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Opere e belcanto nel cartellone del Festival della Valle d’Itria

MARTINA FRANCA – E’ stato presentato ieri a Milano, al Piccolo Teatro, il ricco cartellone della 40esima edizione del Festival della Valle d’Itria, evento che da sempre richiama, nella cittadina, un numero elevatissimo di amanti dell’Opera e del “belcanto” in genere e che, anche quest’anno, vede alla direzione artistica Alberto Triola.

Famoso per esser rimasto nel tempo fedele alle proprie radici, il Festival ha dimostrato, in ogni caso, la capacità di rinnovarsi costantemente, attento al mutare dei tempi e dei gusti del suo pubblico.

Il sipario si alzerà il 18 luglio, per poi richiudersi il 3 agosto dopo aver regalato, però, una serie di spettacoli che sintetizzano quelli che sono i tre elementi chiave della storia dell’evento: il belcanto, il barocco e la scuola pugliese-napoletana.

La serata inaugurale vedrà in scena l’opera moderna di Alfredo Casella, “La donna serpente”: il regista Arturo Cirillo, da Carlo Gozzi, porterà sul palcoscenico l’opera fiaba in un prologo, tre atti e sette quadri.

Il secondo appuntamento è un progetto musicale di livello internazionale: l’Armida di Tommaso Traetta, declinazione italiana del monumentale capolavoro barocco francese di Quinault-Lully.

Si tratta di una festa teatrale per musica su libretto di Giannambrogio Migliavacca, prima esecuzione in tempi moderni.
Revisione a cura di Luisa Cosi.

La suggestiva cornice del restaurato Chiostro di San Domenico ospiterà la terza produzione operistica di questa quarantesima edizione: la proposta dei giovani talenti dell’Accademia del Belcanto, dedicata al repertorio seicentesco, “La lotta d’Ercole con Acheloo”, mai rappresentata in tempi moderni.

In scena uno dei due atti unici di Agostino Steffani, geniale autore il cui pregio musicale è oggetto di recenti studi e di apprezzate realizzazioni.

Tra le proposte collaterali, il “Premio Celletti, assegnato quest’anno ad uno dei padri artistici del Festival: Alberto Zedda, il primo direttore ad alzare la bacchetta nel cortile di Palazzo Ducale.

Era  l’agosto del 1975. Lo splendido Palazzo Ducale – nel centro storico martinese – ospiterà, per la prima volta, il tradizionale concerto sinfonico (Concerto per violoncello di Friedrich Gulda e Get Whitey di Frank Zappa), appuntamento che s’inserisce nel ciclo “Novecento e oltre”, da cinque anni elemento portante del cartellone del Festival.

Attesissimi anche i tre programmi di “Concerto dell’Europa”, frutto di una significativa e quanto mai proficua collaborazione internazionale. Collaborazione che ha preso le forme di un progetto pluriennale europeo condiviso tra l’Italia, la Svezia, l’Estonia e la Gran Bretagna.

Completano, infine, l’interessante cartellone il popolare “Concerto per lo spirito”, spettacolo previsto nella basilica di San Martino; due concerti del ciclo “Novecento e oltre”, quelli di “Fuori orario” e di “Festival junior”, con l’esecuzione dell’opera per ragazzi “Il diluvio di Noè”, di Benjamin Britten.

Chiude il Festival una festa musicale dedicata alla storia ed ai protagonisti di quattro decenni di musica di alto spessore artistico.