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La città in cammino verso il Natale

Ricco carnet di eventi all’insegna della tradizione popolare e religiosa
La favola del Natale - archivio

L’odierna puntata della nostra rubrica settimanale, ideata e curata da Antonio Fornaro, che abbraccia l’arco temporale che va dal 27 novembre al 3 dicembre, si presenta con un ricco carnet di eventi all’insegna della tradizione popolare e religiosa.

Questi i santi della settimana: Sant’Eligio, Santa Bibiana, San Francesco Saverio e Sant’Andrea che era fratello di Simone che fu chiamato Pietro. Furono i primi a seguire Gesù che li chiamò presso il Giordano. Fu crocifisso a Patrasso su una croce ad X che divenne poi insegna di vari ordini cavallereschi. E’ patrono di Amalfi, Pesaro, Empoli e Sarzana. Anticamente una chiesa intitolata a Sant’Andrea si trovava a Taranto dove oggi sorge la chiesa di San Francesco di Paola; inoltre sulla Circummarpiccolo sorge una grande e bella chiesa romanica intitolata ai santi Pietro ed Andrea. Sant’Eligio fondò monasteri ed abbazie. Si narra che ferrasse in cavalli staccando lo zoccolo e riattaccandolo con un segno di croce. A Taranto nella Città Antica, vicino al Molo che porta lo stesso nome del santo, si trova una piazza a lui intitolata. Anticamente nella piazza c’erano numerose rimesse per cavalli, fabbri e sellai ed era presente anche una chiesa intitolata a Sant’Eligio. Santa Bibiana fu flagellata a morte e la Chiesa romana che porta il suo nome sorgerebbe sul luogo del martirio.

San Francesco Saverio fondò con Sant’Ignazio la Compagnia di Gesù. Fu missionario in India, Giappone, Indonesia e morì mentre cercava di raggiungere la Cina per portarvi il Vangelo. Questa settimana la Chiesa cattolica ricorda la Madonna sotto i titoli di Madonna del Bosco, del Parto, del Sole e della Divina Misericordia. Questi i detti della settimana: “Figlio solo, o ladro o cornuto”, “Quando una donna sciattona fece il bucato riempì tutto il mondo di cenere”, “L’uomo mette la carne, e la carne mette le corna”, “Per mantenersi sano è meglio fare l’indiano”, “Se non puoi mordere non mostrare i denti”, “Se a Santa Caterina sul ghiaccio si cammina, Santo Stefano sul fango si avvicina”, “Di Santa Caterina la neve è sopra la spina”, “Il tempo che farà di Santa Caterina si ripeterà il giorno di Santa Barbara e di Natale”; “Di Sant’Andrea le pareti si raffreddano”. Fornaro ricorda che il 1° dicembre 1947 il grande ciclista Gino Bartali si esibì a Taranto nel Motovelodromo Corvisea. Il 3 dicembre 1769 Ferdinando IV approvò lo Statuto della Confraternita della Immacolata.

Il 1° dicembre 1984 iniziarono i lavori per la costruzione del bacino Principe di Napoli. Il 3 dicembre 1866 nacque nella casa di Piazza San Francesco Mons. Giuseppe Blandamura. Il 27 novembre 1463 Re Ferrante stabilì che per l’avvenire uno dei figli del Re avesse il titolo di Principe di Taranto. Il 29 novembre 1592, per ordine del Re Filippo, furono demolite le peschiere del Torrione Sant’Angelo e della Monacella perché erano state costruite abusivamente dal Castellano. Il 3 dicembre 1926 l’onorevole Rossone giunge a Taranto per il primo congresso del Sindacato ionico. Il 28 novembre 1997 viene ripresa la Fiera dei Due Mari dopo lunghi anni di assenza. Il 1° dicembre 1898 la Nobile Donna Maria Sebastio per fronteggiare la tassa sulle ricchezze mobili invitò i suoi debitori a donare allo Stato i prestiti da lei fatti da mille lire in su. Quest’anno si concludono i solenni festeggiamenti per il 191° anniversario dell’affidamento da parte della Madonna a Santa Caterina Labourè che ebbe tre visioni della Madonna. In quella della fine di novembre le fece vedere come la medaglietta sarebbe stata coniata sulle due facce. Oggi le medagliette vengono distribuite a milioni di fedeli. Santa Teresa di Calcutta fu una grande divulgatrice di questa devozione e regalò una medaglia a Lady Diana e a Ylenia Carrisi.

Il Cardinale Angelo Comastri porta la medaglietta incastonata nel suo anello episcopale. Attenzione al tempo il 2 dicembre perché un proverbio dice che per “Santa Bibiana” scarponi e calza di lana”. L’altro dice che “Se piove di Santa Bibiana pioverà per un mese e una settimana”. Il 29 novembre inizia la Novena in onore della Immacolata la cui statua si trova da alcuni anni nel Duomo di San Cataldo a causa della chiusura temporanea della Chiesa di San Michele. Nel passato il 29 novembre una piccola processione, accompagnata dalla banda musicale e dai confratelli dell’Immacolata, portava in processione il simulacro della Vergine fino alla Basilica Cattedrale dove si teneva la Novena. Ancora prima, però, la Novena si svolgeva nella Chiesa di San Michele e soltanto il giorno della Vigilia della Immacolata la statua veniva portata dai componenti del Capitolo Metropolitano di Taranto nella Basilica Cattedrale. Dietro la statua le pie donne cantavano una “Ave Maria” che iniziava così: “Dio ci salvi o Maria”. Fornaro attraverso le sue ricerche ha scoperto che questa ‘Ave Maria’ fu portata a Taranto dagli spagnoli perché ancora oggi essi pregano la Vergine iniziando con le parole sopra riportate. I tempi cambiano e anche le abitudini e le tradizioni. La novena popolare si svolge con la sola presenza dei bambini e dei ragazzi nei vicoli e negli slarghi della Città Antica di Taranto. E’ questo un modo bello per tenere desta una tradizione e soprattutto per trasmetterla ai bambini e ai ragazzi di oggi.