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Il valzer danzato dalla tastiera di Bruno Canino al teatro TaTà

Il concerto che l’associazione Amici della Musica presenterà stasera alle 21 nell’auditorium Tatà a Taranto, per la 70ª stagione 2013-14 organizzata sotto l’egida del ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Puglia e del Comune di Taranto, è stato concepito come una delle sorprese offerte alla nostra città in occasione dei festeggiamenti in corso per il Santo Natale.

Quale genere musicale, infatti, incarna meglio del valzer il ruolo di ideale “colonna sonora” di questo importante periodo di passaggio al nuovo anno?

Il grande virtuoso del pianismo italiano ed europeo Bruno Canino, napoletano, noto in tutto il mondo per la sua straordinaria attività concertistica e per le bellissime incisioni discografiche (fra le più recenti, l’integrale pianistica di Emmanuel Chabrier), da anni prezioso “amico della musica” e di Taranto – da ultima, la sua prestigiosa presidenza della Commissione giudicatrice per la International Piano Competition “Arcangelo Speranza” 2013 – ci offrirà uno spettacolo ideato e costruito proprio sull’affascinante evoluzione del valzer in terra europea, declinato per tastiera.

Dal romano Muzio Clementi (nato nel 1752) con i suoi “4 Valzer” dall’ op. 38, ai romantici “5 Valzer” del Fryderyk Chopin, dal famoso valzer “dimenticato” (“Premiére Valzer oubliée”) del virtuosissimo Franz Liszt, al “Valzer op. n. 39” del “teutonico” Johannes Brahms, per continuare con le “valse” di Claude Debussy e di Alexis Emmauel Chabrier e con gli affascinanti valzer dei russi Cajkovskij e Prokofiev.

In un concerto che si annuncia eccezionale per repertorio, gradevolezza e capacità interpretative, Bruno Canino non poteva chiudere il programma che con il celebrato maestro del genere, l’austriaco Johann Strauss figlio, il cui valzer “Du und du”, tratto da quella che è considerata il culmine dell’età d’oro dell’operetta viennese, “Il pipistrello” (1874), sarà presentato nella notevole trascrizione per pianoforte operata dal pianista, compositore e direttore d’orchestra ungherese (ma nato a Bratislava) Ern? Dohnányi nel 1928. Un incredibile e affascinate viaggio culturale attraverso il continente europeo, nel segno inconfondibile del ritmo in tre-quarti più famoso del mondo, il valzer.