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Rubini e Placido, un successo annunciato

E’ il primo, attesissimo, spettacolo del 2014 quello vedrà, domani, protagonisti in scena sul palco dell’Orfeo, Sergio Rubini e Michele Placido, interpreti di “Zio Vanja”, uno dei capolavori assoluti del teatro cechoviano in cui si intrecciano le monotone conversazioni e le banalissime vicende di un gruppetto di personaggi.

Il lavoro, diretto da Marco Bellocchio, uno dei registi più anticonformisti della storia del cinema italiano, rientra nel cartellone teatrale messo a punto dal Comune di Taranto per la stagione 2013/2014.

La trama ha il suo inizio nella casa di campagna ereditata dal professor Serebrjakov, cognato di zio Vanja e padre di Sonia. La prima moglie, sorella di Vanja, è deceduta e il professore si è risposato con Helena. Tra amori e vicissitudini di vario genere, Serebrjakov comunica a Vanja che è intenzionato a vendere il podere e questo fa uscire fuori tutto il temperamento del povero zio, che alla fine tenta di uccidere il professore con dei colpi di pistola, che miseramente non andranno a segno. Alla fine l’agiato ereditiere e Helena torneranno in città, lasciando a Vanja la possibilità di continuare ad amministrare la tenuta.

Il dramma debuttò a Mosca nel 1899 ottenendo un buon successo. Fu apprezzato da tutti i critici, tranne che da Tolstoj, che rimproverò a Cechov la mancanza di drammaticità e di azione della pièce.

La ricostruzione minuziosa di atmosfere sospese e vagamente inquietanti, l’indifferenza abulica dei personaggi intorno agli eventi, l’indefinito senso di attesa di una catastrofe incombente rendono il testo una sorta di anticipazione della drammaturgia novecentesca.

In scena anche Pier Giorgio Bellocchio (Astrov), Anna Della Rosa (Sonja) e l’ucraina Lidiya Liberman (Elena) Bruno Cariello, Maria Dovetti, Marco Trebian e la partecipazione straordinaria di Lucia Ragni. Le musiche sono di Carlo Crivelli, le scenografie di Giovanni Carluccio.

Sipario ore 21.

Si replica giovedì, 9 gennaio, alle ore 18.