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Storie di fughe e sogni: al TaTà è di scena “La nave dolce”

“La nave dolce”, in scena al TaTà (foto Massimo Bertoni)

Con la messa in scena, al TaTà (l’auditorium al quartiere Tamburi, in via Grazia Deledda) de “La nave dolce” sabato, 4 dicembre, si rinnova l’appuntamento con la rassegna del Crest “Periferie e non solo”, realizzata nell’ambito del progetto regionale “Custodiamo la cultura in Puglia 2021”, in collaborazione con Provincia di Taranto, Comune di Taranto e associazione Il Serraglio – Vicoli Corti. Il lavoro teatrale, scritto e diretto da Daniela Nicosia, nasce dalla visione dell’omonimo film di Daniele Vicari: 8 agosto 1991, nel porto di Bari, attracca la nave Vlora carica di 20 mila albanesi. 20 mila persone che arrivano, in un sol colpo, sono un paese intero.

E un paese intero non lo si può rispedire a casa come fosse un pacco mal recapitato. Da un lato le autorità governative che vogliono quei ventimila, rinchiusi, tutti insieme, nello stadio cittadino trasformato da luogo di incontro in anfiteatro di una assurda lotta per la sopravvivenza, mentre gli elicotteri controllano dall’alto. Dall’altro la comunità di Bari, che accoglie le famiglie anche a suon di paste al forno e focacce. Lo sbarco della Vlora è una storia che parla di mare, di una nave presa d’assalto, di arrampicate e di lanci nel vuoto, ultimo disperato volo verso la libertà. È una storia che ha dato inizio a un profondo cambiamento nella società italiana.

Non è un caso se prima del 1991 gli stranieri in Italia fossero circa 500 mila e dall’arrivo della Vlora ad oggi sono diventati più di 5 milioni. In un momento storico in cui l’integrazione e l’accoglienza sono messe quotidianamente in discussione, attraverso la diffusione di ideologie distorte e di forti strumentalizzazioni politiche, questa storia ritrova piena attualità, invitando a riflettere sul senso di comunità e sul concetto stesso di accoglienza. Lo spettacolo ha vinto il premio “Gigi Dall’Aglio” assegnato dalla giuria under 30 del XX Festival Teatrale di Resistenza (Reggio Emilia 2021). A seguire sarà proiettato il cortometraggio “Klod”, di Giuseppe Marco Albano, presentato in anteprima mondiale al Giffoni Film Festival 2020. Regista, sceneggiatore e produttore brindisino (un Nastro d’Argento per il corto “Stand By Me” nel 2011 e un David di Donatello per “Thriller” nel 2015), Giuseppe Marco Albano cerca di dar voce ai tanti migranti che, ogni anno da decenni, giungono sulle nostre coste.

Lo fa ispirandosi ad una storia vera: quella del cestista Klaudio Ndjoa, noto al pubblico della palla a spicchi come “il gladiatore”, arrivato a Brindisi dall’Albania su un barcone guidato da spietati scafisti. Alla vicenda del giocatore italoalbanese era già stato dedicato un libro, “La morte è certa la vita no” di Michele Pettene, edito da Imprimatur nel 2015. Il corto che vede protagonisti gli attori Elton Copa, Ilir Jacellari e Rimi Beqiri, è stato sostenuto anche dai comuni di Brindisi e di Bernalda (Matera) e la società cestistica New Basket Brindisi, di cui Ndoja è stato capitano nell’anno della storica promozione in serie A. Lo short film ha fatto incetta di premi e presenze in festival nazionali ed internazionali. Biglietto: 10 euro, ridotto 8 euro (under 25 e over 65). Prenotazioni obbligatoria al numero 366.3473430 (anche whatsapp). Per accedere all’area dell’evento è necessario il green pass, non richiesto ai minori di 12 anni.