concerto fosse speciale e si potesse ricordare. Sono alla fine di una lunga e fantastica avventura umana e professionale. Ma non termina qui. Se il pubblico chiama, l’artista torna in scena, ringrazia e concede il bis». L’artista ha sfoggiato tutto il suo ricco repertorio nel precedete tour “Dodici note solo” e in questo della durata di circa tre ore non fa mancare successi come “Solo”, “Strada facendo”, “E tu come stai”, “Amore bello” o “Avrai”.

«Mi sono goduto i kolossal con centinaia di persone in scena, ma qui c’è una dimensione intima, da camera – ha riflettuto – 72 concerti in 100 giorni, tutti debutti, niente repliche. Vado a cercarmi il pubblico città per città godendomi la meraviglia dei teatri all’italiana. Tante canzoni, sempre poche per le oltre 300 che ho scritto, e la possibilità di cambiare scaletta ogni sera, per complici solo un pianoforte un piano elettrico ed un digitale: un valzer nel tempo». Claudio Baglioni non mancherà di proporre anche le canzoni del più recente album di inediti “In questa strada, che è la mia”. «Certe volte la scaletta vorrei farla con un’estrazione a sorte proprio per non incorrere nella problematica di prendere decisioni – ha precisato – Ho scelto di narrare questo tempo lungo attraverso tre stazioni, quella del passato, quella del presente e quella del futuro».