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Francesco Guccini sul podio della classifica di vendita

Il cantautore ritorna con “Canzoni da intorto”, progetto unico nel suo genere
Francesco Guccini

«Significherebbe che le canzoni da me spesso cantate in allegre serate con amici, servissero solo ad abbindolare innocenti fanciulle le quali, rese vittime dal fascino di quelle canzoni, si piegavano ai miei turpi voleri e desideri. Ammetto che un paio di canzoni qui presenti, forse, potrebbero essere state usate alla bisogna, ma solo per un paio di volte e non di più».

Lo ha sottolineato Francesco Guccini a proposito del nuovo album “Canzoni da intorto”, progetto speciale, unico nel suo genere: è il concept album che ha sempre desiderato realizzare e che ora prende finalmente vita, regalando a sorpresa la sua voce e, ancora una volta, un pezzo di storia; l’album debutta sul podio della classifica di vendita a una settimana dalla sua uscita: un importantissimo risultato, ottenuto grazie alle vendite dei soli prodotti fisici, che lo vede posizionato al #1 posto dei vinili più venduti della settimana e al #2 posto dei dischi più venduti della settimana. «La voce ‘intorto’ è di origine gergale e significa imbonire, circuire per convincere qualcuno o qualcuna a prestarsi a proprio vantaggio – ha spiegato – La locuzione ‘canzoni da intorto’ fu pronunciata da mia moglie Raffaella durante il famoso pranzo coi discografici della BMG e fu accolta con entusiasmo irrefrenabile come titolo definitivo di un disco che non mi trovava, allora, del tutto consenziente e pacificato; si tratta, infatti, di un’illazione maliziosa anche se parzialmente affettuosa».

Francesco Guccini torna a cantare a dieci anni di distanza dall’ultimo album in studio in questo nuovo disco per BMG esclusivamente in formato fisico. Composto da undici brani appartenenti alla cultura popolare, con arrangiamenti dal richiamo balcanico e folk, “Canzoni da intorto” è la raccolta delle canzoni del cuore di Francesco Guccini, qui arrangiate e interpretate in una veste nuova. «Ho scelto le canzoni che ho cantato con gli amici in moltissime serate passate a Bologna tanto tempo fa o nelle scarse riunioni conviviali successive – ha confessato – Io sono un gattaro, ho sempre avuto a che fare con gatti, attualmente ne ho tre, Paurina, Bianchina e Stagno, quindi ho fatto mia la bella canzone “El me gatt” di Ivan Della Mea». Le canzoni di questo disco sono pietre preziose della musica italiana e internazionale con le quali Francco Guccini ha dato vita a una sorta di biografia musicale, un’opera dal valore culturale, quasi educativo.

«Quando ho comunicato le scelte al discografico della Bmg è sbiancato in volto ma ha incassato il colpo – ha puntualizzato – Sono canzoni sconosciute. Supponi che c’è una ragazza chiede che canzone è e tu fai vedere che sei un fighetto: intorto in questo senso». Ad aprire la raccolta è la storica ballata popolare “Morti di Reggio Emilia” di Fausto Amodei, dal ritmo incalzante, fisarmonica e percussioni, tra riferimenti storici alla guerra e alla Resistenza sui fatti del 1960. «Erano le canzoni che cantavo la sera con gli amici – ha apostrofato Guccini – Canzoni marginali e non conosciute di quando avevo vent’anni». Una canzone del disco è “Tera e aqua” che guarda al sociale con le parole in veneto polesano del giornalista e poeta vicentino Gigi Fossati costruita su una rete di particolarissimi effetti sonori, «La genesi di Polesine, o tera e aqua, mi affascinava – ha osservato – Si diceva che il testo, vergato su un semplice foglio di quaderno, fosse stato lasciato sulla scrivania di e Sergio Liberovici, che lo aveva musicato». “Le nostre domande” è una canzone d’amore, forse l’unica del disco, che si fa largo tra sognanti cori di voci femminili. Il testo, scritto dal poeta Franco Fortini, vero, vicino alla realtà, tanto essenziale quanto speciale, è cantato nella versione storica da Margot Margherita Galante Garrone, regista, interprete e cantautrice; ricordo di gioventù di Francesco Guccini, la canzone era all’interno di un vinile regalatogli da una compagna d’università con cui studiava in preparazione degli esami.

“Nel fosco fin dal secolo” è un canto di rivolta: il tema centrale è l’avvento della dinamite, che diventò in quegli anni, oltre che strumento per la carica esplosiva e mezzo per sfondare la roccia, oggetto di saggi e canzoni. «Di questo brano non sono mai riuscito a scoprire nulla, né il vero titolo, né l’autore – ha sostenuto – Ho sempre definito questo inno, però, come la nonna della mia Locomotiva per lo stile retorico, quasi tragico, di certi versi. Avevo alle superiori una professoressa di lettere, tale Dina, il cui vero nome, avrei saputo anni dopo, era proprio Dinamite». Per valorizzare questo grande ritorno, il disco è stato pensato come un prezioso gioiello da ascoltare per intero, declinato in cinque diversi formati quali cd, cd limited edition maxi formato, vinile, vinile special edition limitata numerata e colorata, e per i veri intenditori uno speciale doppio vinile edizione esclusiva con tracce strumentali, incisione diretta dai mix edizione limitata e numerata per riscoprire l’anima analogica della musica e esaltarne ogni sfumatura. Tradizione e innovazione: il lancio del disco è accompagnato da una particolare operazione che tiene aggiornati con pillole in anteprima e contenuti speciali tutti i fan iscritti alla chat Whatsapp dedicata tramite il link https://bit.ly/GucciniWhatsApp.