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“Città in fiamme” di Don Winslow e “Solo è il coraggio” di Roberto Saviano

DON WINSLOW - “Città in fiamme” - Harper Collins

Ache servono i libri, la cultura, la musica se Taranto resta emarginata da un coro “nazionale” – quello del Concertone del Primo Maggio – per intenderci. Il “potere” inteso come sistema, si ricompatta dietro le priorità e di meccanismi poco chiari. Se alle parole seguissero i fatti, a tutto quanto scritto sulla vicenda della grande fabbrica di Taranto all’indomani di questa data così densa di significato, qualcosa dovrebbe cambiare. Ciononostante non cambia nulla. Siamo come dentro una piega della storia destinata a produrre un corto circuito in cui il bandolo della matassa è stato perduto. Alla dispersione scolastica, alle periferie culturali, alla diaspora dei cittadini si risponde con la certezza che questa dimensione sia modificabile da un percorso virtuoso. Invece Taranto ha perso il senno e le giovani generazioni, sono l’unica speranza che resta oltre quella polvere rossa che circonda il quartiere Tamburi.

Non è retorica o ricerca di un sentimento di antagonismo, serve tuttavia che la città, che oggi è ancora in fiamme, ritrovi una dimensione pacificata e una direzione verso la quale andare che abbia anche solo una parvenza di giustizia sociale che oggi manca in ogni angolo di questo territorio. Il popolo ha già scelto ora tocca a chi può cambiare qualcosa. Non serve la rivoluzione ma il buon governo di quanto già esistente e nell’interesse della comunità isolata come quel “povero gabbiano” diventato già la rappresentazione di un fallimentare isolamento, che la città ha saputo superare.

DON WINSLOW – “Città in fiamme” – Harper Collins
Due imperi criminali si spartiscono il controllo del New England. Finché una bellissima Elena di Troia dei giorni nostri non si mette in mezzo tra irlandesi e italiani, scatenando una guerra che li spingerà a uccidersi a vicenda, distruggerà un’alleanza e metterà a ferro e fuoco l’intera città. Se potesse scegliere, Danny Ryan vorrebbe una vita senza crimine e un posto al sole tutto per sé. Ma quando quel sanguinoso conflitto si inasprisce, mettendo i fratelli l’uno contro l’altro, la conta dei morti sale vertiginosamente e lui si ritrova costretto a mettere da parte i suoi desideri e a prendere una decisione che cambierà per sempre la sua esistenza: per salvare gli amici a cui è legato da sempre e la famiglia che ha giurato di proteggere assume il comando, diventa uno stratega spietato, l’eroe di un gioco insidioso in cui chi vince vive e chi perde muore. E forgerà una dinastia che dalle strade polverose di Providence arriverà fino agli studios di Hollywood e agli scintillanti casinò di Las Vegas. Città in fiamme è un’Iliade moderna, contemporanea, una trilogia che abbraccia generazioni e al pari dei classici antichi esplora temi intramontabili come la lealtà, il tradimento, l’onore.

ROBERTO SAVIANO – “Solo è il coraggio. Giovanni Falcone il Romanzo” – Bompiani
Un’esplosione squarcia la quiete della campagna corleonese. Il giovanissimo Totò Riina assiste allo sterminio dei suoi familiari intenti a disinnescare una bomba degli Alleati per ricavarne esplosivo. È un boato che distrugge e che genera. La piaga che molti, con timidi bisbigli, chiamano mafia, ma che d’ora in poi si rivelerà a tutti come Cosa nostra, s’incarna da qui in avanti nella sua forma più diabolica. Ma con potenza uguale e contraria, per fronteggiare l’onda di quella deflagrazione scaturisce anche il suo antidoto più puro. È il coraggio, quello che sorregge l’ingegno e l’intraprendenza, che sopperisce ai mezzi spesso insufficienti: il coraggio che scorre in Giovanni Falcone, negli uomini e nelle donne che insieme a lui sono pronti a lanciarsi in una battaglia furiosa dove la vita vale il prezzo di una pallottola. La storia di un magistrato che insieme a pochi altri intuisce la complessità di un’organizzazione criminale pervasiva, ne segue le piste finanziarie, ne penetra la psicologia e ne scardina la proverbiale omertà, è narrata in queste pagine con l’essenzialità di un dramma antico: sul proscenio, un uomo determinato a ottenere giustizia, assediato dai presagi più cupi, circondato dal coro dei colleghi che prima di lui sono caduti sotto il fuoco mafioso; stretto, nelle notti più buie, dall’abbraccio di una donna che ha scelto di seguirlo fino a dove il fato si compirà.

Roberto Saviano ha voluto onorare la memoria del giudice palermitano strappandolo alla fissità dell’icona e ripercorrendone i passi, senza limitarsi a una ricostruzione fondata su uno studio attentissimo delle fonti, degli atti dei processi, delle testimonianze, ma spingendo la narrazione fino a quello «spazio intimo dove le scelte cruciali maturano prima di accadere».

Antonio Mandese
Libraio ed editore