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Quando il maleficio si chiama paura. Ecco “La bella e la bestia”

Accettare l’altro anche se appare diverso, estraneo, brutto e cattivo: è intorno a questo concetto che gira il racconto de “La Bella e la Bestia”, la famosa favola le cui due versioni principali risalgono, addirittura, al diciottesimo secolo.

Domenica, 22 marzo, a ricordarla sul palcoscenico del TaTà (in via Grazia Deledda, al quartiere Tamburi) per la rassegna del Crest “favole&TAmburi”, saranno gli attori Vincenzo Di Maio, Agostino Gamba e Cecilia Raponi, diretti da Lino Terra.

Le musiche originali sono firmate da Luca Losacco; la produzione è del “Teatro del canguro”.

La storia è nota a tutti: a Bella, la protagonista della favola, basta una  carezza per rompere d’incanto quel maleficio che si chiama paura e pregiudizio.
Basta quel gesto perché la Bestia rivelasse, d’un tratto, tutta la sua umanità e la sua “bellezza”.

Con quella carezza, infatti, Bella dimostra di essere capace di vedere oltre l’apparenza e di rifiutare l’ovvio e il preconcetto. La morale che si legge nella favola sottolinea quanto sia importante, ancor più necessario, fare in modo che i bambini superino le sensazioni proprie degli adulti. Adulti legati, purtroppo, oggi più che mai, ai modelli imposti dalla nostra società ed ispirati a canoni di bellezza, efficienza e presunta modernità. Nato alla fine degli anni ‘70 e da sempre orientato verso un teatro di grande impatto visivo ed emotivo, il “Teatro del canguro” da sempreproduce, rappresenta ed organizza spettacoli teatrali per bambini e ragazzi. Spettacoli all’interno dei quali le strutture narrative tipiche delle fiabe, ben si miscelano con l’ironia e la poesia. E dedicano, soprattutto, un’attenzione particolare al pubblico dei più piccoli la cui sensibilità, ovviamente, è spiccata. Anche il linguaggio utilizzato, seppur originale e moderno, è scelto facendo in modo che risulti loro comprensibile.

E, soprattutto, sia in grado di catturarne attenzione. Di provocare emozioni. Stimolare riflessioni. Sul palco pupazzi, oggetti animati, burattini e ombre cinesi, gli strumenti utilizzati dal “Teatro del canguro”.

Inizio ore 18; come consuetudine, alle 17,30, nel foyer dell’auditorium, lo staff dello Junior TaTÀ offrirà una gustosa merenda al giovane pubblico in attesa dell’inizio dello spettacolo pomeridiano della domenica.